Foresta di pini sul lago

L’impegno di Eni per la protezione e la conservazione delle foreste

Le foreste ricoprono il 31% della superficie emersa del pianeta e sono un agente fondamentale di assorbimento del carbonio nell’atmosfera.

12 maggio 2021
7 min di lettura
12 maggio 2021
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La tutela delle foreste, uno dei nostri pilastri

Dal 2015 al 2020 secondo i dati della FAO, si è registrato un tasso di deforestazione pari a 10 milioni di ettari all’anno, equivalente a circa 1/3 dell’intera superficie italiana. Il degrado delle foreste e la riduzione della loro estensione territoriale, derivanti da pratiche agricole estensive non sostenibili, dal taglio illegale del legname, dall’utilizzo non sostenibile della biomassa per scopi energetici e da fenomeni di urbanizzazione, contribuiscono a incrementare le emissioni di CO2 di origine antropica e riducono sensibilmente la capacità di assorbimento naturale del carbonio presente in atmosfera (cd. Natural Carbon Sink), a fronte delle accresciute emissioni legate all’industrializzazione.

Per questo motivo, abbiamo fatto dei progetti di conservazione delle foreste uno dei pilastri della nostra strategia di decarbonizzazione, riconoscendo l’importante e crescente ruolo delle Natural Climate Solutions (NCS) nel limitare il riscaldamento globale entro la soglia di 1,5°C , così come previsto dagli obiettivi più ambiziosi dell'Accordo di Parigi. Per questo tipo di interventi siamo focalizzati principalmente sulle foreste tropicali, che rappresentano circa il 45% della superficie forestale mondiale e hanno elevate capacità di assorbire e stoccare il carbonio, e sui Paesi in via di sviluppo che, secondo lo Special Report on Climate Change and Land dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), hanno il maggiore potenziale di mitigazione delle emissioni.

Più in generale, la nostra strategia di decarbonizzazione punta all’azzeramento delle emissioni assolute nette scope 1 e 2 del business Upstream nel 2030 e per tutti i business Eni nel 2040, e a traguardare l’azzeramento delle emissioni nette scope 1, 2 e 3, riferite all’intero ciclo di vita dei prodotti energetici commercializzati da Eni nel 2050.

In questo contesto, l’utilizzo di crediti di carbonio generati da progetti REDD+ è una leva fondamentale per neutralizzare parte delle emissioni residue difficili da abbattere con le tecnologie attuali (emissioni cd “hard to abate”).

REDD+: Reducing Emissions from Deforestation and Forest Degradation

Il raggiungimento dei nostri target di decarbonizzazione prevede l'utilizzo di crediti di carbonio generati principalmente da progetti REDD+. Lo schema REDD+ è stato concepito e promosso dalle Nazioni Unite (in particolare, nell’ambito dell’UNFCCC - United Nations Framework Convention on Climate Change, Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici) e prevede attività di conservazione delle foreste con gli obiettivi di ridurre le emissioni e migliorare la capacità di stoccaggio naturale della CO2, favorendo, al contempo, lo sviluppo delle comunità locali attraverso la promozione di attività socio-economiche in linea con la valorizzazione e gestione sostenibile delle foreste e la conservazione della biodiversità.
Grazie a questo tipo di progetti prevediamo di raggiungere in maniera progressiva un portafoglio di crediti di carbonio che supera i 6 milioni di tonnellate all’anno di CO2 equivalente nel 2024 e i 20 milioni di tonnellate nel 2030, per poi arrivare a oltre 40 milioni di tonnellate entro il 2050.

Nel realizzare gli interventi di protezione e conservazione delle foreste collaboriamo con i Governi dei Paesi, le comunità locali e le Agenzie delle Nazioni Unite competenti, per sviluppare i progetti REDD+, in coerenza con le linee guida dell’UNFCCC, gli NDC (Nationally Determined Contributions) e i Piani di Sviluppo Nazionali e, in particolare, con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile n. 1 (sconfiggere la povertà), 5 (parità di genere), 7 (energia pulita e accessibile), 10 (ridurre le disuguaglianze), 13 (lotta contro il cambiamento climatico), 14 (vita sott’acqua), 15 (vita sulla terra) e 17 (partnership per gli obiettivi), individuati nell’Agenda 2030.

Abbiamo quindi, nel tempo, costruito solide partnership con sviluppatori internazionali riconosciuti e altre società che operano in ambito REDD+, quali BioCarbon Partners, Peace Parks Foundation, First Climate, Carbonsink e Terra Global, che ci permettono di avere un ruolo attivo nella Governance dei progetti e di sovrintendere e indirizzare ogni fase dei progetti REDD+, dalla progettazione all’implementazione, fino alla verifica della riduzione delle emissioni.

In questo contesto, nel pieno rispetto delle comunità locali, e con la loro attiva partecipazione, lavoriamo per ridurre le cause di deforestazione e degrado della biodiversità, proponendo alternative di sviluppo locale compatibili con il contesto territoriale. Le principali attività proposte sono rappresentate da iniziative di diversificazione economica, quali progetti agricoli sostenibili, iniziative volte a incrementare l’accesso all’energia e al Clean Cooking, oltre a programmi di educazione e formazione professionale.

I progetti sono quindi validati e verificati secondo gli standard internazionali di più alta qualità quali, ad esempio, il Verified Carbon Standard (VCS) e il Climate Community and Biodiversity Standard (CCB), dall’ente internazionale VERRA, che ne certifica il positivo impatto sociale, la conservazione delle biodiversità e l’incremento della resilienza agli effetti del cambiamento climatico (i.e. adattamento, in primis) nonché l’effettiva riduzione delle emissioni, attraverso la generazione di crediti di carbonio denominati Verified Carbon Unit (VCU). 

Le prime partnership in Africa

In Africa, Eni sta valutando diverse iniziative in vari Paesi tra i quali, Zambia, Malawi, Mozambico, Ghana, Angola e Congo .

In particolare, dal 2019 in Zambia, Eni è diventata membro attivo della governance del progetto di conservazione delle foreste REDD+ Luangwa Community Forests Project (LCFP). Grazie a questo progetto, nel novembre 2020 è stata conseguita la prima generazione di crediti di carbonio che è stata impiegata da Eni per la compensazione di un quantitativo di emissioni GHG pari a 1,5 milioni di tonnellate di CO2.

Inoltre, sempre nel LCFP, ci siamo impegnati, fino al 2038, ad acquistare crediti di carbonio certificati secondo gli standard VCS e CCB, assicurando la sostenibilità del progetto REDD+ nel lungo periodo.

Il LCFP, avviato nel 2014 e gestito da BioCarbon Partners in cooperazione con il Governo zambiano e le comunità locali, copre un’area di circa 1 milione di ettari, coinvolge oltre 170.000 beneficiari, ed è, al momento, uno dei più grandi progetti REDD+ in Africa validato CCB ‘Triple Gold’ per il suo eccezionale impatto sociale e ambientale.

La centralità di tali iniziative, considerate alla stregua delle nostre attività operative, è confermata dalla decisione di dotarci di una struttura organizzativa in continua crescita dedicata alla loro definizione, sviluppo e gestione.

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