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L’impegno di Eni per la protezione e la conservazione delle foreste

Le foreste ricoprono il 31% della superficie emersa del pianeta e sono un agente fondamentale di assorbimento del carbonio nell’atmosfera.

01 dicembre 2020
7 min di lettura
01 dicembre 2020
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La tutela delle foreste, uno dei nostri pilastri

Dal 2015 al 2020 secondo i dati della FAO, si è registrato un tasso di deforestazione pari a 10 milioni di ettari all’anno. Il degrado delle foreste e la riduzione della loro estensione territoriale, derivanti da pratiche agricole estensive non sostenibili, dal taglio illegale del legname, dall’utilizzo non sostenibile della biomassa per scopi energetici e da fenomeni di urbanizzazione, contribuiscono a incrementare le emissioni di CO2 di origine antropica e riducono sensibilmente la capacità di assorbimento naturale del carbonio presente in atmosfera (Natural Carbon Sink), a fronte delle accresciute emissioni legate all’industrializzazione.

Per questo motivo, abbiamo fatto dei progetti di conservazione delle foreste uno dei pilastri della nostra strategia di decarbonizzazione, riconoscendo l’importante e crescente ruolo delle Natural Climate Solutions (NCS) per limitare il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C. Per questo tipo di interventi siamo focalizzati principalmente sulle foreste tropicali, che rappresentano circa il 45% della superficie forestale mondiale e hanno elevate capacità di assorbire e stoccare il carbonio, e sui Paesi in via di sviluppo che, dal punto di vista delle strategie di mitigazione dei cambiamenti climatici, sono scientificamente considerati tra i più rilevanti a livello internazionale.

Più in generale, la nostra strategia per la riduzione delle emissioni punta all’azzeramento delle emissioni assolute nette scope 1 e 2 Upstream nel 2030, all’azzeramento delle emissioni assolute nette scope 1 e 2 di tutti i business nel 2040 e nel 2050, infine, alla riduzione del 80% delle emissioni nette scope 1, 2 e 3: riferibili cioè all’intero ciclo di vita dei prodotti energetici venduti.

In questa cornice, l’utilizzo di crediti di carbonio generati da progetti REDD+ è una leva fondamentale per compensare parte delle emissioni residue difficili da abbattere con le tecnologie attuali (emissioni “hard to abate”).

REDD+: Reducing Emissions from Deforestation and Forest Degradation

Nella nostra strategia di decarbonizzazione rientra lo sviluppo di progetti volontari a supporto della lotta ai Cambiamenti Climatici come i progetti REDD+. Lo schema REDD+ è stato concepito dalle Nazioni Unite (in particolare, nell’ambito dell’UNFCCC - United Nations Framework Convention on Climate Change, Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici) e prevede attività di conservazione delle foreste con gli obiettivi di ridurre le emissioni e migliorare la capacità di stoccaggio naturale della CO2, favorendo, al contempo, lo sviluppo delle comunità locali attraverso la promozione di attività socio-economiche in linea con la gestione sostenibile, la valorizzazione delle foreste e la conservazione della biodiversità. Grazie a questo tipo di progetti prevediamo di raggiungere in maniera progressiva un portafoglio di crediti di carbonio da 10 milioni di tonnellate all’anno di CO2 equivalente nel 2025 e da 20 milioni di tonnellate nel 2030, per poi superare i 30 milioni di tonnellate entro il 2050.

Nel realizzare gli interventi di protezione e conservazione delle foreste affianchiamo i Governi dei Paesi, le comunità locali e le Agenzie delle Nazioni Unite dedicate, per supportare le strategie REDD+, in coerenza con gli NDC (Nationally Determined Contributions) e i Piani di Sviluppo Nazionali e, in particolare, con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile n. 1 (sconfiggere la povertà), 5 (parità di genere), 7 (energia pulita e accessibile), 10 (ridurre le disuguaglianze), 13 (lotta contro il cambiamento climatico), 14 (vita sott’acqua), 15 (vita sulla terra) e 17 (partnership per gli obiettivi), individuati nell’Agenda 2030.

Abbiamo quindi, nel tempo, costruito solide partnership con sviluppatori internazionali riconosciuti quali BioCarbon Partners, Peace Parks Foundation, First Climate e Carbonsink, che ci permettono di sovrintendere ogni fase dei progetti REDD+, dalla progettazione all’implementazione fino alla verifica della riduzione delle emissioni, con un ruolo attivo nella Governance dei progetti.

In questo contesto, nel pieno rispetto delle comunità locali, e con la loro attiva partecipazione, lavoriamo per ridurre le cause di deforestazione e degradazione della biodiversità, proponendo alternative di sviluppo locale compatibili con il contesto territoriale. Le principali attività proposte sono rappresentate da iniziative di diversificazione economica, quali progetti agricoli sostenibili, iniziative volte a incrementare l’accesso all’energia e al Clean Cooking, oltre a programmi di educazione e formazione professionale.

I crediti di carbonio che otteniamo vengono quindi validati e verificati secondo gli standard internazionali più elevati come il Verified Carbon Standard (VCS) e il Climate Community and Biodiversity Standard (CCB) Triple Gold, rilasciati dall’ente certificatore internazionale VERRA, che ne certifica l’impatto sociale e ambientale.

Le prime partnership in Africa

Eni sta considerando diverse iniziative in vari Paesi. Al momento, abbiamo avviato le prime partnership con governi e sviluppatori internazionali in Zambia, Mozambico, Vietnam, Messico, Ghana, Repubblica del Congo, Repubblica Democratica del Congo e Angola, con l’obiettivo di compensare le emissioni dirette del settore Upstream entro il 2030.

In Zambia, in particolare, Eni è diventata membro attivo della governance del progetto di conservazione delle foreste REDD+ Luangwa Community Forests Project (LCFP). Grazie a questo progetto, nel novembre 2020 è stata conseguita la prima generazione di crediti di carbonio per la compensazione di emissioni GHG equivalenti a 1,5 milioni di tonnellate di CO2. Inoltre, sempre nel LCFP, ci siamo impegnati, fino al 2038, ad acquistare crediti di carbonio certificati secondo gli standard VCS e CCB, assicurando il successo di questo progetto REDD+ nel lungo periodo.

Il LCFP, avviato nel 2014 e gestito da BioCarbon Partners in cooperazione con il Governo zambiano e le comunità locali, copre un’area di circa 1 milione di ettari, coinvolge oltre 170.000 beneficiari, ed è, al momento, uno dei più grandi progetti REDD+ in Africa ad aver ottenuto la ‘Triple Gold’ Standard Certification per il suo eccezionale impatto sociale e ambientale.

La centralità di queste iniziative, considerate alla stregua delle nostre attività operative, è confermata dalla decisione di dotarci di una struttura organizzativa dedicata alla definizione e sviluppo e gestione delle relative iniziative.

Piante alla conquista dei social

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