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La posizione Eni sulle biomasse

Entro il 2023 Eni non utilizzerà olio di palma nei suoi cicli produttivi .

07 febbraio 2020
14 min di lettura
07 febbraio 2020
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Adottiamo criteri che soddisfano standard di sostenibilità

Eni è consapevole della necessità di mantenere un approccio responsabile al tema delle biomasse che vada oltre la mera compliance della norma. Pertanto, per assicurare una gestione sostenibile lungo l’intera catena di fornitura che coinvolge la conversione di alcune raffinerie in bioraffinerie, ha definito dei principi generali e criteri selettivi corredati da alcuni specifici per l’olio di palma. Inoltre, dove ritenuto necessario, Eni valuterà l’esigenza di definire policy specifiche per altre biomasse utilizzate. Eni adotta criteri che soddisfano gli standard di sostenibilità nella selezione dei fornitori e nella definizione delle clausole dei contratti di approvvigionamento delle biomasse, e garantisce che le materie prime certificate:

  • Non provengano da zone coltivate ottenute dalla conversione di aree caratterizzate da elevato contenuto di carbonio, come zone umide e foreste;
  • Non provengano da ecosistemi caratterizzati da alta biodiversità come le aree ricoperte da foresta primaria o secondaria o comunque da ecosistemi di riconosciuto valore naturalistico;
  • Dove applicabili specifici schemi di certificazione, siano certificate secondo gli standard di sostenibilità riconosciuti in ambito europeo o internazionale.

Nella bioraffineria di Venezia  circa il 25% delle materie che hanno alimentato gli impianti nel 2020 è costituito da oli vegetali esausti, paste saponose e altri scarti.

La bioraffineria di Gela ha avviato nel 2021 l’impianto per il pre-trattamento delle biomasse (cosiddetto BTU) che consente di alimentare l'impianto fino al 100% con materie, composte da scarti e residui di lavorazioni vegetali e animali oltre che da oli vegetali grezzi provenienti da culture a basso impatto nella filiera alimentare.

Nel 2020 Eni ha tracciato il 100% dei mulini e delle piantagioni di provenienza dell’olio di palma per le bioraffinerie di Venezia e Gela. Il 100% dell’olio di palma utilizzato è certificato ISCC e oltre l’80% dei volumi proviene da mulini certificati RSPO.

Inoltre, Eni promuove l’uso di materie prime che:

  • Non determinino un cambiamento d’uso del suolo tale da causarne il depauperamento e possibilmente contribuiscano a contrastarlo mediante l’adozione di buone pratiche agronomiche;
  • Non riducano la disponibilità della risorsa idrica in competizione con la catena agroalimentare;
  • Provengano da terreni il cui utilizzo è rispettoso dei diritti internazionalmente riconosciuti delle popolazioni locali e delle popolazioni indigene, a partire dalla consultazione libera, preventiva informata e consapevole;
  • Siano prodotte in modo sostenibile nel rispetto dell’ambiente, dei requisiti sociali, inclusi i diritti dei lavoratori e la tutela della salute e della sicurezza.

La strategia Eni da qui al 2050 è quella di trasformarsi in un’azienda che venderà solo prodotti decarbonizzati, così da limitare il più possibile il loro impatto ambientale. Abbiamo l’obiettivo di ampliare la capacità di raffinazione “bio” fino a 5-6 mln/ton anno al 2050.

Per l’utilizzo delle biomasse presso i propri impianti, Eni garantisce:

  • Il rispetto dei principi di tracciabilità e trasparenza;
  • La costante promozione dell’ottimizzazione dell’impiego della materia prima, minimizzando i consumi e il rifiuto e massimizzando l’efficienza;
  • La realizzazione di prodotti il cui utilizzo è in linea con gli standard di sostenibilità applicabili;
  • L’adozione delle migliori tecnologie applicabili;
  • L’adeguamento ai criteri di sostenibilità definiti dal Recast della Direttiva RED (Direttiva 2018/2001).

Nuova gamma di prodotti certificati per la sostenibilità

Versalis, la società chimica di Eni, nel febbraio 2021 ha ottenuto la certificazione ISCC Plus per monomeri, intermedi, polimeri ed elastomeri prodotti con materie prime sostenibili, da bionafta e da riciclo chimico, nei siti di Brindisi, Porto Marghera, Mantova, Ferrara e Ravenna.

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In che cosa ci impegniamo

Eni si impegna:

  • Alla trasparenza e divulgazione delle informazioni relative alle biomasse utilizzate e al paese di provenienza, comunicando queste informazioni almeno una volta l’anno (per i dati 2019 si veda Eni for Performance 2019);
  • Alla selezione dei fornitori secondo elevati standard di sostenibilità e alla reciproca cooperazione per migliorare la sostenibilità della fornitura;
  • A collaborare con gli stakeholder ed esperti in materia per migliorare le proprie conoscenze e assicurare all’interno della compagnia l’implementazione degli standard più avanzati;
  • Allo sviluppo delle migliori soluzioni tecnologiche anche attraverso le proprie unità di ricerca;
  • Al miglioramento continuo del proprio processo di approvvigionamento nell’ottica di ridurre il ricorso a biomassa che possa generare competizione con le filiere agroalimentari e a proseguire nella ricerca di feedstock alternativi;
  • Alla promozione, dove opportuno, dell’impiego di studi del ciclo di vita dei prodotti al fine di monitorare e ridurre gli impatti ambientali associati;
  • Ad incrementare gradualmente la quota di feedstock avanzati e low ILUC, in linea con quanto definito dagli obiettivi al 2030 del Recast della Direttiva RED (Direttiva 2018/2001).

A partire dal 2020 Eni traccia il 100% dei mulini e delle piantagioni di provenienza dell’olio di palma.

Il 100% delle biomasse utilizzate nelle bioraffinerie Eni è certificato secondo schemi volontari EU o sistema italiano di certificazione.

La nostra Policy sull’olio di palma

Abbiamo riconvertito due raffinerie tradizionali in bioraffinerie, utilizzando la tecnologia Ecofining™, sviluppata dalla ricerca di Eni congiuntamente a UOP. Lo abbiamo fatto per affrontare le sfide poste dalla crisi strutturale della raffinazione e per rispettare le prescrizioni della normativa europea sulla quota di energia da fonti rinnovabili, anticipando il percorso per la transizione energetica. Tale strategia ha permesso di produrre direttamente una quota di biocarburante HVO (olio vegetale idrotrattato) necessario per adempiere alla normativa. Grazie alla tecnologia proprietaria che Eni utilizza si produce HVO (olio vegetale idrotrattato) con un potere calorifico maggiore rispetto ai biocombustibili comunemente reperibili sul mercato. Attualmente Eni utilizza prevalentemente olio di palma per la produzione di HVO, ma ha l’obiettivo di rendere le bioraffinerie palm oil free entro il 2023. Grazie alla flessibilità della tecnologia Ecofining™ che consente di trattare varie tipologie di biomassa, Eni sta incrementando l’utilizzo di cariche alternative (per esempio oli alimentari usati e di frittura, grassi animali e scarti della lavorazione di oli vegetali) sperimentando cariche di tipo advanced (per esempio oli da alghe e rifiuti, materiale lignocellulosico, biooli). Le produzioni di biocarburanti Eni sono conformi ai requisiti previsti dagli schemi volontari EU per il rispetto dei criteri di sostenibilità e di riduzione delle emissioni di gas climalteranti ai sensi delle direttive Renewable Energy e Fuel Quality dell’Unione Europea.

Entro il 2023 Eni non utilizzerà olio di palma nelle sue bioraffinerie. Tutto l’olio di palma lavorato nel 2020 dalle bioraffinerie Eni è stato tracciato lungo l’intera catena di custodia fino ai mulini e piantagioni.

L’approvvigionamento di olio di palma

Eni è impegnata nell’approvvigionamento di olio di palma prodotto in modo sostenibile nel rispetto dei requisiti sociali e di sicurezza. Attraverso la propria controllata Eni Trade & Biofuels si rivolge preferenzialmente ai produttori diretti di olio di palma, assicurando in ogni caso la tracciabilità sulla catena di fornitura. I fornitori devono garantire la tracciabilità dei feedstock approvvigionati applicando l’approccio del bilancio di massa secondo una rendicontazione trasparente, accurata, tempestiva e dettagliata delle catene di custodia della biomassa, nonché la salvaguardia del principio del bilancio di massa che assicura la corretta rivendicazione di sostenibilità. Tutti i fornitori devono essere conformi alle leggi e regolamenti nazionali e locali e ai requisiti definiti da Eni. Con riferimento ai Diritti Umani, oltre all’insieme minimo di norme internazionali indicato dai UN Guiding Principles for Business and Human Rights e in considerazione dei rischi specifici del settore, adottiamo i criteri ulteriori previsti dalle certificazioni ISCC-EU1. Eni si impegna a lavorare con i propri fornitori per migliorare la sostenibilità della catena di fornitura di olio di palma, attraverso un confronto continuo per migliorare progressivamente i criteri di sostenibilità.

Certificazioni

L’approvvigionamento di olio di palma è condotto direttamente dalla società controllata Eni Trade & Biofuels. Eni acquista sul mercato olio di palma 100% certificato secondo lo schema International Sustainability & Carbon Certification – ISCC-EU (schema volontario riconosciuto dall’Unione Europea) a garanzia, tra l’altro, che, a partire dall’applicazione dei criteri di certificazione EU:

  • Le piantagioni di palma non siano localizzate su terreni che presentano elevato valore di biodiversità e/o elevato stock di carbonio;
  • La riduzione delle emissioni di Greenhouse Gases (di seguito GHG) sia conforme alla normativa applicabile rispetto alle emissioni derivanti dall’utilizzo di carburanti di origine fossile.
  • Nelle aree certificate non si sia verificata alcuna deforestazione dal 2008.

La tracciabilità

Dal 2020 Eni traccia il 100% dei mulini e delle piantagioni da cui proviene l’olio di palma utilizzato nelle proprie bioraffinerie.

Eni si impegna a:

  • Migliorare la tracciabilità dell’olio di palma acquistato e la sostenibilità della catena di fornitura, attraverso un coinvolgimento diretto e il dialogo continuo con i fornitori;
  • Divulgare ogni anno la quantità di olio di palma acquistata e il paese d’origine dei lotti.

La lavorazione dell'olio di palma

Eni ha ottenuto la certificazione di sostenibilità dei propri impianti che lavorano olio di palma (secondo gli schemi volontari 2BSvs-Biomass Biofuels Sustainability voluntary scheme, ISCC-EU, ed il Sistema Nazionale Italia di Certificazione SNC2019 oltre alla certificazione del sistema di gestione ambientale secondo la norma ISO 14001 e alla registrazione EMAS per la bioraffineria di Venezia) e si impegna a mantenere queste certificazioni nel tempo adeguandole agli aggiornamenti previsti dalla normativa comunitaria di riferimento e dagli schemi di certificazione. Eni inoltre esegue studi sul ciclo di vita dei prodotti per monitorarne e ridurne gli impatti ambientali.

Iniziative internazionali e partnership

Ci impegniamo a partecipare a iniziative internazionali multi-stakeholder e a continuare il dialogo con esperti in materia e stakeholder per migliorare le conoscenze e assicurare l’implementazione degli standard più avanzati all’interno della compagnia.

Comunicazione e reporting

Eni si impegna a comunicare in modo trasparente una volta all’anno l’andamento dell’approvvigionamento di olio di palma e i progressi compiuti nel migliorare la sostenibilità della catena di fornitura di olio di palma.

A partire dal 2020 Eni traccia il 100% dei mulini e delle piantagioni di provenienza dell’olio di palma.

Dall’olio esausto al biocarburante

Gli oli esausti possono diventare biocarburanti. Con il nostro sistema brevettato EcofiningTM siamo in grado di trasformare materie prime di origine biologica in biocarburante di alta qualità, definito in termini tecnici HVO (Hydrotreated Vegetable Oil)Oilà! è l’iniziativa lanciata da Eni nel luglio 2018 rivolta alle proprie persone, finalizzata al recupero degli oli alimentari usati e di frittura prodotti nelle proprie abitazioni. Lo scopo è trasformare un rifiuto potenzialmente dannoso per l’ambiente in una nuova risorsa: circa 6.800 dipendenti delle strutture di Venezia, Roma, Taranto, Sannazzaro e Livorno hanno raccolto oltre 8.000 litri di olio dall’inizio del progetto a oggi. I dati di raccolta confermano l’impegno dell’azienda anche nell’ambito di iniziative interne, che hanno contribuito alla realizzazione di un processo di economia circolare nei siti in cui Oilà è arrivato.

Note

(1) ISCC-EU Questi criteri, in linea con gli standard internazionali, sono relativi sia alla tutela dei lavoratori, e in particolare alle condizioni di lavoro e alla considerazione delle categorie vulnerabili (per esempio le donne e i migranti), sia ai diritti delle comunità locali, con particolare riferimento alla loro consultazione e ai processi di acquisizione delle terre in cui le biomasse sono prodotte.

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