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Rischi di business

Di seguito sono rappresentati i top risk di Eni rispetto agli obiettivi aziendali, con l’indicazione delle specifiche azioni

Rischio esterno

Paese Paese/Controparte - Upstream Paese/Controparte - Mid-downstream Evoluzione normativa G&P
Principali eventi di rischio Instabilità politica e sociale nelle aree di presenza, che può sfociare in conflitti interni, disordini civili, atti violenti, sabotaggio, attentati con interruzioni e perdite di produzione, interruzioni nelle forniture gas via pipe e danni alle persone e agli asset. Credit&Financing risk partner upstream, relativo al ritardo nell'incasso dei crediti o dei costi da recuperare. Rischio di credito commerciale relativo ai business mid-downstream. Possibile inasprimento del contesto normativo/regolatorio nazionale e internazionale nel settore Gas & Power con potenziali impatti in termini di redditività aziendale.
Azioni di trattamento - Diversificazione geografica degli asset in portafoglio, sin dalla fase esplorativa, e diversificazione di business; - Riduzione dell’esposizione attraverso il Dual Exploration Model; - Mantenimento di relazioni efficaci e durature con i Paesi produttori e gli stakeholder locali, anche attraverso progetti di sviluppo sociale territoriale e di sostenibilità; - Implementazione del sistema di gestione della security con analisi di misure preventive specifiche per sito. - Stipula di accordi specifici su piani di rientro finalizzati al recupero dell’esposizione; - Securitization package, anche con ritiri in kind e/o utilizzo di escrow account dedicati; - Collaterali a mitigazione (garanzie sovrane, parent company garanties, lettere di credito); - Negoziazione di carry agreement. - Maggiore selettività della clientela sia nel segmento Retail, sia nel segmento Business (affidamento con introduzione di una soglia minima di rating in fase di acquisizione di nuova clientela); - Collaterali a mitigazione (pre-pagamenti, lettere di credito, garanzie bancarie e/o Parent Company Guarantees); - Cessione crediti attraverso società di factoring; - Riduzione del time to bill e assicurazione captive. - Azioni istituzionali su iniziative normative e di policy potenzialmente critiche (es. ulteriori azioni di advocacy verso strategia europea clima-energia 2030 e 2050, anche a valle dell’adozione della SEN - Strategia Energetica Nazionale); - Continuo dialogo con le istituzioni e le Autorità di regolamentazione, anche attraverso associazioni di categoria; - Possibilità di ricorrere contro gli interventi normativi e regolamentari delle Autorità competenti a tutela degli interessi di Eni.
Riferimento Sezione Fattori di rischio e incertezza pag. 93-95 della Relazione Finanziaria Annuale 2018 Sezione Fattori di rischio e incertezza pag. 96-98 della Relazione Finanziaria Annuale 2018 Sezione Fattori di rischio e incertezza pag. 96-98 della Relazione Finanziaria Annuale 2018 Sezione Fattori di rischio e incertezza pag. 105 della Relazione Finanziaria Annuale 2018

Rischio strategico

Climate change Prezzo commodity Stakeholder Contratti gas
Principali eventi di rischio Climate change, riferito alla possibilità che si verifichino modifiche di scenario/condizioni climatiche che possano generare rischi fisici e rischi legati alla transizione energetica (normativi, di mercato, tecnologici, reputazionali) sui business di Eni nel breve, medio e lungo periodo. Rischio di imbalance tra la domanda e l'offerta globale di greggio. Rapporti con gli stakeholder locali e internazionali sulle attività dell'industry oil&gas, con impatti anche a livello mediatico. Potenziale disallineamento nel costo di fornitura e nei vincoli minimi di prelievo previsti dai contratti di approvvigionamento gas long-term rispetto alle attuali condizioni di mercato e gestione arbitrati/negoziati con i fornitori gas.
Azioni di trattamento - Strategia di decarbonizzazione integrata nel modello di business di Eni e basata su: riduzione del carbon footprint, portafoglio Oil & Gas resiliente, sviluppo delle rinnovabili e dei business green, impegno in attivita di ricerca scientifica e tecnologica e partnership per il clima; - Governance strutturata del clima con ruolo centrale del CdA nella gestione dei principali aspetti legati al climate change e presenza di specifici comitati a supporto del CdA, istituzione dell’Advisory Board e di programmi Eni dedicati ai temi del cambiamento climatico; - Inclusione di obiettivi legati alla “climate strategy” nel piano di incentivazione del management, coerenti con gli indirizzi definiti nel Piano Strategico; - Leadership nella disclosure e altre iniziative come partecipazione alla Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD) del Financial Stability Board e al “TCFD European Oil & Gas Preparers’ Forum” per l’elaborazione di una linea guida di settore a supporto del recepimento delle raccomandazioni TCFD e adesione a varie iniziative in ambito internazionale. - Riduzione del prezzo di break-even dei nuovi progetti di investimento, azioni di efficienza diffuse e piani di dismissione di asset. - Integrazione degli obiettivi e dei progetti di sostenibilità (es. Community Investment) all’interno del Piano Strategico e del relativo processo di incentivazione; - Piani di comunicazione mirati e iniziative di comunicazione delle strategie e attività Eni anche attraverso social media con un target prevalentemente istituzionale; - Iniziative di incontro e ascolto degli stakeholder e rafforzamento della presenza in aree critiche per intensificare la gestione dei rapporti con le istituzioni locali e il territorio; - Sviluppo di strumenti di misurazione e monitoraggio della reputazione aziendale (RepLab) per tutte le categorie di stakeholder. - Proseguimento del processo di ristrutturazione del portafoglio supply attraverso la rinegoziazione di prezzivolumi; - Bilanciamento del portafoglio attraverso la vendita dei volumi non destinati ai normali canali commerciali sui mercati finanziari (hub fisici e finanziari liquidi) sia in Italia sia nel Nord Europa; - Presidio continuo nella gestione degli arbitrati e negoziati da parte di strutture organizzative dedicate.
Riferimento Sezione Fattori di rischio e incertezza pag. 106-108 della Relazione Finanziaria Annuale 2018 Sezione Fattori di rischio e incertezza pag. 206 della Relazione Finanziaria Annuale 2018 Sezione Fattori di rischio e incertezza pag. 99 e pag. 106 della Relazione Finanziaria Annuale 2018 Sezione Fattori di rischio e incertezza pag. 104-105 della Relazione Finanziaria Annuale 2018

Rischio operativo

 

 

Incidenti Contenziosi e corruzione Cyber security
Principali eventi di rischio Rischi di blow-out e altri incidenti rilevanti agli asset upstream, alle raffinerie e agli stabilimenti petrolchimici, nonché nel trasporto degli idrocarburi e prodotti derivati via mare e via terra (es. incendi, esplosioni, ecc.), con danni alle persone e agli asset ed impatti sulla redditività e sulla reputazione aziendale. Contenziosi in materia ambientale e sanitaria ed evoluzione della normativa HSE con l’emergere di contingent liabilities, con impatti sulla redditività aziendale (costi per le attivita di bonifica e/o adeguamento degli impianti), sull’operatività e sulla corporate reputation. Coinvolgimento in indagini e contenziosi in materia di corruzione. Cyber Security & Spionaggio industriale.
Azioni di trattamento - Aggiornamento metodologia di classificazione dei pozzi complessi (Well Complexity & Economic Index) e “Real time monitoring” geologico e di perforazione dei pozzi complessi; - Asset Integrity Management, Maintenance Management; - BART (Baseline Assessment Risk Tool) implementation, Simultaneous Operations Operating Plans; - Process Safety Reinforcement Plan, Emergency Preparedness & Response Plans; - Individuazione dei Safety Critical Equipment e utilizzo della metodologia “risk based inspection” (norma API 581) e Fitness for Service (norma API 579) per la definizione dei programmi ottimali di ispezione e per l’identificazione delle priorità di intervento di manutenzione di tipo preventivo sulla base dei difetti riscontrati e l’esercibilità dei componenti di impianto; - Sviluppo di strumenti digitali innovativi e big data analytics per migliorare le performance operative e l’asset integrity. In particolare implementazione del progetto Digital Lighthouse dalla Val d’Agri ad altri top value asset upstream e downstream (e.g. sala centralizzata per il monitoraggio real time degli asset produttivi, smart operator, centri operativi integrati, modellizzazione apparecchiature strategiche e centro di competenze integrato); - Sviluppo tecnologico mirato e piani di gestione dell’emergenza; audit specialistici HSE e monitoraggio degli impianti; - Coinvolgimento delle First Party per il rafforzamento della cultura della sicurezza nelle JV a controllo congiunto; - Gestione e monitoraggio continuo delle operazioni di shipping tramite attività di vetting su navi ed operatori terzi. - Monitoraggio continuo dell’evoluzione normativa e costante valutazione dell’adeguatezza dei modelli di presidio e controllo esistenti; Attività di formazione interna a tutti i livelli sulle tematiche di interesse; - Presidio dei rapporti con la Pubblica Amministrazione e definizione di percorsi per la gestione di problematiche rilevanti e per lo sviluppo del territorio; - Continuo monitoraggio dell’efficacia e dell’efficienza delle attività di bonifica; - Iniziative di comunicazione mirate; - Assistenza specialistica in favore di Eni SpA e delle Società Controllate non quotate italiane ed estere; - Attività di audit sulla compliance alle normative anti-corruzione e 231. - Modello di governance centralizzato della Cyber Security, con unità dedicate alla cyber intelligence e alla prevenzione, monitoraggio e gestione dei cyber attack; - Presidi normativi dedicati alla gestione della sicurezza informatica e alla tutela delle informazioni; - Piani operativi di aumento della sicurezza anche a livello di siti industriali, azioni di formazione e sensibilizzazione del personale; - Sviluppo di una metodologia per la valutazione quantitativa del rischio residuo di Cyber Security.
Riferimento Sezione Fattori di rischio e incertezza pag. 98-99 della Relazione Finanziaria Annuale 2018 Sezione Fattori di rischio e incertezza pag. 99-104 e pag. 106 della Relazione Finanziaria Annuale 2018 Sezione Fattori di rischio e incertezza pag. 103 della Relazione Finanziaria Annuale 2018

Il rapporto tra prezzi e utili

I risultati di Eni, specificamente quelli del settore Exploration & Production, dipendono in misura rilevante dall'andamento dei prezzi del petrolio e del gas. Generalmente, l'aumento del prezzo degli idrocarburi determina un maggiore utile operativo consolidato; viceversa, in caso di diminuzione del prezzo. La volatilità dei prezzi degli idrocarburi ha impatti diversi sui risultati dei business Eni.

 

Ruolo dei contratti di Production Sharing

La volatilità del prezzo del petrolio/gas rappresenta un elemento d'incertezza nel conseguimento degli obiettivi operativi Eni in termini di crescita della produzione e rimpiazzo delle riserve prodotte per effetto del peso importante dei contratti di production sharing (PSA) nel portafoglio Eni. In tali schemi di ripartizione della produzione, a parità di costi sostenuti per lo sviluppo di un giacimento, la quota di produzione e di riserve destinata al recupero dei costi e alla remunerazione del contrattista diminuiscono all'aumentare del prezzo di riferimento del barile.

 

Sensitivity

Sensitivity Utile operativo adjusted (€ mln) Utile netto adjusted (€ mln) Free Cash Flow (€ mln)
Brent (+1 $/bl) 285 170 195
Margine di raffinazione standard Eni (+1 $/bl) 150 105 150
Tasso di cambio $/€ (-0.05 $/€) 395 175 170

*Sensitivity 2018. La sensitivity è valida per variazioni limitate di prezzo.