Le nostre attività in Myanmar

Operiamo nel Paese nel settore Exploration & Production dal 2014, a seguito della riapertura del mercato agli investitori stranieri da parte del governo.

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Le esplorazioni onshore e offshore

Abbiamo iniziato a operare sul territorio dopo aver partecipato al Bid Internazionale competitivo indetto dalla Repubblica dell'Unione del Myanmar, successivamente alla firma di due Production Sharing Contract (PSC) per l’esplorazione dei blocchi onshore RSF-5 e PSC-K. La joint venture è composta da noi, che siamo operatori con il 90% attraverso Eni Myanmar B.v. e da Myanmar Production and Exploration Company Ltd (con il 10%). Il primo blocco ha un'estensione di 1.292 chilometri quadrati ed è situato nel prolifico Bacino di Salin, a circa 500 chilometri a Nord di Yangon, nel quale è stato perforato un pozzo esplorativo nel primo semestre 2020 ed i cui risultati sono attualmente in fase di studio. Il periodo di esplorazione è suddiviso in tre fasi, di cui la prima terminerà nel 2021. Il secondo blocco ha un’estensione di 6.558 chilometri quadrati ed è situato nel bacino inesplorato di Pegu Yoma-Sittaung, nella zona centrale del Paese. Il periodo di esplorazione è scaduto a Gennaio 2021 ed il blocco è stato rilasciato. 

Altri due PSC si sono aggiunti nel 2015 (sempre in seguito a un Bid Internazionale competitivo) e hanno riguardato i blocchi offshore MD-02 e MD-04. La joint venture, dopo l’uscita nel 2018 di Petrovietnam e l’ingresso di Total, era composta da Eni, operatore con il 50% attraverso Eni Myanmar B.V. e da Total E&P Myanmar (con il 50%). Il blocco MD-02 è stato rilasciato nel 2020 a scadenza del periodo di studio. Total a inizio 2021 è uscita dal blocco MD-04 ed Eni è ora titolare unico del permesso esplorativo.

 

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Un Paese in armonia con il territorio

Il rispetto dei diritti umani in Myanmar

Nel 2015, Eni Myanmar ha incaricato il Danish Institute for Human Rights (DIHR), ente indipendente finanziato dallo Stato danese, di condurre una valutazione di impatto sui diritti umani relativo alle attività esplorative condotte nel Blocco RSF 5. I risultati dell’analisi, che ha previsto anche una fase di studio sul campo con interviste e focus group svolti con i membri delle comunità locali interessate e altri stakeholder rilevanti, sono stati raccolti nel rapporto finale dello studio di valutazione, che comprende anche delle raccomandazioni per la mitigazione delle principali criticità rilevate e la gestione delle attività operative nel rispetto dei diritti umani delle popolazioni coinvolte.

A giugno 2020 abbiamo pubblicato anche Eni for Human Rights, il nuovo rapporto che fornisce informazioni sul nostro impegno per il rispetto dei diritti umani, mostrando un rafforzamento delle procedure interne su questo tema fondamentale. Il rapporto si basa sul lavoro svolto da Eni negli ultimi 6 anni nei Paesi in cui operiamo.

Amministratore delegato

Claudio Descalzi, Amministratore delegato di Eni, sottolinea l’importanza del ruolo dei business leader che devono promuovere il rispetto dei diritti umani, dando un esempio continuo e concreto nella vita di tutti i giorni.

Eni segue con crescente preoccupazione gli sviluppi in Myanmar dalla dichiarazione dello stato di emergenza il 1° febbraio. Insieme ad altri importanti operatori commerciali Eni ha sottoscritto la Dichiarazione delle imprese interessate operanti in Myanmar, pubblicata dal Myanmar Centre for Responsible Business (MCRB).

Nella dichiarazione Eni ha ribadito il proprio impegno a operare in Myanmar in modo trasparente e nel rispetto dei Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e delle Convenzioni dell'International Labour Organization (ILO). Tale impegno include l’attività di due diligence e il rispetto delle sanzioni applicabili e delle normative anticorruzione.

Eni considera i Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, nonché altre convenzioni internazionali, un riferimento fondamentale per le proprie attività, sistema normativo e di governance, che sono finalizzati a tutelare la dignità di ogni essere umano e il benessere delle persone.

Eni opera in Myanmar dal 2014, dopo che il Paese ha riaperto il mercato agli investitori stranieri. Attualmente abbiamo 2 Contratti di partecipazione alla produzione [PSC] relativi a un blocco onshore (RSF-5) e uno offshore (MD-04). Entrambi i blocchi sono nella fase di esplorazione, pertanto non rappresentano una fonte di entrate per le autorità del Myanmar. Dal suo ingresso nel Paese Eni detiene una partecipazione del 90% nel blocco onshore RSF-5, mentre il restante 10% è di proprietà della  Myanmar Production and Exploration Company Ltd. Eni possiede inoltre il 50% del blocco esplorativo MD-04, mentre il restante 50% è detenuto dalla Total Exploration and Production Myanmar[1].

Come accennato, al momento non abbiamo alcuna attività in corso, né generiamo entrate nel Paese, poiché non possediamo beni di produzione in Myanmar. L'unico trasferimento finanziario da parte di Eni alle autorità del Myanmar, inferiore a 20.000 dollari USA al mese nel 2021, è di natura fiscale ed è destinato alle autorità tributarie (imposta sul reddito dei dipendenti locali e spese di previdenza sociale, imposta commerciale e ritenuta d’acconto). Tali versamenti sono essenziali per preservare i posti di lavoro in una situazione che è stata estremamente difficile anche per il nostro organico locale.

Eni si impegna inoltre a garantire il processo di chiusura dei suoi pozzi nel blocco RSF-5, perforato nella prima metà del 2020, che oltre a essere un obbligo contrattuale è anche un dovere fondamentale a livello ambientale e di sostenibilità.

Eni non ha accordi commerciali diretti con nessuna società collegata a Tatmadaw, l'esercito birmano. Riteniamo che la nostra presenza commerciale, le nostre pratiche e il nostro impegno a livello delle norme internazionali sui diritti umani contribuiscano in modo rilevante a promuovere l'apertura e lo sviluppo economico in Myanmar.

Eni auspica che presto verrà trovata una soluzione alla situazione attuale, basata sul dialogo e sulla riconciliazione nell’interesse della popolazione del Myanmar.

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L’impegno di Eni in materia di tutela dei diritti umani è espresso nella Dichiarazione Eni sul rispetto dei Diritti Umani ed è integrato in altri documenti fondamentali del sistema normativo interno della società, quali il Codice Etico e la Policy di Sostenibilità. L’approccio di Eni ai diritti umani è confermato anche nell'Accordo Quadro Globale sulle Relazioni Industriali e sulla Responsabilità Sociale d’Impresa.

 

[1] Total ha presentato un avviso di recesso dall’Area contrattuale MD-4 a novembre 2020, in attesa dell'approvazione da parte della Myanmar Oil & Gas Enterprise (MOGE) al trasferimento e assegnazione degli interessi di partecipazione di Total a Eni. 

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Creiamo energia

Integriamo le attività di business con la sostenibilità sociale e ambientale, per creare valore condiviso e a lungo termine. In Myanmar abbiamo dato vita diversi progetti per migliorare la salute delle comunità,  contribuire a garantire loro l’accesso all’acqua e tutelare l’ambiente naturale.

Il cibo che cura

Nel 2017 Eni Foundation ha lanciato un progetto alimentare che coinvolge le città di Myothit, Magway e Minhla situate nella regione di Magway. L’iniziativa mira a sostenere le autorità regionali di Magway nel perseguimento del piano nazionale per combattere la malnutrizione, per un miglioramento integrato dei servizi di estensione dell’agricoltura e dell'acqua di irrigazione, dell'approvvigionamento idrico sicuro, dei servizi igienico-sanitari e dei servizi di assistenza sanitaria di base.

Scopri il progetto
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Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile

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Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età

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Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie

La tutela della biodiversità

Ci impegniamo a preservare l’ambiente seguendo le più autorevoli linee guida internazionali del settore e abbiamo adottato una policy grazie a cui gestiamo al meglio le nostre interazioni con il territorio. Mettiamo in atto diverse misure per evitare o minimizzare gli impatti delle nostre attività in collaborazione con ONG e Istituzioni. Abbiamo dedicato il capitolo 6 "Esempi di applicazione nei siti operativi” del nostro longform al nostro modo di operare anche in Nigeria e nella Repubblica del Congo.

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Le nostre iniziative in ambito universitario

Con le autorità del Myanmar e la compagnia di Stato Myanmar Oil & Gas Enterprise (MOGE) abbiamo avviato programmi di training e formazione specialistica per condividere il nostro know-how tecnologico. Abbiamo sponsorizzato tre Master in “Integrated Petroleum Geosciences” presso l’Università di Perugia, quattro Master in “Ene–rgy and Environmental Management and Economics (MEDEA)” e due Master in Health, Safety and Environment & Quality System (HSE-Q) presso Eni Corporate University (ECU) di Milano.

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FOCUS

Esploriamo il sud-est asiatico

L’ASEAN è stata fondata nel 1967 per promuovere la cooperazione l’assistenza reciproca degli stati membri.

Partecipano i capi di Stato di Indonesia, Singapore, Thailandia, Brunei, Vietnam, Myanmar, Laos e Cambogia.

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Palazzo di vetro Eni, Piazzale Enrico Mattei
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Eni in Myanmar

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EHIA PSC-K - Annex

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Annex ESHIA RSF-5

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