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Una scelta circolare

Dalla navigazione in solitaria, l’idea di McArthur di un’economia a circuito chiuso che si autorigenera garantendone l’ecosostenibilità.

di Maria Pia Rossignaud
13 maggio 2020
3 min di lettura
diMaria Pia Rossignaud
13 maggio 2020
3 min di lettura

Comprare, usare, buttare o comprare, usare, riciclare: due modi diversi di approcciare il consumo. Il primo, modello di economia lineare del passato (ci auspichiamo) il secondo, quello del futuro, dell’economia circolare, sistema pensato per potersi rigenerare da solo. L’innovativo concetto legato a un’economia fondata su principi eco-sostenibili, è stato creato nel 2009 dalla MacArthur Foundation, nello specifico, da Ellen, che ne è la fondatrice oltre ad essere una nota velista britannica: nel 7 febbraio 2005 stabilì il record mondiale di circumnavigazione solitaria del globo, percorrendo 27.35 miglia nautiche, in 71 giorni. È proprio navigando in solitaria che Ellen MacArthur ha cominciato a riflettere sulla necessità di cambiare il modo in cui gli uomini sfruttavano le risorse della loro terra. Le riflessioni, in mare aperto, le hanno fatto capire che anche la terra –proprio come la barca durante la navigazione– deve essere considerata un sistema chiuso.

In una sua intervista afferma: “Quando si parte per circumnavigare il mondo, senza soste si deve portare tutto quello che è necessario per sopravvivere tre, quattro o cinque mesi, a seconda di quanto è veloce la barca. Se finisce qualcosa, non ci si ferma per fare nuove scorte, nell’oceano aperto si è a 2.500 miglia dalla città più vicina; si è davvero isolati e si sviluppa un altro modo di pensare”.

Da questa riflessione, è nata la forte ambizione di trasformare l’economia mondiale imponendo lo stop all’economia lineare, che “genera ricchezza estraendo materie prime che finiscono in discarica (quando va bene) e in parte infinitesimale” come ha una volta commentato nel corso di una delle conferenze che la vedono spesso al centro di questo dibattito. Secondo il suo pensiero, la colpa non è solo dei consumatori ma anche delle difficili tecniche di riciclo.


Ellen MacArthur sulla sua barca, la “Kingfisher”

Il mondo circolare di Eni

In un'economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere rivalorizzati (senza entrare nella biosfera). Nel suo ruolo di azienda energetica, Eni ha orientato tutte le sue attività verso l’adozione di soluzioni che sostituiscono il vecchio modello di consumo con quello più razionale e sostenibile dell’economia circolare. Una inversione di rotta, questa, capace di adattarsi e rispondere adeguatamente a un contesto socio-economico-ambientale sempre più complesso. Gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (SDGs), e, in particolare, quello che ha come scopo di garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo (n.12), impone la ricerca di continui sistemi di rigenerazione e l’annullamento degli sprechi. I brevetti a firma di Eni, testimoniano l’importanza che l’azienda attribuisce alla ricerca e che si concretizza in innovazioni di prodotto e di processo sostenibili e utilizzabili su scala industriale.

Minimizzare il consumo di risorse come acqua ed energia, nonché utilizzare materie prime sostenibili, sono alla base del cambiamento perseguito da Eni. Un approccio che si riconcilia interamente con il modello proposto da Ellen MacArthur e che si allinea all’European Green Deal (patto per un Europa più verde), dichiarando guerra agli sprechi. La nuova strategia di crescita vuole trasformare l'Unione Europea in un'economia moderna, dove le sfide climatiche e ambientali diventano un’opportunità per tutti.