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The Rising Star Hotel, una storia di imprenditoria circolare

Il sogno di due giovani imprenditori, una web serie ispirata da Joule, la scuola per l’impresa di Eni.

di Michele Gazzetti
28 ottobre 2020
5 min di lettura
di Michele Gazzetti
28 ottobre 2020
5 min di lettura

12 episodi, 12 giorni di riprese, 15 attori, una troupe composta da un totale di 60 persone. Sono questi i numeri che compongono la formula magica di The Rising Star Hotel, la prima web serie interattiva al servizio della formazione imprenditoriale avanzata. Anna e Pietro sono i protagonisti di una storia imprenditoriale che s’ispira a quella di Tiziana Monterisi e Alessio Colombo. L’idea visionaria dei fondatori di Ricehouse è quella di tracciare un ponte tra l’agricoltura e l’architettura utilizzando gli scarti del riso per produrre materiale edilizio. La locomotiva dello sviluppo di questo progetto è la volontà di contribuire al passaggio dall’economia lineare a quella circolare.

Joule a sostegno dell’imprenditoria

Far crescere I'Italia in maniera sostenibile è proprio l’obiettivo di Joule, la scuola di Eni per l’impresa nata a sostegno dell’imprenditoria italiana che vuole ripartire. Le imprese di domani si formano oggi: da una parte c’è la necessità di formare gli imprenditori del futuro aiutare la crescita delle startup, e dall’altra l’esigenza di sostenere le imprese già formate che puntano al rilancio. The Rising Star Hotel racconta una storia emblematica: due aspiranti imprenditori, legati da valori condivisi, riescono a costruire un progetto di successo partendo dal basso e facendo leva solo sulla forza delle loro idee.


I due protagonisti: Pietro e Anna

I modelli di riferimento

Fabio Mollo, il regista della web serie, si è immerso con l’entusiasmo di chi si riconosce negli ideali di questo progetto. “Sono stato subito entusiasta del lavoro. Io sono fissato con l’ecosostenibilità” spiega. “Questa serie è una novità. È un’unione tra un progetto di promozione formativa e una narrazione da intrattenimento seriale. Quando mi hanno mandato la sceneggiatura ho pensato «Quasi quasi mi propongo come startupper di Joule ma forse è meglio che faccia il regista, che mi viene meglio». Io ho cercato di caratterizzare al meglio gli attori e di impostare il tono del racconto. Per farlo abbiamo cercato di unire un po’ di mondi: le mie serie di riferimento sono state Fleabag, con il suo humour un po’ inglese, Call My Agent e ovviamente Boris. Determinante è stata la scelta della location: un albergo con grandissime vetrate che esprime il rapporto tra edilizia e natura”.

L’origine dell’idea

Il soggetto di The Rising Star Hotel nasce dall’intuizione di Anna Palamà, direttrice creativa e copywriter del gruppo TBWA\Italia: “Nella coppia creativa che ha creato il soggetto oltre a me c’era Anna Di Cintio che è art director. Mi ricordo distintamente il pomeriggio in cui è nata l’idea: abbiamo fatto un brain storming chiedendoci come potevamo raccontare il mondo dell’impresa in una maniera diversa, che non fosse noiosa. Abbiamo pensato a due ragazzi catapultati nell’ambiente dei loro sogni, a una favola che si avvera. Fondamentale anche l’apporto dello sceneggiatore Valerio Bariletti che ha dato tridimensionalità e colpi di scena alla storia. Il titolo l’ho inventato io ma l’assonanza con Ricehouse è una casualità: volevo dare l’idea di un posto dove i talenti possono crescere”.

A supervisionare il lavoro e a ottimizzarlo è stata Gina Ridenti, direttrice creativa esecutiva del gruppo TBWA\Italia: “L’obiettivo era dare alla serie un vestito di intrattenimento accattivante ma c’erano anche delle precise esigenze di Altaformazione, la società incaricata da Eni Corporate University per lo sviluppo dei moduli formativi. Questo progetto per noi è stato particolarmente stimolante: per la prima volta un corso di formazione è diventato una serie tv e un prodotto interattivo. Oltre alla web serie abbiamo creato anche una parte parallela di interazione grazie a una sorta di spin-off che permette di approfondire determinanti argomenti. All’interno della sceneggiatura, infatti, sono seminati dei ganci narrativi che rimandano ai moduli didattici di Altaformazione sviluppati dai video interattivi collegati a una determinata puntata”.

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Joule e Ricehouse, storia di un'idea visionaria

Le emozioni dei fondatori di Ricehouse

Inevitabilmente emozionati Tiziana Monterisi e Alessio Colombo: non capita a tutti di essere protagonisti di una web serie che racconta la realizzazione del proprio sogno. “È una cosa stimolante, ne sono davvero contenta" racconta Tiziana. “La collaborazione con Eni è molto bella perché rappresenta l’intreccio tra due visioni solo apparentemente lontane: noi siamo piccoli, loro sono dei colossi. Questo progetto rappresenta una grande opportunità per noi ed è un orgoglio diventare simboli per i giovani imprenditori. Anche se non è la nostra biografia, è stato stupendo ritrovarsi nella sceneggiatura e vedere che i valori che cerchiamo di trasmettere sono stati rappresentati in maniera corretta”.

“Per noi questa è un’esperienza molto interessante" continua Alessio. “Non ci saremmo mai immaginati di essere i protagonisti di una web serie. Le vicende narrate non riguardano direttamente le nostre vite ma fa comunque effetto vedere due ragazzi che propongono il progetto Ricehouse agli investitori. Noi siamo un po’ integralisti e puristi nel trasmettere il nostro messaggio. Quindi all’inizio è stato strano vedersi interpretati dagli attori. Poi però abbiamo apprezzato la possibilità di avere una prospettiva diversa della nostra attività e l’opportunità di far arrivare a tutti il nostro messaggio, la nostra voglia di cambiare il mondo”.