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Un inceneritore amico della città: succede a Copenhagen

A Copenhagen è attivo dal 2017 un progetto avveniristico per trasformare i rifiuti urbani in energia e calore. Ma dall’ottobre 2019 è anche un luogo di ritrovo per sciatori. La bella storia di Amager Bakke.

di Massimo Borraccetti
06 febbraio 2020
4 min di lettura
diMassimo Borraccetti
06 febbraio 2020
4 min di lettura

Quando è stato inaugurato, nel 2017, si presentava già come un termovalorizzatore avveniristico, destinato a far parlare di sé. Fin da allora, infatti, oltre alla avanzatissima tecnologia che permetteva di ottimizzare le prestazioni energetiche e quelle ambientali, Amager Bakke era stato annunciato come una specie di rivoluzione. Un inceneritore di nuova generazione che non solo doveva generare energia e calore per la capitale danese, ma anche prometteva di diventare luogo di ritrovo per i cittadini di Copenhagen: luogo in cui fare sport, sciare o arrampicare. Due anni dopo, la promessa è stata mantenuta, l’inaugurazione delle piste da sci è avvenuta e quelle delle pareti di arrampicata è attesa per il 2020.
Forse sarà proprio l’esperienza concreta di Amager Bakke a cambiare la percezione di tutti, da adesso in poi. Innegabilmente, infatti, quando si legge la parola “inceneritore”, la prima cosa che viene in mente è l’inquinamento che viene prodotto. Qualcosa che non vorremmo mai vicino alla nostra città, né tantomeno nel bel mezzo di essa.

A Copenhagen, però, hanno trovato il modo di dare una seconda vita ai rifiuti e a farlo nel miglior modo possibile, tenendo in considerazione innanzitutto la città e i suoi cittadini. Così, grazie al combinato disposto di tecnologia innovativa e di un’architettura integrata, ha preso forma un impianto waste-to-energy – finalizzato cioè all’ottenimento di energia dal recupero dei rifiuti – che è da subito stato riconosciuto come uno dei migliori in Europa in termini di efficienza energetica, capacità di trattamento dei rifiuti e attenzione per l’ambiente, ma anche in termini di resa visiva e accettazione della comunità.

Un gigante di efficienza energetica

Un gigante di quasi 100 metri, ma amico della città, prende da essa i rifiuti e restituisce elettricità, riscaldamento, materie prime ma anche nuove opportunità ricreative. Si tratta, infatti, di un impianto che – oltre alle evidenti capacità tecnologiche all’avanguardia – può oggi contare su una pista da sci artificiale aperta al pubblico e con tre diversi livelli di difficoltà che si estendono per tutto il tetto, e un muro alto quasi 90 metri su cui sarà presto possibile simulare l’arrampicata di famose scalate alpine.

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Amager Bakke, un gigante di quasi 100 metri amico della città.

L’impianto è così diventato un punto di riferimento in tutto il mondo, per la sua capacità di unire le ultime scoperte in fatto di tecnologie con un’architettura che lo porta ben oltre il suo essere un “semplice” impianto industriale. Il tutto a soli 5 chilometri da Radhuspladsen, la piazza principale della città: non si tratta quindi solamente di un’installazione industriale, ma di una vera e propria attrazione turistica: un nuovo punto di riferimento per la città di Copenaghen. L’impianto, realizzato ad opera della ditta Amager resourcecenter – ARC, è situato a Copenhill/Amager Bakke e appartiene a 5 municipi danesi, tra cui appunto quello di Copenaghen.

Da cosa deriva l’efficienza energetica dell’impianto? È capace di utilizzare più del 99 per cento dell’energia dei rifiuti che lo alimentano, riducendo le emissioni di zolfo del 99.5% e minimizzando le emissioni di ossidi di azoto di un decimo, grazie a una tecnologia che pulisce le emissioni di gas. Ciò che stupisce è la capacità dell’impianto di processare tutti i tipi di rifiuti come energia, che va a sostituirne uno vecchio di 45 anni, che entro il 2020 verrà convertito in una centrale a biomasse. I rifiuti quindi saranno convertiti in riscaldamento, energia elettrica, materia prima riciclata e acqua (ri)utilizzabile.

Un nuovo approccio verso i rifiuti, quindi, fatto di riduzione degli stessi, riciclaggio e conversione in energia. Amager Bakke si colloca in un contesto più ampio: il progetto di un sistema di energia rinnovabile che coinvolge non solo Copenaghen, ma l’intera Danimarca, che ha l’obiettivo della transizione dalle centrali a carbone all’energia eolica, solare e al geotermico. Dall’estrazione di energia dai rifiuti passa il futuro delle nostre città e l’impianto di Copenaghen è un esempio di tecnologia e architettura al servizio della comunità locale, in grado di dare vita a un circolo virtuoso, che tanto farà bene alla città, e di diventare un punto di riferimento in tutto il mondo.

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