Panorama Circolare, Valstagna, Arte Sella, Trentino, Estate 2018

L'Arte della Natura

Una riflessione sul cambiamento climatico attraverso esposizioni artistiche che hanno come tema centrale l’ambiente.

di Anna Volpicelli
27 luglio 2020
9 min di lettura
diAnna Volpicelli
27 luglio 2020
9 min di lettura

Quando l’artista tedesco Nils-Udo iniziò a creare le sue opere nella natura, nel 1972, il problema del cambiamento climatico era ancora lontano. “In quegli anni non avevamo questi problemi. Sono cresciuto in Baviera e la natura è sempre stata presente nella mia arte —prima nei miei dipinti e poi con le opere che ho realizzato nei parchi o in altri ambienti naturali,” dichiara l’artista. Da allora sono trascorsi più di 30 anni e la relazione di Udo con la natura è naturalmente cambiata. “Credo che esista una sorta di parallelo tra le opere realizzate nella natura e ciò che accade nel mondo. Ho viaggiato in 40 paesi e mi sono reso conto che il pianeta è molto più a rischio che in passato”.

Nils-Udo è uno dei primi esponenti del movimento europeo Art in Nature, nato nei primi anni ’70 per celebrare la bellezza della natura e poi arrivato ad attirare artisti di ogni estrazione, desiderosi di contribuire all’iniziativa anche come strumento di sensibilizzazione verso i problemi ecologici. Tra le associazioni alla guida del movimento vi sono Arte Sella, Artinbosco e Cape Farewell.

Valorizzare la bellezza e il rispetto dell’ambiente

I sostenitori dell’arte nella natura credono che queste opere, al di là della bellezza estetica, siano in grado di stimolare una riflessione sui problemi del clima. In Italia e in Europa, un gruppo di associazioni artistiche ha l’ambizione di promuovere una connessione più stretta e una relazione più rispettosa nei confronti della natura. Da oltre 30 anni Arte Sella, associazione culturale della Val di Sella in Trentino, rappresenta il luogo dove arte, musica, danza e altre espressioni della creatività umana si fondono, dando vita ad un dialogo unico tra l'ingegno dell’uomo e il mondo naturale.

Nato a ottobre 1989 sotto l’egida di Emanuele Montibeller, che attualmente ne è il direttore artistico, il progetto Arte Sella si ispira al principio che la natura va difesa in quanto scrigno della memoria, lasciando che le opere compiano il loro ciclo fino al decadimento naturale. Lavorando con un mix eclettico di artisti internazionali, tra cui il citato Nils-Udo insieme a Giuliano Mauri (noto per l’iconica Cattedrale Vegetale), Arne Quinze, John Grade e Michelangelo Pistoletto, l’associazione ha tracciato il percorso ArteNatura tra le montagne del Trentino.

“Il principio ispiratore di Arte Sella è quello di produrre forme d’arte che siano compatibili con il rispetto della natura,” spiega Montibeller. Le opere sostengono lo sviluppo del territorio senza alterarne la struttura originale e sensibilizzando la popolazione verso i temi ambientali, aggiunge. Gli artisti sono invitati a non apportare cambiamenti radicali al territorio ma piuttosto a costruire le loro opere recuperando materiali naturali come foglie, rami, pietre e terra. Il processo creativo e l’opera finale sono in continuo mutamento, in quanto esposti agli agenti atmosferici e al passare delle stagioni. Oggi Arte Sella è una realtà internazionale, in continua evoluzione, e fa parte di ELAN (European Land Art Network), Dancing Museums e Grandi Giardini Italiani. Montibeller spiega che uno dei progetti più recenti, capitanato da Udo, ha come tema centrale la migrazione delle piante. “Tra i numerosi problemi legati al cambiamento climatico, ci preme sottolineare come i danni ecologici che stiamo sperimentando possano portare le piante a modificare il proprio ambiente”.


Arte Sella

L’arte degli elementi naturali

Artinbosco è un’iniziativa nata tre anni fa nel Canton Ticino, in Svizzera, da un’idea di quattro amici giardinieri appassionati di arte e natura, che ogni anno invita artisti di tutto il mondo a creare opere d’arte in mezzo ai boschi. La galleria a cielo aperto offre un percorso espositivo che nasce dall’incontro tra arte e natura, spiega Daniele Broggini, uno dei fondatori. "È un viaggio che evolve con il mutare delle stagioni e il trascorrere del tempo in una profonda simbiosi con l’ambiente”.

Le opere sono realizzate esclusivamente con materiali naturali, e l’idea è che possano restare per cinque-sette anni accanto ai nuovi arrivi, con un arricchimento progressivo del percorso. "Artinbosco accompagna i visitatori alla scoperta della natura, invitandoli alla contemplazione,” dichiara Broggini. “Oltre all’elemento estetico, l’iniziativa punta a ispirare una profonda riflessione sull’impatto che l’uomo produce sull’ambiente”.

Attivismo sul clima di artisti concettuali

Riflettendo sui pericoli ecologici mondiali, molti artisti contemporanei e concettuali sono diventati attivisti del clima, usando le loro opere come piattaforma per sensibilizzare il pubblico rispetto a un futuro più sostenibile. Nel 2011, l’artista e regista britannico David Buckland ha dato vita a Cape Farewell, un’associazione internazionale no-profit con sede nel Regno Unito che raccoglie creativi, scienziati e attivisti impegnati a produrre e stimolare una narrativa culturale che possa fornire motivazioni e ispirazione per una società futura sostenibile.

Nel 2015, l’associazione ha concepito una risposta artistica all’accordo raggiunto a Parigi nell’ambito della convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici lanciando ArtCOP21, un festival globale organizzato da COAL (Coalition for Art and Sustainable Development). Il festival, che si è tenuto in concomitanza con il summit dell’ONU sui cambiamenti climatici, ha offerto al pubblico un’occasione unica per entrare nel dibattito sul clima attraverso installazioni espositive, concerti e proiezioni cinematografiche. Tra gli obiettivi di ArtCOP21 vi era quello di stabilire se l’arte attivista possa avere un effetto psicologico di stimolo sugli spettatori, promuovere la partecipazione del pubblico e far conoscere le problematiche ambientali per dar vita a un movimento sul cambiamento climatico. Il festival ha messo in luce l’impegno di Cape Farewell, evidenziando come l’arte possa affrontare i problemi del cambiamento climatico attraverso una visione creativa.

Essendo un’associazione diretta da artisti, Cape Farewell è sostenuta da vari partner nei settori dell’arte e dell’energia. Una delle attività principali consiste nell’invitare gli artisti a partecipare a particolari spedizioni, ad esempio in Artide o in isole sostenibili o in altre località remote nel mondo, per dar vita a progetti creativi di gruppo e produrre opere d’arte originali su temi ecologici. A luglio del 2021, ad esempio, 12 artisti e scienziati internazionali parteciperanno a una traversata di 16 giorni nelle isole Marshall settentrionali per finalità di ricerca. La loro missione sarà quella di studiare l’eredità lasciata dai test nucleari americani condotti nel XX secolo e stabilire quali effetti stia avendo il cambiamento climatico sulle Marshall, custodi di un patrimonio culturale di tre millenni. Le esperienze di questo team nelle Marshall diventeranno poi oggetto di una serie di opere d’arte.

Un invito a riflettere sull’emergenza climatica

David Buckland non è l’unico artista europeo contemporaneo ad essere diventato un attivista ambientale. In onore della Giornata della Terra 2020, Olafur Eliasson, un artista concettuale danese-islandese, ha lanciato il progetto Earth Perspectives. Questa iniziativa artistica interattiva invita le persone a riflettere sulla coesistenza dei diversi punti di vista che caratterizzano le persone, le piante, gli animali e altri elementi naturali.

Il lavoro è stato commissionato in occasione del 50° anniversario del programma Back to Earth della Serpentine Gallery, un museo britannico che invita importanti artisti, musicisti e architetti a proporre progetti in grado di stimolare interventi sull’emergenza climatica. Già noto per avere spesso affrontato le tematiche ambientali nelle sue opere, nel 2019 Eliasson è stato nominato ambasciatore di buona volontà per azioni urgenti sul clima nell’ambito del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo, un nuovo ruolo che lo vede impegnato a continuare la sua azione in campo ambientale. Dalle installazioni artistiche immerse nella natura alle opere d’arte più concettuali, sono numerosi gli artisti e le associazioni culturali di primo piano ad essere impegnati in prima linea nella lotta contro l’emergenza climatica. Usando la loro innata creatività, puntano a promuovere un cambiamento nella percezione e nei comportamenti delle persone, esponendo i danni delle loro azioni quotidiane e alcune possibili soluzioni.

L'autore: Anna Volpicelli

Redattore e giornalista per Il Sole 24 Ore, The San Francisco Chronicle, SOMA MAGAZINE, D la Repubblica delle Donne, L'Espresso (stampa e web), Marieclaire.it, A, Leiweb.it, Yoga Journal Italia, Vogue Sposa & Vogue Bambini.