Domande frequenti

Domande frequenti sulla Remunerazione

Le informazioni sulla Remunerazione degli Amministratori: politiche, finalità, soggetti che concorrono a definirla e loro ruoli.

Come viene definita la remunerazione degli Amministratori?

L’Assemblea dei soci determina i compensi della Presidente e dei componenti del Consiglio di Amministrazione nonché i compensi dei componenti del Collegio Sindacale, all’atto della nomina e per tutta la durata del mandato; il Consiglio di Amministrazione determina la remunerazione degli Amministratori con deleghe e per la partecipazione ai Comitati consiliari, sentito il parere del Collegio Sindacale. In linea con il modello di governo societario di Eni al Consiglio di Amministrazione spetta inoltre l’approvazione, nell’ambito della Politica sulla remunerazione descritta nella prima sezione delle raccomandazioni e criteri generali per la remunerazione, rispettivamente, dei componenti degli organi sociali, dei Direttori Generali e dei Dirigenti con responsabilità strategiche; la Relazione sulla remunerazione è pubblicata e disponibile sul sito internet della società.

Qual è il ruolo del Comitato Remunerazione Eni?

Il Comitato svolge funzioni propositive e consultive nei confronti del Consiglio di Amministrazione in particolare per quanto riguarda:

  • sottopone all’approvazione del Consiglio di Amministrazione la Relazione sulla Politica in materia di Remunerazione e sui compensi corrisposti e in particolare la Politica per la Remunerazione dei componenti gli organi sociali, dei Direttori Generali e dei Dirigenti con responsabilità strategiche, per la sua presentazione all’Assemblea degli azionisti convocata per l’approvazione del bilancio di esercizio, nei termini previsti dalla legge;
  • formula le proposte relative alla remunerazione della Presidente e dell’Amministratore Delegato, con riguardo alle varie forme di compenso e di trattamento economico, nonché le proposte relative alla remunerazione dei componenti dei Comitati di Amministratori costituiti dal Consiglio;
  • propone, esaminate le indicazioni dell’Amministratore Delegato, i criteri generali per la remunerazione dei Dirigenti con responsabilità strategiche, i piani di incentivazione annuale e di lungo termine, anche a base azionaria, nonché la definizione degli obiettivi e la consuntivazione dei risultati aziendali connessi alla determinazione della remunerazione variabile degli Amministratori con deleghe e all’attuazione dei piani di incentivazione.

 

Quali sono le finalità della Politica sulla remunerazione Eni?

La Politica sulla remunerazione Eni è definita in coerenza con il modello di governo societario adottato dalla Società e con le raccomandazioni del Codice di Autodisciplina, allo scopo di attrarre, motivare e trattare persone di alto profilo professionale e manageriale e di allineare l'interesse del management all'obiettivo prioritario della creazione di valore per gli azionisti nel medio-lungo periodo.

Il contributo della Politica sulla Remunerazione Eni per la realizzazione della mission aziendale avviene attraverso:

  • la promozione di azioni e comportamenti rispondenti ai valori e alla cultura della Società, nel rispetto dei principi di pluralità, pari opportunità, valorizzazione delle conoscenze e della professionalità delle persone, equità, non discriminazione e integrità previsti dal Codice Etico e dalla Politica Eni "Le nostre persone ";
  • il riconoscimento dei ruoli, delle responsabilità attribuite e dei risultati conseguiti e della qualità dell'apporto professionale, tenendo conto del contesto e dei mercati retributivi di riferimento;
  • la definizione di sistemi di incentivazione connessi al raggiungimento di obiettivi economico/ finanziari, di sostenibilità ambientale e/o sociale e di sviluppo delle attività e responsabilità operative e individuali assegnate, definiti in un'ottica di perseguimento dei risultati nel lungo periodo, in coerenza con gli indirizzi definiti nel Piano strategico della società, tenendo conto delle prospettive di interesse dei diversi stakeholder.

Gli azionisti sono coinvolti nell'approvazione della Politica sulla remunerazione Eni?

Sì, a partire dall’AGM 2020 gli azionisti di Eni, sono chiamati ad esprimersi, con voto vincolante, sulla prima sezione della Politica per la remunerazione in ottemperanza alle novità normative introdotte con il recepimento della seconda direttiva europea sui diritti degli azionisti (Direttiva UE n. 828/17, cd. “SRD II”). Inoltre gli azionisti sono chiamati ad esprimere un voto consultivo sulla seconda sezione della Relazione relativa all’illustrazione delle modalità di attuazione della politica in vigore e ai compensi corrisposti agli Amministratori, ai Sindaci e agli altri Dirigenti con responsabilità strategica di Eni.

La Sezione I non sarà sottoposta al voto assembleare 2021 in quanto la Politica sulla Remunerazione è stata approvata nel corso dell’AGM 2020 per il triennio 2020-2023 e non sono previsti cambiamenti. 

La remunerazione del CEO è collegata alla performance della società?

Sì, il pay-mix del CEO è individuato da una quota di remunerazione variabile rilevante, pari al 70% della remunerazione complessiva, al raggiungimento del livello target di predefiniti obiettivi di performance, in cui risulta prevalente la componente di lungo termine.

 

I piani di incentivazione sono collegati al raggiungimento di obiettivi di sostenibilità?

La Politica definita per il mandato 2020-2023 prevede il mantenimento, nell’ambito dei Piani di Incentivazione di Breve e Lungo Termine (Piano IBT e Piano ILT azionario), di obiettivi di sostenibilità (25%). Inoltre, il Consiglio di Amministrazione del 18 marzo 2021, su proposta del Comitato Remunerazione, ha adeguato e rafforzato gli obiettivi di performance 2021 rispetto ai temi della transizione energetica e della decarbonizzazione, sostituendo nel Piano IBT l’indicatore delle risorse esplorative con l’indicatore della capacità installata incrementale delle rinnovabili (12,5%) ed estendendo, sia per il Piano IBT che per il Piano ILT azionario, l’obiettivo di decarbonizzazione alle emissioni scope 1 e scope 2 equity. 

 

 

La politica di remunerazione Eni prevede obblighi di restituzione degli incentivi (clawback e malus)?

Sì, sono adottati, attraverso uno specifico Regolamento approvato dal Consiglio di Amministrazione, su proposta del Comitato Remunerazione, meccanismi che, in presenza di condizioni determinate ed espressamente richiamate nei regolamenti dei Piani, consentano:

  • la restituzione di componenti variabili della remunerazione già erogata e/o assegnata (clawback);
  • la mancata erogazione e/o assegnazione di componenti variabili della remunerazione il cui diritto al conseguimento sia già maturato o sia in corso di maturazione (malus).

I suddetti meccanismi si applicheranno nei casi in cui gli incentivi (o il diritto agli stessi) siano stati conseguiti sulla base di dati che si siano rivelati in seguito manifestamente errati, ovvero nei casi di dolosa alterazione dei medesimi dati.

I medesimi meccanismi saranno inoltre applicati nelle ipotesi di recesso per motivi disciplinari, ivi compresi casi di gravi e intenzionali violazioni di leggi e/o regolamenti, del Codice Etico o delle norme aziendali, fatta comunque salva ogni azione consentita dall’ordinamento a tutela degli interessi della società.

Si prevede che l’attivazione delle richieste di restituzione ovvero di revoca degli incentivi intervenga, per fatti accaduti durante il periodo di maturazione degli stessi e a chiusura dei relativi accertamenti, entro i termini di tre anni nei casi di errore e di cinque anni nei casi di dolo.

Le informazioni sui compensi del CEO e degli altri amministratori sono pubbliche?

Sì, le informazioni sui compensi corrisposti al CEO e agli altri Amministratori, ai Sindaci, ai Direttori Generali   nonché, in forma aggregata, agli altri Dirigenti con responsabilità strategiche, sono presenti nella Relazione sulla remunerazione disponibile sul sito internet della società.

Copia della Relazione può essere chiesta via e-mail a segreteriasocietaria.azionisti@eni.com o tramite fax al numero + 39 (0) 6 59 82 22 33 oppure telefonando al numero verde per gli Azionisti 800 940 924, dall'estero: 800 112 234 56, previa digitazione del prefisso di accesso internazionale.