La strategia Upstream: modello esplorativo di Eni

Upstream: il nostro modello esplorativo

L’efficienza nell’esplorazione ci consente di mantenerci competitivi anche negli scenari energetici più sfidanti, mentre continuiamo a ridurre le emissioni.

Una nuova organizzazione per creare valore in modo sostenibile

Per valorizzare in un’ottica sostenibile il portafoglio upstream Oil & Gas abbiamo istituito la Direzione Generale Natural Resources, una delle due Direzioni Generali che compongono la nostra struttura organizzativa. La nuova Direzione curerà anche le attività di efficienza energetica, i progetti di cattura e stoccaggio della CO₂ e i progetti di Forestry REDD+, contribuendo a raggiungere la completa decarbonizzazione di tutti i nostri prodotti entro il 2050.

Un’esplorazione efficiente per velocizzare il time to market

L’upstream comprende tutte le attività a monte della filiera produttiva del gas naturale e dell’olio, prima del trasporto e della commercializzazione: acquisizione dei diritti di sfruttamento, esplorazione, sviluppo e produzione. Il nostro modello operativo integra tutte queste fasi per aumentare velocità e produttività, in modo da rispondere con più prontezza alle richieste di energia e all’andamento dei mercati. Punto di forza rimangono le nostre tecnologie proprietarie e le competenze preziose delle nostre persone, che ci permettono di individuare nuove risorse con grande velocità ed elevata precisione.

Grazie alla combinazione di questi fattori, nonostante il downturn dovuto alla pandemia, nel 2020 abbiamo individuato 400 milioni di boe in aree near-field (Egitto, Tunisia, Norvegia, Algeria e Angola) e nell’esplorazione di frontiera (onshore dell’Emirato di Sharjah - EAU, offshore del Vietnam e offshore del Messico) al costo competitivo di 1,6 $/barile. Nello stesso anno, la produzione giornaliera di idrocarburi si è mantenuta a livello di 1,73  milioni di boe al giorno.

Sempre nel 2020, abbiamo rinnovato il portafoglio esplorativo attraverso l’acquisizione di circa 23.600 chilometri di nuovo acreage, in particolare in Albania, Oman, Emirati Arabi Uniti, Angola, Indonesia, Norvegia tramite la JV Vår Energi ed Egitto. Inoltre, abbiamo rinnovato le licenze esplorative in Kenia nell’ambito di una partnership di lungo termine con il Paese per l’accesso all’energia e la decarbonizzazione.

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Upstream e circolarità verso la decarbonizzazione

Una piattaforma del Golfo del Messico può essere recuperata e riutilizzata in Congo. Una nave può essere completamente riconvertita a Singapore e diventare il cuore tecnologico di un grande hub offshore ancorato ai fondali oceanici dell’Angola. L’economia circolare e la decarbonizzazione sono valori centrali anche per l’upstream: ogni asset è prezioso e ogni risorsa va valorizzata in un’ottica di riduzione delle emissioni climalteranti. Nel 2020 abbiamo tagliato di un ulteriore 14% i volumi di gas naturale inviato in flaring rispetto al 2019, arrivando a una riduzione complessiva del 39% rispetto al 2014: risultati che ci avvicinano all’obiettivo zero gas flaring di routine entro il 2025. Sempre nel  2020 abbiamo ridotto le emissioni fuggitive da metano in asset operati del 49% rispetto al 2019, soprattutto grazie a campagne di monitoraggio e attività di manutenzione. Prendendo come riferimento il 2014, la riduzione complessiva arriva al 90% per cui abbiamo raggiunto in anticipo il target di riduzione di emissioni fuggitive di metano dell’80% che avevamo fissato per il 2025. Oltre a non essere più disperso nell’ambiente, questo gas naturale è stato immesso nel mercato contribuendo al flusso di cassa dell’azienda: un perfetto esempio del valore economico di circolarità e decarbonizzazione.  

Dal giacimento alla produzione finale

La produzione finale è l’obiettivo delle nostre operazioni fin dalle fasi di esplorazione: integrando gli studi dei nostri Centri Ricerche e la capacità d’analisi del supercomputer HPC5 acquisiamo in anteprima informazioni sul giacimento per cominciare subito a progettare lo sviluppo. Il campo viene poi portato in produzione gradualmente in modo che le nuove infrastrutture si integrino e potenzino la capacità produttiva. La rapidità nell’esplorazione e nell’estrazione ci consente di rispondere in tempi rapidi alla domanda di energia. In questo contesto, il Dual Exploration Model e cioè la cessione di quote di minoranza dei giacimenti già in fase di esplorazione, ci consente di generare cassa in anticipo, ottenendo risorse utili per essere reinvestite, rendendo il processo ancora più efficiente. 

In termini più tecnici, il successo del nostro modello di sviluppo si basa su:

  • parallelizzazione delle fasi (appraisal, pre-development, ingegneria)
  • approccio modulare che prevede avvio accelerato in early production e successivo ramp-up
  • minimizzazione dell’esposizione finanziaria
  • insourcing delle fasi critiche di progetto (ingegneria di dettaglio, supervisione della produzione, commissioning/hook-up) alle quali applicare le nostre competenze.

Le operazioni di sviluppo

Per recuperare gli idrocarburi occorre mettere in produzione il giacimento, perforando un numero ottimale di pozzi di produzione e installando le attrezzature necessarie per liberare il gas e l'olio dalle componenti indesiderate (particelle solide, acqua, sali, eccetera) e per separare la fase liquida del petrolio da quella gassosa. In mare le operazioni di sviluppo sono più complesse, i pozzi di produzione sono perforati da piattaforme fisse di vario tipo (in acciaio, in cemento, semisommergibili, ancorate con cavi) di dimensioni spesso gigantesche e canalizzati in modo da drenare la più vasta area possibile da un'unica postazione.

Le attività di produzione

Al termine della fase di sviluppo iniziano le attività di produzione, attraverso le quali gli idrocarburi sono estratti dal giacimento, trattati negli impianti e inviati al mercato tramite pipeline o navi. Durante la vita produttiva, che può durare anche decenni, il giacimento è continuamente monitorato, vengono effettuati interventi nei pozzi per ottimizzare la produzione e, in alcuni casi, si procede a progetti di recupero avanzati, con l'iniezione di gas o di acqua, per aumentare la quantità di idrocarburi recuperabili.