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La strategia Upstream: il modello esplorativo di Eni

La rapidità nell’esplorazione ci consente di arrivare prima allo sviluppo e alla produzione, a fronte di una domanda di energia crescente.

Un’esplorazione efficiente per una domanda di energia che cresce

L’Upstream comprende tutte le attività a monte della filiera produttiva dell’olio e gas, prima del trasporto e della commercializzazione: acquisizione dei diritti di sfruttamento, esplorazione, sviluppo e produzione. Il nostro modello operativo integra tutte le fasi allo scopo di aumentare velocità e produttività, in modo da rispondere con più prontezza ai fabbisogni energetici mondiali. Grazie a tecnologie proprietarie e competenze preziose riusciamo a individuare nuovi giacimenti con grande velocità ed elevata precisione. Nel 2019 abbiamo individuato 0,8 miliardi di riserve o risorse in aree near-field (Egitto, Algeria, Angola, Nigeria, Ghana e Norvegia) e di frontiera (Vietnam e Indonesia), e raggiunto una produzione record di 1,87 milioni di barili equivalenti d’olio al giorno.

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Il nostro modello Upstream

Le operazioni di sviluppo

Per recuperare gli idrocarburi occorre mettere in produzione il giacimento, perforando un numero ottimale di pozzi di produzione e installando le attrezzature necessarie per liberare il gas e l'olio dalle componenti indesiderate (particelle solide, acqua, sali, eccetera) e per separare la fase liquida del petrolio da quella gassosa. In mare le operazioni di sviluppo sono più complesse, i pozzi di produzione sono perforati da piattaforme fisse di vario tipo (in acciaio, in cemento, semisommergibili, ancorate con cavi) di dimensioni spesso gigantesche e canalizzati in modo da drenare la più vasta area possibile da un'unica postazione.

Le attività di produzione

Al termine della fase di sviluppo iniziano le attività di produzione, attraverso le quali gli idrocarburi sono estratti dal giacimento, trattati negli impianti e inviati al mercato tramite pipeline o navi. Durante la vita produttiva, che può durare anche decenni, il giacimento è continuamente monitorato, vengono effettuati interventi nei pozzi per ottimizzare la produzione e, in alcuni casi, si procede a progetti di recupero avanzati, con l'iniezione di gas o di acqua, per aumentare la quantità di idrocarburi recuperabili.

Obiettivo: rispondere a una domanda di energia in crescita

La produzione finale è l’obiettivo delle nostre operazioni fin dalle fasi di esplorazione: integrando la ricerca dei laboratori Eni e la capacità d’analisi del supercomputer HPC5 acquisiamo in anteprima informazioni sul giacimento per cominciare subito a progettare lo sviluppo. Il campo viene poi portato in produzione gradualmente in modo che le nuove infrastrutture si integrino e potenzino la capacità produttiva. La rapidità nell’esplorazione e nell’estrazione ci consente di rispondere in tempi rapidi a una domanda di energia sempre crescente. In questo contesto, anche il Dual Exploration Model, seguendo il quale cediamo quote di minoranza dei giacimenti già in fase di esplorazione, ci consente di generare cassa in anticipo, ottenendo risorse utili per essere reinvestite, rendendo il processo ancora più efficiente. 

Economia circolare: una missione in tutte le fasi

Una piattaforma del Golfo del Messico può essere recuperata e riutilizzata in Congo. Una nave può essere completamente riconvertita a Singapore e diventare il cuore tecnologico di un grande hub offshore ancorato ai fondali oceanici dell’Angola. L’economia circolare è un valore anche per l’Upstream: ogni asset è prezioso e ogni risorsa va valorizzata. In dieci anni Eni ha tagliato del 45% il gas di flaring immettendolo nel mercato e contiamo di azzerarlo entro il 2025.  

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