Le nostre attività

Refining & Marketing: dalla risorsa al mercato

Raffinazionazione tradizionale e bio sempre più efficienti per rispondere alle richieste dei mercati e dei clienti finali.

L'evoluzione della raffinazione

Refining and Marketing comprende la raffinazione tradizionale, ma soprattutto la bioraffinazione: un settore in forte crescita, tanto che nel 2020 i volumi di bio-feedstock processati sono più che raddoppiati rispetto al 2019. L’intero settore è seguito dalla nuova Direzione Energy Evolution, una delle due direzioni che compongono la nuova organizzazione aziendale. Più precisamente, Energy Evolution sostiene l’evoluzione dei business di generazione, trasformazione e vendita verso i settori bio, blue e green, contribuendo all’obiettivo generale di vendere prodotti completamente decarbonizzati entro il 2050.

Nei prossimi anni, il Piano Strategico 2021-2024 prevede:

  • l’ottimizzazione delle attività di raffinazione tradizionale (sfruttando le flessibilità del sistema) nonché il raggiungimento del pieno potenziale del complesso di raffinazione di Ruwais
  • la diversificazione attraverso il potenziamento della bioraffinazione con l’aumento della capacità di lavorazione bio fino a 2 milioni di tonnellate nel 2024, palm oil free e alimentata con l’80% di cariche “waste & residues”
  • la crescita del marketing in Europa privilegiando segmenti ad alta marginalità, il potenziamento dell’offerta di carburanti alternativi, l’ulteriore sviluppo dei servizi non-oil nel retail e, più in generale, la promozione della mobilità sostenibile.

Raffinazione tradizionale

Dopo l’estrazione dell’olio e del gas naturale e il loro trasporto, si svolgono le attività di approvvigionamento, fornitura, lavorazione, distribuzione e marketing di carburanti e prodotti chimici. Negli ultimi anni, come del resto in ogni campo, si sono sempre di più sviluppate tecnologie di controllo e gestione digitale di questa fase produttiva, che hanno migliorato la qualità operativa e le performance economiche.

Sul territorio italiano, operano le raffinerie tradizionali di Sannazzaro, Livorno, Taranto, Milazzo. Sannazzaro, in Pianura Padana, un impianto avanzato che utilizza anche la tecnologia proprietaria EST (Eni Slurry Technology) per la produzione di distillati medi e leggeri a partire da greggi pesanti. A Livorno, invece, produciamo lubrificanti e specialties, in una raffineria connessa tramite oleodotto al deposito di Calenzano (Firenze). L’impianto di Taranto è il più importante polo di distribuzione di prodotti petroliferi dell’Italia sud-orientale, collegato anch’esso via oleodotto ai giacimenti della Val d’Agri in Basilicata, di cui Eni detiene la maggioranza assoluta. In Sicilia, a Milazzo, infine, abbiamo una raffineria partecipata in forma paritaria da Eni e Kuwait Petroleum Italia.

Fuori dai confini italiani, attraverso ADNOC Refining di cui controlliamo il 20%, operiamo nel complesso di Ruwais ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, il quarto al mondo in termini di capacità e in grado di assicurare un elevato fattore di conversione grazie all'impiego di tecnologie all'avanguardia.  Attraverso le competenze maturate, stiamo fornendo il nostro supporto allo sviluppo tecnologico delle tre raffinerie operate da ADNOC Refining, situate nelle aree di Ruwais e Abu Dhabi. L’operazione, una delle più rilevanti mai condotte nel settore della raffinazione, permette un incremento della capacità di raffinazione Eni del 35% e di conseguire nel lungo termine un margine di breakeven di 1,5 $/barile.

Il ruolo delle bioraffinerie

La strategia complessiva del settore Raffinazione e Marketing è focalizzata sullo sviluppo della capacità di raffinazione bio, che prevediamo di raddoppiare a 2 milioni di tonnellate/anno nel 2024 per poi aumentarla ulteriormente fino a raggiungere la capacità di 5-6 milioni di tonnellate per anno nel 2050. A partire dal 2023, inoltre, le bioraffinerie saranno alimentate esclusivamente con cariche palm oil free di II e III generazione e cioè non in competizione con l’uso alimentare. Questo nuovo impulso al settore della raffinazione parte proprio dall’Italia e cioè dalle nostre bioraffinerie di Venezia e Gela, risultato del nostro impegno concreto e costante nella ricerca e nell’innovazione tecnologica. Due esempi di quanto prodotto in queste bioraffinerie sono il biocarburante HVO (Hydrotreated Vegetable Oil), prodotto dagli scarti della produzione alimentare grazie alla tecnologia proprietaria Ecofining TM, e il bio-olio ricavato dalla FORSU (Frazione Organica di Rifiuto Solido Urbano) utilizzando la tecnologia Waste to Fuel, anch’essa sviluppata nei nostri Centri Ricerche.

Olio da pneumatici fuori uso

Sempre nei nostri impianti in Italia, inoltre, stiamo lavorando a un’ulteriore linea di sviluppo nel settore dei carburanti avanzati prodotti dagli scarti e cioè la possibilità di ottenere olio da pirolisi dal trattamento di pneumatici fuori uso (PFU). Questo ambito particolare è oggetto di un accordo con Ecopneus siglato a luglio 2021, finalizzato a valutare le tecnologie più idonee per valorizzare i PFU e ottenere sia prodotti energetici (olio da pirolisi) sia prodotti chimici (asfalti, superfici per lo sport, isolanti acustici, arredo urbano etc.) in un’ottica di economia circolare e sostenibilità ambientale. L’accordo rafforza la nostra collaborazione con Ecopneus, già partner in un progetto a Massafra (Taranto) per la posa di un asfalto modificato con polimeri e polverino di gomma da PFU, realizzato nel giugno 2020 grazie a un accordo con il Comune di Massafra. Nello specifico, in questa iniziativa Eni ha messo a disposizione il bitume prodotto nella raffineria di Taranto ed Ecopneus il proprio know-how tecnico, mentre Irigom, azienda partner di Ecopneus, ha fornito a “Km zero” il polverino di gomma da pneumatici esausti.

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