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Ravenna: attività Upstream e stoccaggio CO₂

Qui convivono in modo virtuoso impresa e territorio. Produciamo gas in modo sostenibile e stiamo creando un hub per stoccare la CO₂.

Operiamo in sinergia con il territorio

Il nostro impegno nelle attività di sviluppo e mantenimento degli asset a gas si traduce in un importante piano di investimenti nel Distretto Centro Settentrionale (DICS) di Ravenna e che ha portato a una spesa di oltre 1,1 miliardo di euro negli ultimi tre anni. Nei prossimi anni sarà inoltre implementato un piano di decommissioning offshore che prevede la rimozione di un primo lotto di 9 strutture offshore, con avvio della campagna di smantellamento previsto a partire dal 2023-2024. Attività Upstream e territorio possono andare d’accordo e la sostenibilità ambientale, economica e sociale rappresenta il punto di incontro. La coesistenza tra turismo, agricoltura e attività Oil&Gas trova un esempio rappresentativo in Emilia Romagna dove, in presenza di una storica attività di esplorazione e produzione, si sono sviluppate le eccellenze agricole e alimentari della food valley a fianco dei campi di idrocarburi. La fascia costiera tra Ravenna a Riccione, che ospita le piattaforme a gas operate da Eni, può vantare numerose Bandiere Blu nelle località marine della costa.

Negli asset a gas dell’offshore Adriatico le attività nel 2020 hanno riguardato la manutenzione e l’ottimizzazione della produzione e la razionalizzazione impiantistica degli asset. Eni prosegue il programma di decommissioning delle facility offshore dei giacimenti esauriti nel rispetto delle linee guide nazionali. Sono stati avviati gli iter autorizzativi presso le Autorità competenti per la dismissione di 5 piattaforme.

Nell’ambito delle iniziative di economia circolare è stato avviato un progetto in collaborazione con enti di ricerca nazionali per la riqualificazione degli asset in fase di dismissione. Il progetto ha individuato una piattaforma offshore per l’avvio delle attività di riconversione per realizzare un parco scientifico marino. Durante il 2020 sono proseguite anche le attività definite nell’ambito dell’VIII Accordo con il Comune di Ravenna: 

  • progetti di salvaguardia e conservazione dell’area costiera e del suo habitat
  • interventi di efficientamento energetico
  • programmi a sostegno dell’occupazione, anche attraverso iniziative di tutoraggio e formazione
  • completamento di studi sul monitoraggio ambientale.

A Ravenna un grande sito di stoccaggio di anidride carbonica

Nell’ambito della tecnologia Carbon Capture and Storage (CCS) miriamo a creare nella acque a largo della città romagnola uno dei più grandi centri al mondo per lo stoccaggio della CO₂. Il Distretto di Ravenna rappresenta infatti un ambiente ideale sul quale sviluppare il modello di CCUS analogamente ad altri progetti europei attualmente in varie fasi di sviluppo, in quanto:

  • sono presenti asset Eni di produzione del gas naturale nell’offshore Adriatico caratterizzati da campi esauriti o in via di esaurimento che possono essere riconvertiti velocemente e in sicurezza
  • dispone di infrastrutture esistenti sia a terra che a mare attualmente al servizio dei campi in produzione e che saranno sinergiche con i nuovi sviluppi CCS in quanto una minima parte sarà riutilizzata consentendo costi e tempi ridotti di realizzazione e peraltro senza necessità di dover utilizzare o impegnare nuove aree o risorse del territorio
  • è inserito in un contesto favorevole sia dal punto di vista delle infrastrutture di collegamento e trasporto (presenza di un grande porto industriale, collegamenti terrestri con la linea ferroviaria e la rete gas nazionale) sia per la presenza di un sistema e di una cultura industriale sviluppata 
  • dispone di competenze tecniche specifiche e conoscenze del sottosuolo acquisite nel corso di un’attività estrattiva pluridecennale e che possono essere efficacemente riconvertite al servizio della decarbonizzazione e della transizione energetica
  • è favorito dalla presenza sul territorio di una filiera industriale di elevate capacità realizzative sviluppatasi nel corso degli anni.

La strategia di sviluppo prevede una crescita graduale dell’Hub di Ravenna, che inizierà entro il 2023  con una fase sperimentale volta a favorire l’enabling normativo nazionale e proseguirà con una fase industriale che sarà avviata entro il 2026 con una capacità iniziale di stoccaggio di 2.5 milioni di tonnellate/anno (MTPA) di CO2 catturata, di cui 2 milioni provenienti da attività di Eni (Centrali elettriche di Ravenna, Mantova e Ferrare e Bioraffineria di Venezia) ed il restante mezzo milione da terze parti. Per queste ultime l’obiettivo fondamentale è quello di contribuire a ridurre l’impronta carbonica delle attività industriali, in particolare dei settori hard to abate, per i quali a oggi e nell’immediato futuro non esistono altre tecnologie e processi di decarbonizzazione altrettanto efficaci ed efficienti per tempi di realizzazione e costi. Tali settori concorrono in maniera significativa alle emissioni complessive dei vari sistemi: in Italia, nel 2019 i settori hard to abate hanno emesso circa 67 milioni di tonnellate di CO2 su un complessivo nazionale di 340 milioni, ovvero il 20% del totale ed il 42% del solo settore industriale, responsabile dell’emissione di 158 milioni di tonnellate di CO2 (dato ISPRA 2021).

Il grande potenziale di stoccaggio dei campi offshore dell’Adriatico, che sulla base di valutazioni preliminari è stimato fino a 500 milioni di tonnellate di CO2, rende il progetto flessibile per ulteriori espansioni industriali con una capacità di stoccaggio annua che potrà essere facilmente incrementata rispetto a quella iniziale per soddisfare le necessità di decarbonizzazione di ulteriori siti terzi industriali nazionali ed anche internazionali.

Il modello CCUS di Ravenna rappresenta una grande opportunità non solo per Eni, ma anche per l’industria italiana per creare uno fra i maggiori poli al mondo per lo stoccaggio della CO2 ed il polo di riferimento non solo nazionale ma anche per tutto il Sud Europa.