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Il gas, ponte verso un futuro a basse emissioni

Il gas naturale è in grado di favorire la necessaria transizione dall’attuale uso intensivo di carbonio verso un futuro a basso contenuto.

Un futuro low-carbon

Il prossimo futuro dell’energia è “low-carbon”, ma l’obiettivo finale verso cui tutti siamo impegnati è del tutto “carbon free”. Per arrivarci servirà tempo, e strumenti che accompagnino questa transizione. Tra questi c’è sicuramente il gas naturale. Potrebbe sembrare paradossale, visto che anche il gas è un combustibile fossile, ma in realtà questa materia prima si trova in una posizione unica per favorire la necessaria transizione dall’attuale uso intensivo di carbonio verso un futuro a basso contenuto. Anche l’ultimo World Energy Outlook dell’International Energy Agency (IEA), presentato a dicembre 2019, prevede che il gas sarà la fonte energetica che nei prossimi due decenni crescerà più rapidamente, seconda solo al solare e quattro volte più velocemente del petrolio.

Il gas naturale è un mix di idrocarburi gassosi dominato dal metano ed è sempre stata una fonte di energia più pulita rispetto a idrocarburi come carbone e petrolio. Nel settore trasporti, per esempio, l’adozione di combustibili a base di metano può ridurre le emissioni di CO2 del 20-25%  rispetto ai combustibili fossili tradizionali quali benzina e gasolio.

Il gas naturale ha un impatto positivo decisamente maggiore, se impiegato come mezzo per la generazione di elettricità. In questo contesto, il gas naturale ha la minore impronta di carbonio fra tutti i combustibili fossili, producendo circa metà delle emissioni di CO2 rispetto al carbone per kWh di energia elettrica generata, e questo resta vero anche tenendo conto delle “emissioni fuggitive” legate alla produzione di metano. Il progetto della Centrale Electrique du Congo dimostra quanto il gas rappresenti una valida alternativa a carbone e petrolio per la generazione di elettricità.

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ENI TALK#2 – Quale futuro per quale energia

Il ruolo del gas nella nostra strategia

L’uso del gas è una delle leve del nostro percorso di decarbonizzazione. Cos’è la decarbonizzazione? È l’evoluzione del rapporto tra carbonio e idrogeno presenti nelle fonti energetiche e si realizza quando questo rapporto è molto basso, come avviene nel gas naturale, e ancora di più catturando e sequestrando la CO2 (CCS), soluzione su cui stiamo puntando. Nel mix produttivo di Eni il gas rappresenterà una componente sempre più crescente nei prossimi anni: il 60% nel 2025 e addirittura l’85% nel 2050. Una strategia a lungo termine pienamente in linea con due degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) promossi dalle nazioni Unite, il n. 7 (Energia pulita e accessibile) e il n. 9 (Imprese, innovazione e infrastrutture).

Eni nel campo del gas naturale

La produzione e distribuzione del gas si articola in tre fasi, ed Eni, cosciente del ruolo fondamentale di questo idrocarburo per la transizione energetica, le presidia tutti e tre. 

La prima, definita Upstream, comprende l’acquisizione dei diritti di sfruttamento, l’esplorazione, l’allestimento dei siti d’estrazione e l’estrazione vera e propria. Tutte attività che vengono svolte a monte della filiera, prima del trasporto e della commercializzazione. 

Il Midstream, anello di congiunzione tra l’Upstream e il Downstream, si occupa della fase di approvvigionamento e vendita di gas, che include anche la vendita effettuata al settore Downstream.

Il settore Downstream, invece, si trova a valle del processo, e comprende la distribuzione e la vendita retail sul mercato dei prodotti raffinati.