200713-visore-bioraffineria.jpg

Così la raffineria diventa “bio”

Venezia e Gela, due grandi raffinerie convertite secondo i nuovi standard, sono il simbolo del nostro lavoro nel campo della sostenibilità ambientale.

Nuova vita per Venezia e Gela

Eni è un’azienda energetica globale, che vive un’epoca di grande transizione e nuove sfide ambientali. Proprio per questo, stiamo studiando nuove tecnologie per ridurre le emissioni di gas serra prodotti dai combustibili, sviluppando direttamente, anche attraverso importanti investimenti in ricerca e sviluppo, biocombustibili sostenibili. È in questo quadro che si iscrive lo sviluppo di una tecnologia per convertire le raffinerie tradizionali di combustibili fossili in bioraffinerie, in modo da produrre combustibili più puliti di alta qualità. Le raffinerie tradizionali di Venezia e Gela sono state radicalmente ripensate, individuando soluzioni innovative e utilizzando metodi di produzione verdi sostenibili, sia dal punto di vista ambientale sia da quello economico. È anche grazie a questi investimenti in ricerca interna, che spesso ci ha portato a brevettare soluzioni innovativi ed efficienti, che oggi siamo protagonisti di un processo di transizione energetica orientato alla decarbonizzazione

video-trasformazione-industriale.jpg

VOLTI DI ENI#5 - Granelli di informazioni

Venezia: la prima raffineria tradizionale al mondo diventata “bio”

La bioraffineria di Porto Marghera è stato il primo esempio al mondo di riconversione di una raffineria tradizionale in bioraffineria. Dal 2014, qui vengono trattate e convertite circa 230.000 tonnellate di oli vegetali all’anno. Nel 2019 Eni Rewind ha avviato l’identificazione di possibili opportunità di sviluppo in Italia. In particolare, sono stati realizzati gli studi di fattibilità di un impianto Waste to Fuel a Porto Marghera, con una capacita di trattamento fino a 150.000 tonnellate all’anno di FORSU (Frazione Organica di Rifiuto Solido Urbano).

Dal 2024, grazie a un ulteriore upgrade dell’impianto, è previsto il potenziamento della capacità di lavorazione a 560.000 tonnellate, con una sempre maggiore quota di materie prime che derivano da scarti della produzione alimentare, come oli usati, grassi animali e e altri sottoprodotti avanzati. 

 

video-porto-marghera.jpg

Porto Marghera, il successo della riconversione industriale

Gela, la più innovativa bioraffineria d’Europa

Dopo più di tre milioni di ore di lavoro, nell’agosto del 2019 ha iniziato le sue attività anche la bioraffineria di Gela. L’impianto siciliano ha una capacità di lavorazione annua che può raggiungere le 750 mila tonnellate annue di oli vegetali usati, grassi di frittura, grassi animali, alghe e sottoprodotti di scarto avanzati per produrre biocarburanti premium di qualità.

La nuova bioraffineria, considerata secondo tutti gli standard tecnici la più innovativa d’Europa, ha preso il posto del grande petrolchimico, realizzato a partire dal 1962, e i cui impianti sono stati fermati. La spesa per la riconversione della raffineria è stata di circa 285 milioni di euro, a cui si sommano altri 15 milioni di investimento nella realizzazione di un impianto di pre-trattamento delle biomasse e di strutture logistiche per aumentare la flessibilità dei feedstock, il cui completamento è previsto per la fine del 2020.

 

Il processo produttivo e il modello di business delle bioraffinerie

In collaborazione con Honeywell-UOP, abbiamo messo a punto nei nostri laboratori di San Donato l’innovativa tecnologia Ecofining™, che ci permette di ricavare biocarburanti di qualità da oli vegetali. Il processo consiste di due fasi: idrodeossigenazione e isomerizzazione. Nella prima trattiamo la carica di partenza con idrogeno per eliminare l’ossigeno e saturare i doppi legami, mentre nella seconda "riordiniamo" le paraffine per migliorare le proprietà a freddo del prodotto finale. Il risultato prende il nome di Hydrotreated Vegetable Oil (HVO), un biocarburante con qualità superiori a quelli ottenuti con il metodo tradizionale denominato FAME (Fatty Acid Methyl Esters), in termini di contenuto energetico, impurità e proprietà a freddo. Circa il 10% di questo HVO va ad arricchire il nostro carburante Eni Diesel +.