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Così la raffineria diventa “bio”

Venezia e Gela, due grandi raffinerie convertite secondo i nuovi standard, sono il simbolo del nostro lavoro nel campo della sostenibilità ambientale.

Nuova vita per Venezia e Gela

Eni è un’azienda energetica globale, che vive un’epoca di grande transizione e nuove sfide ambientali. Proprio per questo, stiamo studiando nuove tecnologie per ridurre le emissioni di gas serra prodotti dai combustibili, sviluppando direttamente, anche attraverso importanti investimenti in ricerca e sviluppo, biocombustibili sostenibili. È in questo quadro che si iscrive lo sviluppo di una tecnologia per convertire le raffinerie tradizionali di combustibili fossili in bioraffinerie, in modo da produrre combustibili più puliti di alta qualità. Le raffinerie tradizionali di Venezia e Gela sono state radicalmente ripensate, individuando soluzioni innovative e utilizzando metodi di produzione verdi sostenibili, sia dal punto di vista ambientale sia da quello economico. È anche grazie a questi investimenti in ricerca interna, che spesso ci ha portato a brevettare soluzioni innovativi ed efficienti, che oggi siamo protagonisti di un processo di transizione energetica orientato alla decarbonizzazione

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Trasformazione industriale - Verso un futuro low-carbon

Venezia: la prima raffineria tradizionale al mondo diventata “bio”

La bioraffineria di Porto Marghera è stato il primo esempio al mondo di riconversione di una raffineria tradizionale in bioraffineria. Dal 2014, qui vengono trattati e convertiti circa 360.000 tonnellate di oli vegetali all’anno, destinati a diventare 600.000 a conversione ultimata. Nel 2018 il 10% circa del totale è rappresentati da oli vegetali usati e di frittura, soprattutto provenienti da ristorazione e grande distribuzione. 

Dal 2021, grazie a un ulteriore upgrade dell’impianto, è previsto il potenziamento della capacità di lavorazione, con una sempre maggiore quota di materie prime che derivano da scarti della produzione alimentare, come oli usati, grassi animali e sottoprodotti legati alla lavorazione dell’olio di palma. 

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Porto Marghera, il successo della riconversione industriale

Gela, la più innovativa bioraffineria d’Europa

Dopo più di tre milioni di ore di lavoro, nell’agosto del 2019 ha iniziato le sue attività anche la bioraffineria di Gela. L’impianto siciliano ha una capacità di lavorazione annua che può raggiungere le 750 mila tonnellate annue di oli vegetali usati, grassi di frittura, grassi animali, alghe e sottoprodotti di scarto per produrre biocarburanti di qualità.

La nuova bioraffineria, considerata secondo tutti gli standard tecnici la più innovativa d’Europa, ha preso il posto del grande petrolchimico, realizzato a partire dal 1962, e i cui impianti sono stati fermati. Per la riconversione della raffineria sono stati a oggi spesi oltre 360 milioni di euro.

 

Il processo produttivo e il modello di business delle bioraffinerie

In collaborazione con Honeywell-UOP, abbiamo messo a punto nei nostri laboratori di San Donato l’innovativa tecnologia Ecofining™, che ci permette di ricavare biocarburanti di qualità da oli vegetali. Il processo consiste di due fasi: idrodeossigenazione e isomerizzazione. Nella prima trattiamo la carica di partenza con idrogeno per eliminare l’ossigeno e saturare i doppi legami, mentre nella seconda "riordiniamo" le paraffine per migliorare le proprietà a freddo del prodotto finale. Il risultato prende il nome di Hydrotreated Vegetable Oil (HVO), un biocarburante con qualità superiori a quelli ottenuti con il metodo tradizionale denominato FAME (Fatty Acid Methyl Esters). Un 20% di questo HVO, infine, va ad arricchire il nostro carburante Eni Diesel +.