Gela

Estensione SIN Gela

795 ettari (di cui circa 17 ettari a Gela di proprietà Eni Rewind e circa 55 ettari di proprietà ISAF)

Provenienza aree

Anic

Costi sostenuti

circa 170 mln€ (di cui circa 70 per Isaf) al 31 dicembre 2019

Costi da sostenere

CAPEX circa 90 mln€ - OPEX circa 3 mln€ anno

Gela, alle origini della nostra sfida sostenibile

Se volessimo identificare un luogo dal quale è partita la nostra sfida di sviluppo sostenibile, questo sarebbe senza alcun dubbio Gela, Sito di interesse nazionale dal 2000 con 795 ettari di aree a terra, di cui circa 17 ettari di proprietà Eni Rewind e circa 55 ettari gestiti per conto dell’ISAF (Industria Siciliana Acido Fosforico). È qui che abbiamo infatti gettato le fondamenta della nostra progettualità circolare con la realizzazione, completata nel 2012, di un impianto fotovoltaico da 5 MW sulla messa in sicurezza permanente dell’ex discarica fosfogessi appartenuta a ISAF. Le origini del sito risalgono al 1960 quando, in seguito alla scoperta del petrolio nel sottosuolo gelese, fu costruito lo stabilimento petrolchimico. Tra il 1967 e il 1968 l’ISAF, partecipata dall’Ente Minerario Siciliano (48%) con Anic (26%) e Montedison (26%), ha avviato gli impianti dei concimi complessi, dell’acido solforico, dell’acido fosforico e dell’acrilonitrile. Negli anni ‘70 si aggiunsero gli asset del cracker, del polietilene ad alta densità e del ciclo cloro e derivati. Nei primi anni ’90 lo scenario cambia profondamente: molte attività produttive vengono fermate e, a valle della fallita operazione Enimont, le quote azionarie dell’ISAF di Montedison e Anic confluiscono in Enichem (dal 2003 Syndial, oggi Eni Rewind) che arriva a detenere il 52% del capitale sociale, diventando azionista di maggioranza. Il risanamento del sito è stato avviato nel 1999 ed è in capo alla società ambientale di Eni che opera anche per conto delle società coinsediate Versalis, Enimed e Raffineria di Gela. Gli interventi hanno previsto la messa in sicurezza d’emergenza e permanente, la bonifica e il monitoraggio della falda multisocietaria assieme alla gestione dell’impianto di trattamento delle acque, la bonifica dei suoli e la demolizione di impianti, capannoni ed edifici presenti presso isola 1 (ex impianto clorosoda), isola 2 (ex impianto dicloretano), isola 6 (ex Agricoltura), isola 10 (ex impianto ossido di etilene), isola 17 (ex acrilonitrile) e isola 9 ISAF.

Storia del sito di Gela

  • 1960

  • 1962

  • 1967

  • 1970

  • 1990

  • 2000

  • 2002

  • 2014

  • 2017

  • 2018

La costruzione dello stabilimento petrolchimico Anic risale al 1960, quando l’allora Agip Mineraria scopre la presenza di petrolio nel sottosuolo gelese.

Entra in funzione la Raffineria di Gela. L’obiettivo è lavorare l’oro nero e le altre materie prime presenti nella zona: zolfo, salgemma e sali potassici. Dal 1992 al 2002 la Raffineria di Gela fa parte di Agip Petroli, dal 2003 diventa una società per azioni di Eni.

Tra il 1967 e il 1968 l’Industria siciliana acido fosforico (ISAF), partecipata dall’Ente minerario siciliano (48%), Anic (26%) e Montedison (26%), avvia gli impianti dei concimi complessi, dell’acido solforico, dell’acido fosforico e dell’acrilonitrile. Quest’ultimo, nel 1975, viene sostituito da un nuovo impianto con capacità produttiva triplicata.

Negli anni Settanta si avviano anche gli impianti del cracking, del polietilene ad alta densità e del ciclo del cloro e derivati.

Nel corso degli anni Novanta vengono chiusi gli impianti del cloro-soda, ammoniaca e concimi complessi. Le attività produttive dell’Industria siciliana acido fosforico (ISAF) cessano nel 1992 e la società viene messa in liquidazione (1993). Sempre nel corso dei primi anni Novanta, a valle della fallita operazione Enimont, le quote azionarie dell’ISAF appartenenti a Montedison confluiscono in Enichem, poi Syndial dal 2003 oggi Eni Rewind, che arriva quindi a detenere il 52% del capitale sociale.

Viene individuato dal Ministero dell’Ambiente il Sito di Interesse Nazionale di Gela che si estende per 795 ettari di aree a terra (di cui circa 19 di Eni Rewind e circa 55 di ISAF) e 4.560 ettari di aree marine. Nello stesso anno viene avviato l’iter di bonifica.

L’impianto dell’acrilonitrile viene fermato dalla Magistratura, chiuso definitivamente nel giugno 2003. Successivamente vengono demoliti gli impianti delle linee cloro-soda, dicloroetano, concentrazione soda, ossido di etilene, sintesi ammoniaca e concimi complessi.

Presso il Ministero dello Sviluppo Economico, Eni (e società collegate, tra cui Eni Rewind), organizzazioni sindacali, istituzioni e Confindustria firmano il Protocollo di Intesa per il rilancio dell’area di Gela che prevede un processo di riconversione della raffineria tradizionale in Green Refinery, la realizzazione dell’impianto pilota Waste to Fuel e una forte attenzione alle attività di risanamento del sito.

La società inizia la gestione degli asset ambientali della Raffineria di Gela per il trattamento delle acque tramite affitto del relativo ramo d’azienda.

La società ambientale di Eni avvia l’impianto pilota Waste to Fuel per la trasformazione della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU) in bio olio.

Le nostre attività a Gela

A Gela Eni Rewind è proprietaria e titolare degli oneri di bonifica delle aree ex Anic e gestisce le attività ambientali dell’ISAF distribuite tra l’isola 9 (3 ettari) e l’ex discarica fosfogessi ISAF (52 ettari). Per quanto riguarda il risanamento suoli, nel 2018 la società ha avviato gli interventi ambientali autorizzati con decreto nelle isole 2, 6, 9 ISAF e 17, privilegiando l’applicazione della tecnologia in situ Multi-Phase Extraction (MPE), e la messa in sicurezza permanente prevista nell’isola 1. Nell’isola 10 è stata già completata la bonifica dei suoli insaturi. Sul fronte del decommissioning, Eni Rewind ha terminato la demolizione dell’impianto Acrilonitrile (isola 17) e avvierà il cantiere per quella dei capannoni e degli edifici presenti nell’isola 6, detta ex Agricoltura. Per quanto concerne la falda, Eni Rewind si occupa delle attività di bonifica e monitoraggio delle acque previste dal progetto autorizzato. Infine, per le aree ISAF, Eni Rewind ha realizzato la messa in sicurezza dell’ex discarica fosfogessi e prosegue nel decommissioning con svuotamento e smantellamento dell’ex impianto acido fosforico, del decantatore e del parco serbatoi presso isola 9, uno dei cantieri di bonifica più complessi del sito, iniziato nel 2016.

SUOLO
FALDA
AREE DISPONIBILI
  • Caratterizzazione
  • Progettazione
  • Esecuzione degli interventi
  • Monitoraggio post operam
  • Riqualificazione
Le mappe sopra riportate intendono rappresentare le attività di Eni Rewind nel sito. Per la perimetrazione ufficiale si rimanda alla cartografia del Ministero dell’Ambiente o dell’ente competente.

Principali step degli iter autorizzativi

Nel novembre 2018 il ministero dell’Ambiente ha emesso i decreti relativi al Progetto operativo di bonifica delle aree di stabilimento per le isole 1, 2, 6 e 17 e al Progetto operativo di bonifica dell’isola 9 di proprietà ISAF. La procedura è stata molto complessa in quanto il progetto rientra tra gli interventi contemplati nel decreto legislativo 230/95 (modificato oggi dal d.lgs.101/2020, Testo Unico Radioprotezione) che disciplina la gestione dei materiali contenenti radionuclidi naturali, con autorizzazione in capo alla Prefettura del territorio. Il Progetto definitivo di bonifica della falda è stato approvato con decreto interministeriale nel 2004 e la successiva variante nel 2014.

I COSTI DELLA BONIFICA

Dai rifiuti di casa al bio olio: a Gela nascono i carburanti del futuro

Grazie all’impegno di Eni e Eni Rewind, Gela è un esempio virtuoso di risanamento ambientale e innovazione tecnologica teso alla creazione di opportunità di sviluppo per il territorio. L'ultimo esempio in ordine cronologico è la realizzazione e l'avvio, nel dicembre 2018, dell'impianto pilota Waste to Fuel che permetterà di produrre bio olio dalla trasformazione della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU), il cosiddetto umido.

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Lo sviluppo delle rinnovabili a Gela

L'impegno di Eni Rewind per lo sviluppo sostenibile di Gela risale al 2007 con la progettazione e successiva realizzazione, ultimata nel 2012, di un impianto fotovoltaico da 5 MW sul piano sommitale dell’ex discarica ISAF, precedentemente interessata da un intervento di messa in sicurezza permanente.

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La demolizione più sfidante

Il decommissioning dell’ex impianto Acido Fosforico, del decantatore e del Parco Serbatoi presso isola 9 è certamente uno dei cantieri più sfidanti per Eni Rewind, sia dal punto di vista progettuale che economico, ed è stato possibile avviarlo grazie alla sinergia con le istituzioni del territorio. Il progetto prevede la demolizione e il successivo conferimento del materiale di risulta in una nuova discarica, all'interno del perimetro della Discarica Fosfogessi ISAF, oltre alla bonifica del suolo, del sottosuolo e delle acque sotterranee. Il programma di decommissioning, iniziato nel 2016, si articola in quattro fasi: lo svuotamento del decantatore e il trattamento dei fanghi estratti in un impianto mobile autorizzato; lo svuotamento e del parco serbatoi e trattamento della fase liquida; la demolizione dell’impianto acido fosforico, del decantatore e dei serbatoi; la costruzione, coltivazione e chiusura della discarica di scopo destinata ai materiali inertizzati e provenienti dalle demolizioni, da realizzarsi all'interno del perimetro della Discarica Fosfogessi ISAF. Nel novembre 2016 è stato inaugurato il cantiere della Fase 1, tuttora in corso di sviluppo e realizzazione insieme all'estrazione e trattamento dei liquidi dai serbatoi di Isola 9 (operazioni preliminari di Fase 2) e alla realizzazione della nuova discarica di scopo (Fase 4).

L'innovazione per la bonifica di Gela

A Gela Eni Rewind sta mettendo in campo tecnologie innovative, nate e sviluppate nei laboratori di ricerca Eni, per ottimizzare la bonifica dei suoli e della falda. Partirà a breve la sperimentazione dei campionatori passivi sui suoli di isola 9, una metodologia di monitoraggio che permetterà di valutare la lisciviazione dei contaminanti dal suolo alle acque sotterranee e la loro volatilizzazione dal suolo alle superfici. È già inoltre in corso l’applicazione della tecnologia e-hyrec che consiste nel posizionamento all’interno dei pozzi di specifici dispositivi in grado di separare ed emungere dalla falda il solo prodotto organico galleggiante, evitando di estrarre e smaltire quale rifiuto preziosa risorsa idrica destinata ai trattamenti per ottenere acque idonee al riutilizzo nei siti industriali.

Un programma concreto per il rilancio del sito

Il rilancio delle attività e della presenza di Eni a Gela in chiave sostenibile e circolare ha il suo fulcro nella riconversione della raffineria a ciclo tradizionale in Green Refinery, nella realizzazione di un impianto in grado di trasformare i rifiuti organici in biocarburanti (Waste to Fuel), nell'attuazione in tempi certi delle bonifiche e nello sviluppo delle energie rinnovabili. Questa volontà ha portato, nel novembre 2014, alla firma del Protocollo d’Intesa tra il Ministero dello Sviluppo Economico, la Regione Sicilia, il Comune di Gela, le organizzazioni sindacali, Confindustria ed Eni con le sue controllate, tra cui l'allora Syndial (oggi Eni Rewind), presenti nel sito.

La gestione della risorsa idrica

A Gela Eni Rewind gestisce l’impianto di trattamento delle acque di falda e l’impianto TAS (portata max 1000 mc/h), di proprietà Eni, che tratta le acque reflue del sito multisocietario e il percolato della discarica comunale Timpazzo e delle discariche nella raffineria. Inoltre, provvede alla gestione degli impianti Biologico urbano (400 m3/h) e Biologico Industriale (900 m3/h), di proprietà della Regione Siciliana, per la depurazione dei reflui civili e di industriali del territorio.

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