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La società Ing. Luigi Conti Vecchi

La nostra partecipata che gestisce le saline di Assemini.

La produzione dell'oro bianco in Sardegna

La società Ing. Luigi Conti Vecchi, controllata al 100% da Eni Rewind, gestisce le saline dello stagno di Santa Gilla per la produzione di sale marino. Il potenziale produttivo è di circa 400 mila tonnellate annue, di cui 150 mila vengono destinate all’uso alimentare e zootecnico e 250 mila ai settori industriale e del disgelo. Viste le caratteristiche qualitative e organolettiche del sale ottenuto, l'azienda è impegnata nella certificazione secondo gli standard di sostenibilità delle saline marittime e nella valorizzazione sul mercato.

Un importante contributo alla tutela della biodiversità

Le saline Conti Vecchi svolgono un ruolo significativo nella stabilizzazione delle emissioni di gas serra e nel mitigare gli impatti dei cambiamenti climatici. Dal 1977 sono protette dalla convenzione di Ramsar, che comprende circa 2.200 zone umide di importanza strategica internazionale per il mantenimento della biodiversità mondiale. L’oasi naturalistica è inoltre un Sito di Interesse Comunitario (SIC) ed è inserita nella rete ecologica Natura 2000. 

La storia delle saline Conti Vecchi

Situate all’interno di una delle più importanti aree umide d’Europa, le saline si estendono su una superficie complessiva di circa 2.700 ettari tra i comuni di Assemini, Capoterra e Cagliari, in una zona che alla fine degli anni Venti era paludosa e infestata dalla malaria. Qui l’ingegnere Luigi Conti Vecchi ha realizzato un ambizioso e innovativo progetto per bonificare lo stagno e impiantarvi una imponente salina e un villaggio residenziale per dipendenti e operai, dando vita alla "comunità del sale" con la costruzione di case, scuole e strutture ricreative. Le saline sono state avviate nel 1931, a fronte della concessione rilasciata nel 1921 con decreto regio, e sono diventate in pochi anni una solida realtà industriale. Nel 1974, la società Ing. Luigi Conti Vecchi è stata venduta dagli eredi della famiglia al gruppo SIR e, dieci anni più tardi, è stata conferita ex lege al gruppo Eni. Nel 2019 la Regione Sardegna ha rinnovato la concessione fino a marzo 2046

Le tipologie di sale

La coltivazione del sale è un’arte antica e fortemente legata al ciclo della natura e delle stagioni. Il processo si realizza a partire dall’acqua di mare che ogni anno, tra aprile e maggio, viene immessa in bacini di grande estensione e bassa profondità detti “vasche evaporanti”. Ogni fase è scandita dal sapiente intervento dei salinieri che, in base all’azione del vento e del sole, stabiliscono il percorso e il deflusso dell’acqua da una vasca all’altra per favorirne l’evaporazione e, quindi, la conseguente precipitazione nel fondo del cloruro di sodio. La raccolta del sale inizia a settembre e culmina due mesi dopo con una festa dedicata e di buon auspicio per la futura stagione.

  • Il Fior di sale è un sottile petalo di sale che, in assenza di vento, si forma sulla superficie dell’acqua nelle vasche salanti e viene raccolto a mano dai maestri salinieri con un apposito colino. È una varietà di sale molto pregiata e rara che mantiene intatte tutte le sue qualità organolettiche. Di colore bianco, iposodico e dal gusto dolce, è particolarmente apprezzato come sale gourmet. La sua raccolta è regolamentata da uno specifico disciplinare tecnico di produzione.
  • Il Fior di Salocca è un sale marino bianco, ricco di oligoelementi e dal gusto dolce che si forma ai bordi delle caselle salanti dove viene accumulato e modellato dal vento di maestrale. È un sale gourmet che si presenta con formazioni cristalline di medie dimensioni e viene raccolto a mano da esperti salinieri con l’ausilio di una pala. La sua raccolta è regolamentata da uno specifico disciplinare tecnico di produzione.
  • Il sale integrale si ricava da uno strato cristallizzato nel fondo di alcune vasche salanti e viene raccolto a mano con l’utilizzo di piccone e pala. È un sale gourmet che si presenta con cristalli grossi e mantiene intatte tutte le sue qualità poiché non viene sottoposto ad alcun processo, se non il drenaggio e l’asciugatura naturale al sole. La sua raccolta è regolamentata da uno specifico disciplinare tecnico di produzione.
  • Il sale comune per uso alimentare viene raccolto meccanicamente dal fondo delle vasche salanti e lavato negli impianti di accumulo della salina. venduto ai raffinatori locali e internazionali oppure inviato all’impianto interno di raffinazione per i successivi trattamenti e il confezionamento in sacchi da 10 kg, 25 kg e 1.000 kg. È destinato all’industria alimentare principalmente per caseifici, salumifici e conserviere, oppure come materia prima in ambito zootecnico.
  • Il sale per uso industriale, raccolto meccanicamente dal fondo delle vasche salanti, è destinato al mercato del disgelo e ad alcuni impianti come per esempio quelli di elettrolisi.
  • Il solfato di magnesio, detto anche sale inglese, si ottiene dalle cosiddette acque madri, drenate dai bacini salanti quando il sale si è depositato sul fondo. È ottenuto mediante precipitazione in un apposito impianto di recupero e viene utilizzato dai settori del tessile, delle gomme e come fertilizzante in agricoltura.
  • Il cloruro di magnesio, detto anche olio di mare, è una soluzione densa formata da elementi di magnesio e cloro. È l’ultimo prodotto del ciclo naturale dalla salina e si ottiene anch’esso dalle acque madri. È un prodotto versatile che trova uso nella talassoterapia, ma anche nell’industria alimentare o per il disgelo stradale.

La partnership con il Fondo Ambiente Italiano

La società ambientale di Eni ha avviato nel 2015 una partnership con il Fondo Ambiente Italiano (FAI) per la valorizzazione storico, culturale e ambientale delle saline Conti Vecchi. Un'esperienza unica di promozione del territorio che ha permesso, dopo un intervento di recupero degli edifici storici, l’apertura al pubblico del bene. Dal 2017 è possibile visitare parte del complesso storico delle saline, in parte riallestite come negli anni Trenta, e rivivere le atmosfere e le vicende della "comunità del sale". La visita prevede anche un percorso a bordo di un trenino tra vasche salanti e bacini evaporanti, montagne bianchissime di sale e fauna selvatica. L’oasi naturalistica rappresenta infatti l’habitat ideale per numerose specie dell’avifauna acquatica: vi è presente stabilmente una nutrita colonia di fenicotteri rosa, ma è possibile avvistare anche esemplari di airone, falco, anatra, pollo sultano e gallinella d’acqua. La presenza di tanti ambienti in relazione alla diversa salinità delle acque dà vita a una flora ricca ed eterogenea. Non vi è alcun dubbio che le Saline Conti Vecchi rappresentino un luogo speciale in cui l’opera della natura e dell’uomo hanno saputo integrarsi con grande armonia. 

Le saline Conti Vecchi si possono visitare dal martedì alla domenica, per dieci mesi l’anno. Nel sito del Fondo Ambiente Italiano sono disponibili le informazioni per prenotare una visita.