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Le riviste storiche di Eni
La grande sensibilità culturale di Enrico Mattei lo spinge a fondare una rivista interna specchio della filosofia aziendale. Nasce così “Gatto Selvatico”, un periodico che possa essere sfogliato in famiglia pur mantenendo contenuti di grande spessore intellettuale. Diretto da Attilio Bertolucci, vi collaborano molti dei più grandi scrittori italiani contemporanei. Qualche anno più tardi, durante la presidenza di Daniele Girotti, nasce una nuova rivista aziendale. Il suo nome è “Ecos”, ha cadenza bimestrale e si propone non solo di comunicare le strategie aziendali di Enima, ma anche di approfondire la conoscenza del mondo con reportage e documentari fotografici di rilievo.

Il “Gatto Selvatico”, utile e dilettevole

Nel 1955 Enrico Mattei decise che era venuto il momento di regalare a Eni una propria rivista affidandone la direzione ad Attilio Bertolucci. I due furono subito d’accordo sul nome da dare alla testata: la chiamarono “Gatto Selvatico”, nome proposto da Bertolucci spiegando che in inglese “wildcat” sta a indicare i primi cercatori di petrolio. La libertà d’azione nella quale il direttore si trovò a operare gli consentì di creare attorno alla rivista un vero e proprio laboratorio di cultura: Natalia Ginzburg, Carlo Emilio Gadda, Giorgio Caproni, Alfonso Gatto, Romano Bilenchi, Carlo Cassola, Enzo Siciliano, Giorgio Bassani, Leonardo Sciascia erano tra le firme degli articoli della rivista che alternava le raffinate lezioni di storia dell’arte del poeta ai racconti delle migliori penne dell’epoca. L’idea era di realizzare un prodotto che non si limitasse a dare il resoconto dei successi aziendali ma raccontasse la realtà fuori dall’azienda. In altre parole la rivista, “utile e dilettevole” come la definirà lo stesso Bertolucci, era da un lato colta e attenta a informare i lettori sul contesto culturale, dall’altro divulgativa e pronta a trattare temi apparentemente frivoli grazie all’abilità di una firma brillante.

“Ecos”, una rivista di reportage

Nata nel 1972 da un'idea dell’allora capo ufficio stampa Gianni Rocca, all’epoca della presidenza di Raffaele Girotti, e anche “Ecos” vide la collaborazione di grandi nomi della letteratura italiana tra i quali Primo Levi, Alberto Bevilacqua, Giorgio Saviane, Roberto Vacca e di grandi illustratori e fotografi come Carla Accardi, Giovanni Hajnal, Lucio Castagneri, Francesco Manzini, Emilio Tadini e Giovanni Tinelli. Ispirata dalla stessa filosofia del “Gatto Selvatico”, il suo nome fu scelto perché breve e facile da ricordare: rinviava alla "E" di "Eni" e di "energia", ma anche alle parole "economia" e "ecologia". Pubblicata in italiano e in inglese, per una media di un centinaio di pagine ogni numero, “Ecos” aveva cadenza bimestrale ed era distribuita gratuitamente ai dipendenti del gruppo Eni e a personalità della politica, dell’economia, della cultura e del giornalismo in Italia e all’estero. Concepita come uno strumento di comunicazione interna, sì, ma orientata anche a illustrare le attività del gruppo in Italia e all’estero e a mettere in contatto Paesi lontani. In trent’anni di vita, vennero realizzati centinaia di reportage nei cinque continenti, tradotti tutti in diverse lingue. “Ecos” è stata la prima rivista aziendale in Occidente a realizzare e a diffondere in Cina numeri speciali in cinese, in kazako e in cirillico. La rivista chiuse nel 2002, trent’anni dopo il primo numero, e fu sostituita da Eni’s way Magazine.

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