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Innovative, originali, addirittura rivoluzionarie sono state le idee di Enrico Mattei alla base della nascita delle infrastrutture che hanno unito l’Italia nel dopoguerra, della rivista “Il Gatto Selvatico” e di altre attività culturali, della promozione della ricerca scientifica con la “Scuola Mattei”, dello sviluppo sostenibile nelle comunità in cui l’azienda agisce, delle iniziative legate al benessere dei lavoratori e delle loro famiglie. Le infrastrutture, la cultura, l’innovazione, il welfare aziendale. Le idee di Mattei sono ancora un lascito inestimabile. Innovazione, passione per le sfide, fiducia nei giovani, integrazione, ricerca, sono solo alcuni dei valori che Mattei ci ha lasciato. È senza dubbio un personaggio chiave della storia italiana del dopoguerra: la sua azione per lo sviluppo e la ripresa economica del Paese ha lasciato un'eredità che è ancora oggi tangibile. Sin da quegli anni si delinea il modo di essere di Eni, la capacità di affrontare sfide molto avanzate e di guardare con fiducia al futuro.

Il miracolo italiano che unisce un Paese

L'Italia esce dalla guerra sconfitta e distrutta e l'economia del Paese è bloccata. Mattei intuisce da subito che il metano, fonte di energia fino ad allora sconosciuta in Europa, è la chiave di volta che permetterà all'industria italiana di dare il via al grande boom economico degli anni Cinquanta. È una scommessa vinta, che permette all’Italia di approvvigionarsi velocemente e a costi molto competitivi. Per far crescere il Paese è necessario "fare rete" creando un sistema di relazioni virtuose tra le imprese: grazie alla partnership con Italcementi, Fiat e Pirelli nasce l'Autostrada del Sole, una grande arteria in grado di collegare il nord e il sud della Penisola creando una connessione fisica tra gli italiani negli anni della motorizzazione di massa. Nasce proprio in quegli anni la rete di stazioni di servizio Agip, che consente ai viaggiatori non solo di fare rifornimento di carburante, ma anche di fare una sosta e un riposo, indispensabili per ripartire e viaggiare sicuri.

“Il Gatto Selvatico”, un pozzo di cultura e conoscenza

Nel 1955 Enrico Mattei affida al poeta Attilio Bertolucci il compito di realizzare la rivista aziendale di Eni, “Il Gatto Selvatico”. Il risultato di questa collaborazione è un mensile elegante e colto, ma allo stesso tempo capace di essere accessibile anche a un pubblico non esperto. Tra le pagine della rivista, già dai primi numeri, compaiono racconti di scrittori importanti: Anna Banti, Giovanni Comisso, Carlo Emilio Gadda, Natalia Ginzburg, Raffaele La Capria, Leonardo Sciascia scrivono per l'azienda piccole storie originali, in gran parte rimaste inedite, spesso illustrate dal talento di Mino Maccari. Alcuni letterati muovono i loro primi passi proprio su queste pagine, come Alberto Bevilacqua, Goffredo Parise e Enzo Siciliano che hanno all'epoca poco più di venticinque anni.

L’arte e il cinema
Nel 1958 è ancora Mattei a sostenere a Milano una grande mostra dedicata a 370 artisti emergenti: molti di questi, da Arnaldo Pomodoro a Piero Dorazio, Renzo Vespignani e Luigi Boille, entrano molto presto a far parte della collezione privata di Eni che vanta oggi capolavori di Giorgio Morandi, Filippo de Pisis, Renato Guttuso, Felice Casorati. Anche il cinema ha un posto importante nella comunicazione dell’azienda: è Mattei a voler affidare a un giovane Bernardo Bertolucci, un soggetto inusuale, il racconto del viaggio del petrolio dai monti Zagros, in Iran, fino all'Europa. Il risultato è "La via del petrolio", l’unico documentario mai realizzato dal regista, considerato - a detta dello stesso autore - il primo passo verso una seconda fase della sua filmografia, quella "epica".

Sguardi al futuro dei talenti di oggi

I laboratori Eni a San Donato Milanese sono un fiore all’occhiello della ricerca scientifica in Italia. Chimici, fisici, ingegneri, biologi, scelti tra i più giovani delle università italiane, lavorano a stretto contatto, promuovendo un metodo di ricerca di tipo interdisciplinare, in grado di mettere in moto un circuito tra formazione accademica e formazione professionale di fondamentale importanza per lo sviluppo occupazionale del Paese. Nel campo dell’innovazione Eni vanta un primato pionieristico con la fondazione nel 1957 di “Agip Nucleare” e la successiva costruzione della centrale elettronucleare di Latina, che al momento di entrare in servizio può vantare il reattore nucleare più grande d’Europa. In questo modo Mattei recupera il primato della scuola fisica italiana, formata dalla pattuglia di allievi di Enrico Fermi che avevano scelto di proseguire sulla strada del nucleare per fini pacifici. Insomma, i valori scelti da Mattei nella formazione sono innovazione, internazionalità, sperimentazione, ma soprattutto fiducia nelle nuove generazioni: nel 1958 nasce la “Scuola Mattei” che da allora ha scelto di scommettere sui giovani, la vera energia del futuro.

Integrazione e sviluppo sostenibile

Nel dicembre 1954 l’accordo con l’Egitto scuote lo scenario petrolifero mondiale dalle fondamenta. A fronte dei contratti di stampo ‘colonialistico’ praticati dalle grandi compagnie petrolifere, Eni fin dagli anni Cinquanta sceglie di riequilibrare il regime normativo vigente e stabilire un rapporto paritario con i paesi produttori, creando le basi di un modello di sviluppo economico responsabile. L’intesa contempla la partecipazione diretta e la parità decisionale dei paesi produttori di greggio attraverso la costituzione di società miste e un’attività permanente di training professionale per la formazione e l’addestramento di quadri e manager locali. “Il petrolio è loro” amava dire Mattei, nella convinzione che fosse necessario rendere autonomi i paesi produttori dal punto di vista dell’approvvigionamento energetico, scegliendo la via del dialogo e del rispetto delle culture. Questo approccio è alla base di quello che oggi Eni definisce come impegno per lo sviluppo sostenibile.

I lavoratori al centro

Fin dall’inizio Eni si distingue anche per una politica molto attenta verso i propri dipendenti, che maturano negli anni un forte orgoglio di appartenenza. L’attenzione al dipendente, che anticipa di circa trent’anni il concetto di “welfare aziendale”, si riflette in una serie di iniziative per facilitare le attività dei lavoratori del gruppo. A cominciare dalla costruzione di Metanopoli, la città del metano, a San Donato Milanese: un intero quartiere dedicato agli uffici di ultima generazione, alle case per i dipendenti (acquistabili a prezzi molto vantaggiosi) agli spazi per le attività extra lavorative, come lo stadio con campo da calcio, piscina, cinema, teatri e perfino una chiesa, dedicata a Santa Barbara, realizzata dai maggiori artisti dell’epoca. A Borca di Cadore e a Cesenatico nascono villaggi e colonie per il tempo libero destinati ai dipendenti e alle loro famiglie.

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Voci collegate

Eni: la storia di una grande impresa

Il ritratto di una grande impresa nella storia: cooperazione, internazionalità, sostenibilità hanno contraddistinto dall’inizio le nostre attività.

Enrico Mattei. Le parole e le testimonianze

I materiali che fanno la storia di Enrico Mattei: gli ebook, filmati e documenti autentici realizzati da Eni in collaborazione con Rizzoli.

Il patrimonio artistico di Eni

Il patrimonio artistico di Eni è frutto della sensibilità artistica del suo fondatore, Enrico Mattei.

La Scuola Mattei

La Scuola Mattei è dedicata alla formazione post-universitaria in management ed economia dell’energia e dell’ambiente.

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