Overview

Oltre a essere comunemente celebrato come uno tra gli storici magnati del petrolio, Enrico Mattei è stato anche un fine mecenate sensibile al valore dell’arte e della cultura. Nel corso della sua carriera, il fondatore di Eni acquisisce innumerevoli opere di pregio che vanno a costituire progressivamente una collezione d’arte aziendale cogliendo il genio di talentuosi giovani emergenti che divengono presto nomi conosciuti nel panorama artistico contemporaneo. Ecco la storia del patrimonio artistico di Eni.

La riscoperta del patrimonio artistico di Eni

Enrico Mattei matura fin dalla prima giovinezza una spiccata sensibilità per l’arte e per la cultura. Risalgono a lui le prime acquisizioni che vanno a costituire la collezione d’arte aziendale arrivata oggi a contare:
  • trecentosettantatré dipinti
  • duecentotredici litografie
  • trenta sculture e cinquanta esemplari tra mobili, tappeti e oggetti d’arte.
Il primo Presidente di Eni, collezionista e frequentatore di gallerie d’arte storiche, era convinto che il considerevole patrimonio di cui è in possesso dovesse essere collocato nelle aree comuni dell’azienda per promuovere anche tra i dipendenti la sensibilità artistica e il gusto per l’estetica. Molte delle opere firmate da alcuni dei grandi artisti del Novecento vengono da subito destinate a impreziosire locali, uffici e sale di rappresentanza dell’azienda. Ancora oggi il patrimonio artistico Eni non è conservato nei caveau aziendali ma esposto nelle sale riunione, negli uffici dei Top Manager e nelle sale di rappresentanza. In continuità con la politica del suo fondatore, Eni successivamente avvia un importante progetto di valorizzazione delle proprie opere terminato con il censimento completo di tutto il suo patrimonio artistico. L’iniziativa inizia nel 2008 con la cessione temporanea di opere all’esterno che arrivò addirittura oltreoceano, nella città di New York dove il prestigioso Museo d’Arte Moderna Moma chiede in prestito a Eni una celebre natura morta realizzata da Giorgio Morandi.

Giovani artisti in mostra a Milano

Il 10 maggio 1958 a Milano il cielo è terso e nell’aria c’è grande fervore. Motivo di tanta attesa è l’inaugurazione, nel Palazzo della Permanente, della mostra Giovani artisti italiani organizzata dal quotidiano Il Giorno di cui è editore Enrico Mattei. Davanti ai cancelli dell’edificio restaurato da qualche anno si è raccolto un buon numero di visitatori destinati a crescere nel corso della giornata. Gli artisti partecipanti all’esposizione sono 130 per un totale di 370 opere esposte. Ci sono pittori e scultori di ogni tendenza, dai figurativi agli astrattisti di diverse scuole e denominazioni. Spiccano in particolar modo il gruppo dei nucleari milanesi con Roberto Crippa, Gianni Dova e Gianni Bertini e i sodali del gruppo romano “Forma1” capitanato da Piero Dorazio, Carla Accardi e Pietro Consagra. Sono presenti anche i fratelli Giò e Arnaldo Pomodoro che presto diventeranno maestri della scultura internazionale.

La catalogazione completa delle opere

In linea con le operazioni di archiviazione intraprese dalle grandi collezioni aziendali degli istituti di credito Monte dei Paschi di Siena, Gruppo Intesa e Unicredit, Eni completa nel 2009 un censimento analitico di tutto il suo patrimonio le cui procedure di assegnazione sono disponibili in fondo alla pagina. Frutto di questo intenso lavoro che ha visto la collaborazione di esperti e critici d’arte, è stato il volume Arte dell’energia. Capolavori del Novecento nelle collezioni artistiche Eni, pubblicato nel 2010. Tra le firme prestigiose della collezione vi sono Giorgio Morandi, Filippo De Pisis, Mario Mafai e Felice Casorati, Arturo Tosi, Fiorenzo Tomea, Mario Sironi, Renato Birolli, Bruno Cassinari e Aligi Sassu, e ancora Enrico Castellani, Alighiero Boetti, Mimmo Rotella, Carla Accardi e Valerio Adami. In questa chiave, il patrimonio Eni si presenta come depositario di diversi linguaggi artistici in continua influenza e dialogo tra loro, che si mescolano in un caleidoscopio di colori e luci capaci di narrare l’evolvere dei tempi, ma anche di affermare la forza dell’arte come promotrice del dialogo al di là delle barriere della storia e della cultura.

Voci collegate

Le riviste storiche di Eni

“Gatto Selvatico” ed “Ecos” sono le riviste aziendali di Eni. Vi hanno collaborato alcuni degli scrittori italiani più importanti.

I fondi dell’Archivio storico di Eni

L’Archivio Storico di Eni raccoglie migliaia di documenti sull’attività del Gruppo prodotti dall’inizio agli anni Ottanta del Novecento.

Le fotografie dell’Archivio storico di Eni

L’archivio fotografico di Eni è suddiviso in più fondi: la storia per immagini di un’azienda innovativa.

Eni Movies, l’Archivio audiovisivo di Eni

L’archivio cinematografico di Eni comprende materiale audio e video di qualità realizzato nel corso degli anni.
Back to top