Overview

Sin dall’inizio abbiamo messo al centro delle nostre attività le persone: per loro abbiamo iniziato a produrre energia e con loro abbiamo continuato a lavorare. Ecco la storia della nostra azienda dalla sua fondazione fino a oggi, passando attraverso relazioni internazionali, acquisizioni e mutamenti storici. La “formula Mattei” lanciata dal nostro fondatore, basata sulla cooperazione e l’integrazione con i Paesi e le comunità con cui lavoriamo, è il filo rosso che collega le tappe principali della nostra storia.

Dal 1953 al 1972: i primi passi di Eni

A partire dalla fondazione nel 1953 Eni instaura un rapporto molto stretto con le persone, che negli anni maturano un forte senso di appartenenza e orgoglio. Nascono iniziative per facilitare le attività dei lavoratori: a Borca di Cadore e a Cesenatico nascono villaggi e colonie per il tempo libero, nelle sedi di Roma e San Donato Milanese vengono costruiti complessi residenziali destinati ai dipendenti. Nel giro di pochi anni Eni può contare su una forte struttura organizzativa, con 56.000 dipendenti, tecnici di grande esperienza, laboratori di ricerca d’avanguardia e una Scuola Superiore di Studi sugli Idrocarburi istituita per la formazione dei quadri e dei dirigenti italiani e stranieri. La necessità di portare energia al Paese ci spinge ben presto oltre i confini nazionali. Nel dicembre 1954 un accordo con il governo egiziano guidato da Nasser scuote dalle fondamenta lo scenario petrolifero mondiale. L’intesa contempla infatti la partecipazione diretta e la parità decisionale dei paesi produttori di greggio attraverso la costituzione di società miste. Riproposta da Eni tre anni dopo, in una convenzione siglata nel marzo 1957 con lo scià di Persia Reza Phlevi e la compagnia nazionale iraniana, questa nuova formula – conosciuta come “formula Mattei” - avrebbe segnato l’inizio di una svolta nelle relazioni tra Paesi produttori e compagnie petrolifere.

Eni, la Russia e la Cina

La posizione di Eni nello scenario geopolitico degli anni della “Guerra fredda” acquista particolare rilievo grazie all’accordo firmato nell’ottobre 1960 con il Governo sovietico per l’importazione di greggio russo in Italia a prezzi molto convenienti. Negli stessi anni Eni riesce ad aprirsi dei varchi di collaborazione con la Cina. Nel 1958 Mattei riesce a stabilire relazioni e a siglare accordi estese a più attività. I rapporti tra Oriente e Occidente sono ancora molto frammentari e il contrasto con la Russia si è fatto aspro: Mosca ha richiamato in patria i propri tecnici causando in Cina l’interruzione dell’attività in interi complessi produttivi. Per l’attuazione dei suoi piani di industrializzazione e di sviluppo economico la Cina chiede aiuto ai Paesi occidentali: l’Eni di Mattei, collaborando con il Paese, si trova a svolgere una delicata e coraggiosa funzione di raccordo sulla scena diplomatica.

La strategia che si stratifica
Negli anni seguenti Eni decide di adottare una duplice strategia: sul versante petrolifero stipula contratti in joint venture con alcune compagnie straniere per la fornitura di greggio (Egitto, Iran, Libia, Tunisia). In Italia punta invece a rafforzare le posizioni sul mercato energetico con l’acquisizione di Italgas, nel 1967, e il potenziamento del settore petrolchimico.

Dal 1972 al 1998: nuovi accordi e quotazioni

In questi anni si susseguono accordi internazionali, improntati all’allargamento della panoramica nazionale e al dialogo con le comunità. A quello sottoscritto con il governo libico nel settembre del 1974 seguono ulteriori intese in Egitto, Nigeria e Tunisia. Dal 1976 Eni può contare su due nuovi giacimenti petroliferi scoperti nel settore inglese del Mare del Nord. Determinante si rivela la strategia volta alla realizzazione di grandi infrastrutture di trasporto del gas metano su lunghe distanze con la costruzione di una rete di condotte per migliaia di chilometri in Europa e attraverso il Mediterraneo, un’opera impensabile solo pochi anni prima. La forte attività di esplorazione e produzione di olio e gas permette a Eni di superare la congiuntura negativa causata dalla seconda crisi petrolifera del 1979-80 che segue quella del 1973 in occasione della guerra del Kippur. Nel 1983, dopo l’entrata in funzione del gasdotto sottomarino Transmed che collega l’Algeria alla Sicilia attraversando la Tunisia, viene siglato un nuovo accordo con la Libia: al suo centro lo sfruttamento di Boùri, il più grande giacimento petrolifero del Mediterraneo. L’anno successivo Eni scopre altri giacimenti in Egitto, nel Golfo del Messico, in Congo e consolida la propria presenza in Nigeria. Nel 1988 si scopre petrolio di ottima qualità anche in Italia, nella Val d’Agri, in Basilicata, il più grande giacimento on-shore dell’Europa continentale. Con un decreto legge dell’agosto 1992 Eni viene trasformata da ente pubblico in Società per azioni e realizza il passaggio verso il mercato: la quotazione alla Borsa italiana e al New York Stock Exchange alla fine del 1995 e la cessione in successive tranches di azioni presso investitori istituzionali, risparmiatori e dipendenti.

Dal 1998 al 2009: internazionalizzazione e sostenibilità

In questi anni Eni si trova ad affrontare il cambiamento di strategia nella vendita del metano. In seguito all’approvazione, nella seconda metà degli anni Novanta, delle direttive dell’Unione Europea per il settore elettrico e il comparto metanifero, nel 2000 prende il via la liberalizzazione dei mercati. Nel frattempo circa il 70% del capitale di Eni passa in mano ad azionisti privati. Il processo si completa con la trasformazione delle principali società caposettore in “divisioni”, permettendo a Eni di diventare una società operativa a tutti gli effetti. Ha così inizio un processo sempre più intenso di internazionalizzazione. Viene avviato lo sviluppo del più importante giacimento di petrolio scoperto negli ultimi trent’anni, quello kazaco di Kashagan, nel Mar Caspio settentrionale. Nel 2003 entra in funzione il gasdotto “Blue Stream”, una joint venture tra Eni e Gazprom per trasportare il gas dalla Russia meridionale fino ad Ankara, capitale della Turchia. Gli anni dal 2005 al 2009 vedono lo sviluppo di progetti e di accordi internazionali, l’acquisizione di giacimenti nelle aree più importanti al mondo e il rafforzamento della leadership nel mercato europeo del gas. Massima attenzione è stata attribuita alle tematiche della qualità, dell’innovazione e della cooperazione, in una parola alla “sostenibilità”. Proprio nella sostenibilità Eni è attualmente al vertice delle classifiche mondiali, come confermano i numerosi riconoscimenti ottenuti a livello internazionale a partire dall’ingresso nel Dow Jones Sustainability Index World. Obiettivi conseguiti tenendo fede alla missione di Eni, un’impresa integrata nell'energia, impegnata a crescere nell'attività del petrolio e gas naturale, facendo della cooperazione e dell’amicizia con i Paesi in cui opera la leva strategica dei propri successi.

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