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In Italia si estrae petrolio e gas fin dai tempi più antichi. Le attività di estrazione si intensificano da inizio Novecento per ricavare carburanti per i veicoli a motore, ma a farla da padrone sono le grandi compagnie straniere, che influenzano pesantemente politica ed economia del Paese. Il primo passo per dotare l’Italia di una propria azienda energetica è la creazione dell’Agip nel 1926, ma la svolta arriva solo nel 1953 con la fondazione di Eni. Innovazione tecnologica, formazione professionale e visione internazionale sono fin da subito i pilastri del nostro modo di operare, rendendoci una compagnia globale su cui possono contare sia l’Italia sia i Paesi produttori. Ecco la storia della ricerca petrolifera italiana dai suoi esordi alla nascita di Eni.

L’olio di pietra

In Italia il petrolio è conosciuto e utilizzato fin dall’antichità. Bitume e greggio venivano estratti da affioramenti naturali e miniere e utilizzati per gli usi più disparati: dall’impermeabilizzazione delle navi alle preparazioni medicinali. Il termine stesso petrolio deriva dal latino medievale “Petrae oleum” ovvero “olio di pietra”.

Carburante per la modernità

A metà Ottocento si affermano le tecnologie di perforazione americane e con l’Unità d’Italia si moltiplicano i tentativi di estrarre idrocarburi dal sottosuolo della Penisola. I metodi sono ancora rudimentali e le aziende di tipo artigianale, le condizioni di lavoro e le conseguenze sull’ambiente sono molto dure: i pozzi vengono scavati a mano e per non soccombere ai vapori velenosi gli operai si alternano su turni di dieci minuti. Non c’è traccia di depurazione e i residui di lavorazione vengono rilasciati direttamente nel terreno e nei corsi d’acqua. Per tutto l’Ottocento si cerca soprattutto gas per l’illuminazione pubblica, ma da inizio Novecento si comincia a cercare anche petrolio, da cui ricavare carburanti per i veicoli a motore.

Il dominio delle compagnie straniere

La Prima Guerra Mondiale e gli anni Venti segnano a livello globale l’inizio dell’era del petrolio, con le grandi compagnie europee e statunitensi che consolidano le loro attività in Nord America, Medio Oriente, Caucaso e anche in Italia. Il nostro Paese è il primo produttore europeo di idrocarburi, ma il settore è dominato dagli stranieri. L’industria italiana è arretrata e ancor di più lo è il settore petrolifero ed energetico, con piccole aziende che operano sul territorio nazionale e cominciano ad espandersi anche all’estero, ma senza poter reggere la concorrenza delle corporation. In questi anni i grandi gruppi stranieri arrivano a condizionare pesantemente la politica e l’economia del Paese.

Primi passi per una politica energetica nazionale

Il primo tentativo di dotare l’Italia di una propria compagnia petrolifera arriva nel 1926 con la fondazione dell’Agip - Azienda Generale Italiana Petroli. Nonostante i finanziamenti siano cronicamente insufficienti, l’Agip riesce a condurre le prime operazioni di esplorazione ed estrazione sia in Italia che all’estero, nelle colonie in Africa e in Medio Oriente. Una scelta vincente è la decisione di utilizzare le più avanzate tecnologie di esplorazione americane, che infatti le permettono di scoprire un grande giacimento di metano in Val Padana. Si è però ormai sull’orlo della Seconda Guerra mondiale e l’Italia è succube della Germania, per cui il Governo decide di tenere segreta la scoperta in attesa di avere i mezzi e l’indipendenza per estrarre il gas senza influenze straniere.

La svolta Eni: energia per il miracolo italiano

Dopo la Seconda Guerra Mondiale l’Italia è in ginocchio e gli Alleati chiedono la liquidazione dell’Agip. Il Governo ne affida l’incarico a Enrico Mattei, che però di fronte agli studi sul gas in Pianura Padana decide di intensificare le attività di esplorazione, utilizzando tecnologie di ultima generazione e mandando i tecnici a studiare negli Stati Uniti. È in questi anni cruciali che si conferma la nostra scelta di puntare su innovazione, formazione professionale e sicurezza sul lavoro, uscendo definitivamente dall’epoca pionieristica dell’industria petrolifera. I calcoli dei tecnici Agip si rivelano esatti e con i primi successi nell’estrazione Mattei convince il Governo a fondare la prima vera grande compagnia energetica nazionale. È così che nel 1953 nasce l’Eni – Ente Nazionale Idrocarburi, che negli stessi anni comincerà anche a distribuire metano e carburanti a famiglie e aziende. L’Italia ha finalmente l’energia per vivere il suo miracolo economico, grazie al quale diventerà il Paese moderno che conosciamo oggi. Consolidato il proprio successo sul piano nazionale, negli anni successivi abbiamo allargato la nostra visione al contesto globale adottando un atteggiamento di collaborazione con i Paesi produttori, coinvolti in modo paritario in un’ottica di sviluppo reciproco.

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