Overview

Rischio Paese
Gran parte delle risorse di olio e gas trattate da Eni proviene da Paesi non OCSE, che per ragioni storiche e culturali sono purtroppo caratterizzati da maggiore instabilità politica, economica e sociale rispetto ai Paesi sviluppati. Per questa ragione le nostre operazioni sono potenzialmente vulnerabili a una molteplicità di rischi riassumibile nel concetto di rischio Paese, in particolare lo sono quelle upstream. Cambiamenti drastici nel quadro legislativo e fiscale, inflazione fuori controllo, crisi economiche, tensioni sociali, rivoluzioni, sabotaggi e veri e propri conflitti armati sono fra le principali eventualità che Eni prende in considerazione nella valutazione e gestione del rischio Paese. Le aree su cui concentriamo maggiormente la nostra attenzione sono Libia, Nigeria e Russia. Aspetti importanti del rischio Paese sono il suo essere strettamente connesso all’andamento dei prezzi degli idrocarburi e il riguardare strettamente sia Eni sia i suoi Paesi partner. In questa pagina sono riassunti i principali aspetti dell’analisi e gestione del rischio Paese.

Situazione generale

Al 31 dicembre 2015, circa l’81% delle riserve certe di idrocarburi e circa il 60% degli approvvigionamenti long-term di gas di Eni provenivano da Paesi non OCSE, principalmente da Africa, Russia, Asia Centrale e America Meridionale. Questi Paesi sono caratterizzati per ragioni storiche e culturali da un minore grado di stabilità politica, sociale ed economica rispetto ai Paesi sviluppati dell’OCSE. Pertanto Eni è esposta ai rischi di possibili evoluzioni negative del quadro politico, sociale e macroeconomico che possono sfociare in eventi destabilizzanti quali conflitti interni, rivoluzioni, instaurazione di regimi non democratici e altre forme di disordine civile, contrazione dell’attività economica e difficoltà finanziarie dei governi locali con ricadute sulla solvibilità degli Enti di Stato, elevati livelli di inflazione, svalutazione della moneta e fenomeni similari tali da compromettere in modo temporaneo o permanente la capacità di Eni di operare in condizioni economiche e di assicurarsi l’accesso alle riserve di idrocarburi e l’approvvigionamento di gas.

Aspetti del rischio Paese

Altri rischi connessi all’attività in tali Paesi sono rappresentati da:
  • mancanza di un quadro legislativo stabile e incertezze sulla tutela dei diritti della compagnia straniera in caso di inadempienze contrattuali da parte di soggetti privati o Enti di Stato.
  • Sviluppi o applicazioni penalizzanti di leggi, regolamenti, modifiche contrattuali unilaterali che comportano la riduzione di valore degli asset Eni, disinvestimenti forzosi, nazionalizzazioni ed espropriazioni.
  • Restrizioni di varia natura sulle attività di esplorazione, produzione, importazione ed esportazione.
  • Incrementi della fiscalità applicabile.
  • Percezione negativa di alcuni stakeholder locali e internazionali sulle attività dell’industry Oil & Gas con impatti anche a livello mediatico.
  • Conflitti sociali interni che sfociano in guerre, atti di sabotaggio, attentati, violenze e accadimenti simili. Nel recente passato la Libia è stato uno dei Paesi maggiormente esposti a questo tipo di rischio, in conseguenza del vasto movimento politico e sociale che ha interessato il Medio Oriente e l’Africa Settentrionale noto come Primavera Araba. In Libia questo ha determinato l’acuirsi delle tensioni politiche interne sfociate in una rivoluzione, causando il cambio di regime e un lungo conflitto civile. Nel 2015 l’attività produttiva in Libia è stata regolare e ha erogato 365 mila boe/giorno, il livello più elevato dal 2010. Si ritiene che il quadro socio-politico della Libia, anche alla luce dei recenti episodi di escalation militare, continuerà a costituire un fattore di rischio e d’incertezza nel prossimo futuro. Nel 2015 la Libia ha rappresentato circa il 20% della produzione d’idrocarburi complessiva di Eni, tale incidenza rimarrà significativa negli anni del piano quadriennale 2016-2019, nonostante un certo ridimensionamento rispetto al 2015. Nell’ipotesi di sviluppi geopolitici di maggiore rilevanza quali la ripresa del conflitto interno, atti di guerra, sabotaggi, tensioni sociali, proteste di massa e altri disordini civili Eni potrebbe essere costretta per il venir meno delle condizioni di sicurezza a interrompere in parte o in tutto le attività produttive presso gli impianti localizzati nel Paese per periodi più o meno prolungati, il che eventualmente determinerebbe gravi ricadute sui risultati economici, il cash flow e le prospettive del business. Altro Paese dove si sono verificati nel passato recente episodi di disruption è la Nigeria, sotto forma di atti di sabotaggio, furti, attentati alla sicurezza e altre forme di danni dirette alle installazioni produttive di Eni in particolare nell’area onshore del Delta del Niger, impattando la continuità produttiva. Per scontare possibili rischi di sviluppi geopolitici sfavorevoli in Libia, ma anche in altri Paesi dove Eni conduce le operazioni upstream, che potrebbero determinare interruzioni più o meno prolungate delle attività di sviluppo e produzione degli idrocarburi in dipendenza della gravità di tali sviluppi come potrebbero essere conflitti interni, tensioni sociali, violenza, atti di guerra e altri disordini civili o rischi upstream di altro tipo (ad esempio ambientali o legati alla complessità delle operazioni) il management ha applicato ai livelli produttivi target del piano quadriennale 2016-2019 un taglio lineare (“haircut”) quantificato sulla base del proprio apprezzamento di tali tipi di rischi, dell’esperienza passata e di altri fattori. Tuttavia tale contingency sulle produzioni future non copre le conseguenze di eventi di portata straordinaria (cosiddetto “worst case scenario”) ai quali sono associabili interruzioni delle attività produttive per periodi rilevanti.
  • Difficoltà di reperimento di fornitori internazionali in contesti operativi critici.
  • Complessi iter di rilascio di autorizzazioni e permessi che impattano sul time-to-market dei progetti di sviluppo.

Rischio Paese e prezzo degli idrocarburi

Data l’entità delle riserve di Eni situate in tali Paesi, la Compagnia è particolarmente esposta a questo tipo di rischio nelle attività upstream. Eni monitora in maniera costante i rischi di natura politica, sociale ed economica dei circa 60 Paesi dove ha investito o intende investire, al fine della valutazione economico-finanziaria e della selezione degli investimenti di cui il rischio Paese è parte integrante. Ferma restando la loro natura imprevedibile, tali eventi possono avere impatti negativi significativi sui risultati economico-finanziari attesi di Eni. Nello scenario corrente, il crollo del prezzo del petrolio rappresenta una criticità per la situazione finanziaria di alcuni importanti Paesi nei quali sono localizzate le riserve di Eni, con l’aumento del rischio default e di conseguenza dell’instabilità politica, sociale ed economica. Eni è partner delle società petrolifere di tali Stati oltre che fornitore di idrocarburi. A protezione di Eni, gli accordi di joint ventures prevedono generalmente “clausole di default” a tutela dei partner non defaulting che prevedono che questi ultimi possano rivalersi sulle quote di produzione dei partner in default o subentrare nei diritti.

Sanzioni economiche contro la Russia

Le tensioni geopolitiche tra Russia e Ucraina in merito alla sovranità sulla Crimea hanno portato all’adozione di importanti misure sanzionatorie nei confronti della Russia da parte degli USA e dell’UE. Tali sanzioni colpiscono principalmente i settori finanziario e della ricerca e produzione di idrocarburi. Circa il 30% degli approvvigionamenti di gas long-term di Eni proviene dalla Russia. Inoltre Eni è partner della società petrolifera russa Rosneft in diversi progetti esplorativi nel Mare di Barents russo e nel Mar Nero. Le misure restrittive prevedono delle esenzioni per i progetti in corso. Il regime delle sanzioni potrebbe inoltre variare in base all’evoluzione della situazione politica.

Voci collegate

Il rischio di mercato

Eni gestisce attivamente i rischi di mercato, derivanti dall’andamento dei tassi di cambi, dei tassi d’interesse e dei prezzi delle commodity.

Rischio di credito

Eni gestisce in modo differenziato il rischio credito, a seconda che le sue controparti siano di natura commerciale o finanziaria.

Rischio di liquidità

Eni gestisce il rischio liquidità grazie a una specifica struttura finanziaria e allo stato attuale dispone di fonti di finanziamento adeguate.

Rischi specifici dell’attività di ricerca e produzione di idrocarburi

Eni valuta e gestisce attivamente i rischi specifici connessi alle operazioni di ricerca, sviluppo e produzione di gas e olio.

Il rischio operation e rischi connessi in materia HS&E

Eni previene i rischi operativi legati alle sue attività industriali, rispettando la normativa internazionale e applicando best practices.

Rischi e incertezze associati con il quadro competitivo del settore europeo del gas

Eni si adatta efficacemente all’andamento del mercato europeo del gas, caratterizzato da bassa domanda, ampia offerta e forte competitività.

Rischio di coinvolgimento in procedimenti legali e indagini anticorruzione

Eni gestisce la possibilità di essere coinvolta in azioni legali stanziando un fondo specifico in bilancio e valutando i fattori di rischio.

Rischio di cyber attack

Eni è in grado di continuare o ripristinare la sua operatività in caso di interruzioni, incidenti o cyber attack ai suoi sistemi informativi.
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