Overview

I progetti di sostenibilità di Eni in Kenya
In questo approfondimento:
 
     
  • studi di baseline sul contesto sociale e sanitario
  • salute: acquisto e fornitura di attrezzature mediche e pozzi d’acqua nella zona costiera
  • accesso all’acqua: pozzi d’acqua nella zona costiera a nord del Paese
  • educazione e accesso all’energia: luce a Dadaab, l’energia del dialogo
  • investire in una generazione: aggiornamento del progetto
  • l’importanza della sicurezza in un seminario sui diritti umani

Accesso all’acqua

L’industria Oil & Gas nel Paese è in fase embrionale, ma sta già contribuendo a colmare alcune lacune attraverso interventi sociali diretti sul territorio. Nell'ambito del suo approccio di business e in linea con gli obblighi verso la regione e le sue comunità, Eni Kenya B.V., con l'assistenza delle comunità locali e dell’unità Salute di Milano, ha condotto uno studio socio-sanitario relativo alla costa settentrionale del Kenya e alle regioni circostanti (con attenzione specifica alle Contee del fiume Tana, Kilifi e Lamu). Queste aree sono tra quelle in Kenya storicamente emarginate e colpite da elevati tassi di morbilità e mortalità e da uno scarso accesso all'acqua pulita, in particolare per le comunità dell'isola. La Contea di Lamu, una delle sei Contee costiere in Kenya, è stata identificata come quella con le esigenze più urgenti. L'acqua proviene dai mezzi tradizionali di raccolta delle acque piovane e da pozzi poco profondi. Spesso è contaminata e non idonea al consumo, con conseguente alta percentuale di casi di tifo, Escherichia coli e altre malattie causate dall'insalubrità dell’acqua. I risultati sono stati condivisi con tutti i soggetti interessati e un programma dedicato è stato progettato e concordato con il governo della Contea di Lamu, attraverso un memorandum d’intesa sottoscritto il 10 novembre 2014. A seguito del completamento del primo studio idrogeologico sull'isola di Pate - lo studio ha evidenziato come nessuno degli oltre 200 “pozzi” disponibili nella zona fornisse acqua dolce e solo la salmastra, se non direttamente salata - sono stati perforati due pozzi profondi (200 metri), uno nel villaggio di Siyu e un secondo nel villaggio di Pate. I risultati hanno mostrato una resa incoraggiante. Tuttavia le analisi di laboratorio hanno indicato che gli acquiferi nei due villaggi erano inadatti al consumo umano e avrebbero necessitato di ulteriori filtrazioni. Grazie al design modulare e flessibile del programma, Eni Kenya B.V. ha potuto stanziare fondi per l'impianto di dissalazione originariamente non previsto che completerà il lavoro effettuato su ciascuno dei due pozzi forati. Le competenze interne hanno contribuito a progettare un’unità a osmosi inversa completamente alimentata da energia solare, in grado di produrre circa 20.000 litri al giorno. I beneficiari diretti del progetto sono i membri della comunità di Siyu, circa 2.000 abitanti ma, in periodi secchi l’impianto può aiutare oltre 6.500 persone ogni giorno. Tale approccio sarà il primo del suo genere nella regione e viene considerato con grande interesse dalle comunità e dal governo della Contea perché si prevede che rappresenti il ​​punto di riferimento non solo per gli interventi di responsabilità sociale, ma per tutto lo sviluppo di aree emarginate. Per il progetto sono state selezionate aziende keniane, è stata effettuata una sensibilizzazione “Baraza” (“community meeting”) sul campo e sarà fornita adeguata formazione per assicurare una vita duratura all'impianto.

Salute

Studi di baseline sul contesto sociale e sanitario (2014)

Eni ha realizzato gli studi nelle contee di Lamu, Kilifi e Tana consultando diversi stakeholder: ONG e organizzazioni locali, agenzie per lo sviluppo, professionisti del mondo del business e autorità governative competenti. Gli impegni con le comunità contemplavano i seguenti aspetti
  • interviste sul territorio
  • discussioni focus group
  • visite sul campo
I risultati raccolti e la proposta di strategia di intervento sono stati condivisi con il Ministero dell'Energia e del Petrolio. La contea di Lamu è stata identificata come la contea di interesse, alla luce di questi elementi:
  • elevati tassi di morbilità e mortalità
  • dimensioni medie delle famiglie nel Paese
  • i villaggi estremamente remoti: Pate, Siyu, Faza, Kizingitini e Rasini
  • limitato accesso alle strutture mediche

Accesso a una migliore assistenza sanitaria: acquisto e fornitura di attrezzature mediche

Eni Kenya ha concluso l'acquisto di apparecchiature mediche di laboratorio e per la sala operatoria dell’ospedale di Witu, villaggio situato all’interno della contea di Lamu. Dopo la lunga procedura d’appalto i contratti sono stati assegnati a tre fornitori keniani e la consegna della merce è stata completata nell'agosto del 2016. La messa in funzione della sala operatoria dell’ospedale di Witu è stata condotta dal Vice Presidente William Ruto nell'agosto del 2016.

Educazione

La fornitura di energia sostenibile e l’educazione

Il campo profughi di Dadaab, in Kenya, il più grande al mondo, è stato creato nel 1991 dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) per ospitare i somali in fuga dalla guerra civile e accoglie circa 350.000 persone. In seguito al coinvolgimento dell’AD di Eni, Claudio Descalzi in un evento organizzato dalla Vodafone Foundation con gli studenti del campo, Eni si è impegnata a realizzare diverse attività a supporto dei bisogni dei giovani, in particolare l’accesso all’istruzione attraverso la fornitura di energia sostenibile (come il solare) a strutture educative prive di elettricità e di materiale informatico. Grazie al progetto, da dicembre 2016 due scuole di Dadaab, la Friends Primary School nel campo di Ifo e la Bidii Primary School del campo di Hagadera hanno accesso all’energia elettrica. Ciascuna scuola ha 16 pannelli solari dotati di 14 batterie capaci di fornire elettricità agli impianti per 8 ore continuative al giorno. Gli studenti raggiunti sono oltre 4.300. Inizialmente l’intero progetto avrebbe dovuto coprire 8 scuole con una popolazione beneficiaria di 2.000/2.500 bambini e ragazzi. Ma con i primi due istituti l’impatto è stato già raddoppiato. Nei primi mesi del 2017 altre 9 scuole sono state attrezzate con i medesimi sistemi, per un totale di oltre 7.200 studenti interessati dal programma, oltre a genitori, professori e membri della comunità che utilizzano le strutture non solo per l’apprendimento. Insieme alla luce sono arrivati i computer. Il progetto Dadaab ha quindi installato oltre 40Kw di energia solare, illuminando 11 scuole “primarie”, dove si insegna a leggere e scrivere, e ha interessato un bacino di circa 10.000 persone. Ogni scuola dispone di elettricità per 8 ore continuative al giorno e un contratto di manutenzione che permetterà di fare funzionare efficacemente i sistemi per i prossimi 10 anni. Con le installazioni sono stati realizzati corsi di base sull’energia solare, il suo uso e la sua importanza oltre che sulla manutenzione e la pulizia dei sistemi, a studenti e professori, completando quello che si spera poter essere un percorso virtuoso in un’area così remota. L’iniziativa è coerente con il programma del Ministero dell’Energia e del Petrolio di portare energia a tutte le scuole del Paese, quello di educazione della Contea, il piano di sviluppo delle regioni orientali e di rimpatrio progressivo dei profughi, e con il programma UNHCR (Integrated action plan for sustainable return and reintegration of somali refugees).

Formazione professionale: investire in una generazione, aggiornamento del progetto
Il 16 novembre 106 Eni Kenya ha firmato un MOU con il governatore della contea di Garissa per l'installazione di sistemi solari fotovoltaici in alcune scuole della contea di Garissa. Il piano prevede anche la fornitura di attrezzature ICT e la formazione degli utenti finali all’interno delle istituzioni chiave e alcuni miglioramenti della rete elettrica, come l’illuminazione perimetrale di sicurezza.

Diritti umani
Il 25 febbraio 2015 Eni Kenya, in collaborazione con il Danish Institute e l’Institute for Human Rights and Business, ha tenuto un seminario sui diritti umani, sensibilizzando sul tema dei diritti umani nell'industria Oil & Gas gli stakeholder e i contrattisti locali selezionati da Eni Kenya, con un focus particolare sugli aspetti legati alla sicurezza.

Voci collegate

Le attività di Eni in Kenya

Siamo presenti in Kenya con le attività di upstream, con operazioni offshore su tre blocchi esplorativi nelle acque del Bacino di Lamu.
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