Overview

Congo sostenibilità
In questo approfondimento:

  • le iniziative del progetto integrato Hinda (PIH)
  • il supporto di Eni al Paese nell’ambito dell’accesso all’energia con il Projet integré che comprende le due centrali elettriche Djéno e Congo
  • le attività a favore dell’ecosistema con la riduzione del flaring e la re-iniezione del gas nel giacimento di M’Boundi
  • l’implementazione dei criteri EITI in Congo
  • i progetti per dare valore alla cultura locale
  • la brochure “Congo. Energia, società e sostenibilità” in inglese, scaricabile in formato pdf

Focus sul Progetto Integrato Hinda (PIH)

Il Progetto Integrato Hinda, che è il risultato di un Protocollo di Intesa firmato il 21 agosto 2011 con il governo congolese, ha l’obiettivo di contribuire a migliorare le condizioni di vita e lo sviluppo sostenibile delle comunità locali che si trovano nell’area dove si trovano i giacimenti MBoundi, Kouakouala, Zingali e Loufika (Distretto di Hinda), dove opera Eni Congo. Il progetto ha lo scopo di creare cooperazione e partnership con le autorità locali, la popolazione e le ONG locali e internazionali. Il progetto, che si prevede avrà la durata di almeno 4 anni, coinvolge nel complesso 22 villaggi e oltre 25.000 beneficiari. Per conseguire i propri obiettivi, il PIH opera in diversi settori integrati tramite interventi incentrati su salute, agricoltura, accesso all’acqua, istruzione, a cui si affiancano attività di formazione, creazione delle competenze e animazione sociale. Fornire l’accesso all’energia elettrica è un requisito chiave per le attività del PIH. Di conseguenza è stato incluso un lavoro di elettrificazione di tutti i settori al fine di migliorare l’efficacia e la utilizzabilità dei risultati del progetto. Gli interventi vengono pianificati e monitorati attraverso un sistema di governance che prevede la creazione di comitati di coordinamento con il coinvolgimento di ministeri e unità tecniche governative di riferimento (comitati tecnici). Il sistema di governance è formalizzato tramite un contratto stipulato da Eni Congo e dal governo centrale e prevede la supervisione di un Comité de suivi (Comitato Direttivo). Per tutta la durata delle attività si tengono consultazioni continue con i portatori di interessi prioritari, comprese le autorità locali e nazionali, le ONG e le associazioni e le comunità coinvolte.

Al fine di conseguire un sistema integrato di monitoraggio e valutazione dell’efficacia del progetto, è stata istituita una partnership strategica con l’Earth Institute della Columbia University. Sono state effettuate ricerche sul campo al fine di raccogliere dati per la creazione di una fotografia della base sociale, che serva quale quadro generale di riferimento delle performance. Nel 2015 il Progetto ha fatto registrare risultati significativi. Nel campo della formazione primaria è in corso la costruzione o la ristrutturazione di scuole per circa 2.500 alunni dei villaggi interessati. Inoltre le scuole con il maggior numero di studenti verranno dotate di una mensa.

Alcuni dei risultati conseguiti a partire dall’avvio del progetto sono evidenziati di seguito:

  • ristrutturazione di 9 scuole a cui si affiancano attività di formazione che coinvolgono 10 scuole; partecipazione ad attività di creazione delle competenze destinate agli insegnanti locali
  • prosecuzione delle attività di sensibilizzazione sulla gestione delle mense scolastiche in 5 scuole; fornitura di generi alimentari alle mense (2100 pasti/giorno erogati in 5 mense);
  • rivitalizzazione e formazione di comitati genitori-insegnanti
  • crescita dell’attenzione di alunni e insegnanti alle problematiche igieniche
  • fornitura di materiale didattico.

Inoltre attività di consapevolezza sociale derivanti da accordi speciali correlati al rinnovo dei permessi di estrazione per diversi giacimenti petroliferi, sono state avviate attività per la promozione della cultura nazionale, in particolare nelle aree di Pointe-Noire, Makoua nel nord del Paese e nella capitale Brazzaville. Per facilitare l’accesso di lungo periodo all’acqua, sono stati scavati fino al 31 dicembre 2015, 22 pozzi di acqua potabile, di cui 10 sono stati completati nel 2014, con l’installazione dei relativi sistemi di alimentazione elettrica. Questi pozzi d’acqua comunitari riducono la dura fatica di donne e bambini che percorrono ogni giorno lunghe distanze per raccogliere l’acqua. Inoltre la crescente disponibilità e integrità dell’acqua potabile riduce le patologie gastrointestinali, in tal modo contribuendo ad abbassare il tasso generale di mortalità, in particolare fra i bambini in tenera età. I test sulla qualità dell’acqua erogata dai pozzi scavati nel quadro del progetto vengono effettuati con regolarità e sono state effettuate campagne di incremento dell’attenzione e attività di formazione sulla gestione delle fonti idriche con la collaborazione di una ONG locale (Médecins d’Afrique).

Nel settore sanitario sono state ristrutturate 11 strutture, di cui 5 Centri Sanitari Integrati (Centres de Santé Intégré) e 6 Posti Sanitari (Postes de Santé). Inoltre sono stati creati comitati di gestione congiunti. Queste 11 strutture sanitarie (formations sanitaires - FoSa) sono state provviste di un sistema fotovoltaico e di un sistema di gestione dei rifiuti biomedici. In due anni, 2014 e 2015, sono state vaccinate 29.912 persone, fra cui 7.068 donne in gravidanza e 22.844 bambini di età compresa fra 0 e 11 mesi (area di interesse Hinda e distretti adiacenti). La crescente attenzione alla lotta contro HIV/AIDS e altre malattie prevenibili tramite informazioni adeguate e campagne per la protezione della salute delle madri ha reso possibile raggiungere 148.688 persone. L’elettrificazione dei centri sanitari consente di conservare vaccini e medicine in frigorifero, di effettuare attività chirurgica e di sterilizzare gli strumenti utilizzati per gli interventi chirurgici minori e di effettuare trattamenti medici e assistere le partorienti in particolare di notte. L’elettricità è essenziale anche per la formazione del personale medico e paramedico. Il restauro e la ristrutturazione dei centri sanitari consentono di fornire assistenza medica a oltre 25.000 persone nella regione. Il progetto inoltre offre supporto alla creazione di programmi sanitari nazionali. Nel 2015, grazie alla costruzione di infrastrutture nelle aree di intervento primario (scuola, centri/posti sanitari, pozzi d’acqua), è stato registrato un incremento dell’accesso ai servizi sanitari, della copertura vaccinale per i bambini e delle cure prenatali, della scolarità primaria universale e della disponibilità di acqua potabile.

Nel settore agricolo il PIH ha costruito:

  • un Centre d’Appui Technique et de Ressources Professionnelles - CAPREP [Centro di Supporto Tecnico e Risorse Professionali], per rafforzare/sviluppare le competenze tecniche e professionali e promuovere le attività agricole e i centri locali della superficie agricola nell’area coperta dal progetto
  • un magazzino (Magasin d’Approvisionnement en Intrants et de Commercialisation des Produits Agricoles – MAICOPA) per la conservazione e la commercializzazione di materie prime e prodotti agricoli.

Il progetto inoltre ha costituito sessioni di consapevolezza e formazione comunitaria nelle aree coperte dal progetto, di espansione delle tecniche agricole (Champs Ecole Paysans - CEP) tramite la dimostrazione di tecniche nei 22 villaggi coinvolti, compreso il supporto del comitato di gestione del progetto nelle attività del CEP.

Accesso all’energia

L’accesso a forme moderne di energia sostenibile è un prerequisito per lo sviluppo di tutte le aree. Eni è conscia delle responsabilità e delle opportunità associate al proprio ruolo di società energetica internazionale attiva in oltre 80 paesi in tutto il mondo. Contribuire alla crescita dei sistemi energetici locali è parte integrante della propria strategia di cooperazione allo sviluppo e costituisce un elemento essenziale del lavoro e del business model della società. Questo modello consente ai beneficiari di cogliere nuove opportunità, in tal modo gettando le base per lo sviluppo sostenibile del Paese.

Eni supporta il governo dei Paesi produttori nell’identificazione e pianificazione di soluzioni efficienti per lo sviluppo di sistemi energetici locali. Oltre all’attenzione particolare che la società presta alle peculiarità dei territori in cui opera, queste soluzioni derivano da un approccio basato sulla cultura dell’eccellenza operativa. In questo modo Eni diviene un partner per i paesi attivi nella lotta contro la povertà energetica, in particolare nell’Africa Sub-sahariana. Eni è stata la prima società energetica internazionale ad investire in Africa nella produzione di elettricità tramite lo sfruttamento del gas associato che in precedenza veniva interamente bruciato. Ciò ha offerto alle comunità una opportunità di sviluppo, in tal modo riducendo gli effetti negativi sull’ambiente.

Eni promuove un programma di investimento per lo sviluppo locale in Congo, volto a facilitare l’accesso all’energia delle comunità locali. La strategia di intervento è basata sull’identificazione e lo sviluppo di soluzioni adatte alle necessità locali, in particolare lo sviluppo di soluzioni per la fornitura di energia con sistemi collegati alla rete di distribuzione, comprendenti la costruzione di infrastrutture per la produzione e distribuzione di elettricità, ottimizzando al contempo l’estrazione e il recupero di idrocarburi attraverso la riduzione del flaring.

L’acquisizione del giacimento onshore M’Boundi nel 2007 in Congo ha consentito a Eni di sviluppare un modello di accesso energetico su vasta scala. A seguito di un accordo con la Repubblica del Congo, è stato lanciato un progetto per la produzione e la distribuzione di energia elettrica chiamato “Projet intégré” (Progetto Integrato), comprendente:

  1. Centrale Elettrica Djéno (CED)
  2. Centrale Elettrica Congo (CEC)
  3. Riqualificazione della infrastruttura di trasporto dell’energia (RIT);
  4. Ampliamento della rete di distribuzione dell’energia elettrica fino alla città di Pointe-Noire (DEPN).

Oltre alla Centrale Elettrica Djeno (CED) la cui potenza istallata è stata raddoppiata nel 2009 da 25 a 50 MW, nel 2010 Eni ha costruito la Centrale Elettrica Congo (CEC) che attualmente ha una capacità istallata di 300 MW. Entrambe le centrali congolesi sono alimentate dal gas proveniente dai giacimenti M’Boundi e Marine XII field e sono state inserite in un programma che prevede anche il rilancio e la ricostruzione della rete nazionale ad lato voltaggio fra Brazzaville e Pointe-Noire (510 km) e lo sviluppo della rete di distribuzione dell’energia nel Pointe-Noire. Le centrali CEC e CED attualmente forniscono energia all’intera città, e l’elettricità in eccesso viene inviata a Brazzaville tramite la rete ad alto voltaggio recentemente ristrutturata. Il progetto ha inoltre consentito una diffusa distribuzione dell’elettricità e l’istallazione dell’illuminazione stradata nel Pointe-Noire (DEPN). Negli ultimi tre anni la domanda di elettricità nel Paese è cresciuta da 80 a 170 MW.

Il progetto ha consentito di ampliare la distribuzione andando a coprire l’intera città, che conta oltre 350.000 abitanti, e ha consentito l’istallazione di oltre 6.500 punti di illuminazione stradale, in tal modo migliorando in modo significativo la sicurezza della città. Inoltre nel 2013 è stato perfezionato un nuovo progetto per lo sviluppo del gas proveniente dal giacimento onshore di Kouakouala nei pressi i M’Boundi grazie a un sistema di generatori portatili alimentati a gas istallati nel villaggio vicino (Mboubissi) a fianco del giacimento, grazie al quale sono alimentati 4 pozzi d’acqua, una struttura di assistenza sanitaria e l’illuminazione pubblica.

Il progetto fornisce elettricità a pompe per i pozzi d’acqua potabile, a una struttura sanitaria e per l’illuminazione pubblica. Più in generale le centrali CEC e CED coprono oggi circa il 60% della produzione di energia elettrica nazionale; attualmente la potenzialità della sola centrale CEC sarebbe in grado di soddisfare il consumo medio giornaliero di elettricità del Paese. L’intero Progetto Integrato è stato completato e consegnato ufficialmente alla Repubblica del Congo nel 2015. A questo si aggiunte un più ampio PIH ai cui sensi Eni ha garantito l’accesso all’elettricità a 33 strutture comunitarie (11 centri sanitari e 22 pozzi d’acqua potabile), alimentate da pannelli solari.

Ambiente

Eni Congo è sempre stata conosciuta per il proprio forte impegno nell’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse con l’obiettivo di ridurre la quantità di gas associato bruciato. Il programma zero gas-flaring, completato nel 2015, ha ridotto di circa 1,8 milioni di metri cubi standard/giorno (Sm3/j) il gas bruciato nell’area dal 2013, in tal modo conseguendo l’obiettivo prefissato. L’impegno di ridurre le emissioni in atmosfera viene raggiunto tramite:

  • la gestione razionale dei pozzi di produzione
  • la re-iniezione del gas nel giacimento aumentando al contempo il recupero di petrolio (Kitina e M’Boundi)
  • l’utilizzo del gas per la produzione di energia elettrica per i propri impianti
  • la fornitura di gas alle strutture industriali onshore per la produzione di energia elettrica.

Il 26 novembre 2013, l’istallazione del compressore di gas 360-3 ha segnato l’inizio della re-iniezione di gas nel giacimento M’Boundi. Tale attività si è incrementata a seguito dell’avvio del compressore 365-1 il 03/03/2014 e del compressore 360-1 il 05/03/2014. Dal mese di agosto 2014, l’Oil Center M’Boundi ha re-iniettato circa 1 milione di Sm3/giorno di gas. Grazie alle centrali alimentate a gas (CEC e CED), M’Boundi praticamente non ha bruciato gas a partire dal 2014, in tal modo contribuendo in maniera significativa e positiva all’abbattimento del flaring del gas da parte di Eni Congo.

Trasparenza

Eni supporta una maggiore trasparenza del settore estrattivo e la definizione di uno standard di trasparenza sui pagamenti che costituisca un elemento comune per tutti gli operatori dell’industria. A tal fine oltre a proseguire nel suo impegno a favore dell’Extractive Industries Transparency Initiative (EITI) la Repubblica del Congo è divenuta "EITI compliant" il 27 febbraio 2013 (https://eiti.org/Congo) . Eni sostiene l’EITI in Congo fin dall'inizio, dal 2008. Tra il 2010 e il 2012, l'Amministratore Delegato di Eni Congo è stato anche il secondo Vice Presidente del Comitato Esecutivo, che corrisponde al Multistakeholder Group (MSG) in cui sono coinvolti i rappresentanti delle istituzioni nazionali, dell’industria estrattiva e della società civile. Nel 2014 il gruppo Multistakeholder (cui la consociata Eni partecipa direttamente) ha tenuto 10 incontri.

A fine 2014 è stato pubblicato il report con i dati relativi al 2013 in linea con lo Standard EITI.

Progetti per valorizzazione della cultura locale

In seguito ad accordi speciali legati al rinnovo dei permessi di estrazione per i diversi pozzi, sono state intraprese attività di promozione della cultura nazionale, specialmente nelle zone di Pointe-Noire, Brazzaville e Makoua, al nord del Paese. Questi progetti culturali sono allineati alla vision del governo per costruire infrastrutture efficaci nelle comunità locali così da migliorare la qualità della vita grazie ad uno sviluppo esteso, e consistono nella:

  • espansione del Mémorial Pierre S.De Brazza
  • ristrutturazione del centro culturale di Pointe Noire
  • ristrutturazione della “Case du Gouverneur” a Makoua.

Multimedia

Voci collegate

Le attività di Eni nella Repubblica del Congo

Le attività di Eni in Congo sono indirizzate nel settore Exploration & Production con l’offshore convenzionale e profondo e l’onshore.
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