Overview

In questo approfondimento:

  • i giacimenti onshore e offshore scoperti nel mondo
  • il successo e i risultati ottenuti grazie al dual exploration model

Successi esplorativi

L’attività esplorativa si conferma ancora elemento distintivo del modello upstream di Eni, garantendo una grande base di risorse a costi competitivi, assicurando flessibilità nel breve termine e alimentando la crescita nel lungo periodo. Nel corso del 2018 sono state aggiunte 620 milioni di boe di risorse equity. Importanti scoperte/appraisal sono state effettuate in Egitto, Cipro, Norvegia, Angola, Nigeria, Messico ed Indonesia. Il tasso di successo commerciale raggiunge il 66% in quota Eni, il più elevato degli ultimi diciotto anni.

Finalizzato un accordo in Libia con la National Oil Corporation e BP per rilanciare l’esplorazione nel Paese. L’accordo rafforza la partnership nell’ambito di iniziative di sviluppo sociale attraverso l’attuazione di programmi specifici di istruzione e formazione.

Assegnati i Blocchi 4 e 9 nell’offshore profondo del Libano. Eni possiede di entrambi i blocchi una quota del 40%. Acquisite 124 nuove licenze esplorative con una quota del 100%. Le licenze sono localizzate nell’Eastern North Slope in Alaska, considerata un’area ad alto potenziale minerario, in prossimità di facility produttive esistenti. Sottoscritto il contratto petrolifero per i diritti di esplorazione e sviluppo del Blocco offshore A5-A nelle acque profonde dello Zambesi, in Mozambico. Il blocco sarà operato da Eni con una quota del 59,5%. Assegnata l’operatorship delle licenze Area 24 con una quota del 65% e Area 28 con una quota del 75%, nell’offshore del Messico.

Il portafoglio esplorativo è stato rinnovato attraverso l’acquisizione di circa 29.300 chilometri di nuovo acreage. L’attività esplorativa e di appraisal è stata pari a €750 milioni (€715 milioni nel 2017) ed include gli investimenti di ricerca esplorativa ed i costi di prospezioni, studi geologici e geofisici spesati nel corso dell’esercizio. L’attività esplorativa e di appraisal ha riguardato circa il 45% del totale dell’attività nel 2018 ed è stata eseguita in particolare in Indonesia, Norvegia, Stati Uniti, Angola e Vietnam.  I costi di ricerca esplorativa sostenuti nel 2018 sono pari a €380 milioni (€525 milioni nel 2017) ed includono le radiazioni di pozzi di insuccesso pari a €93 milioni (€252 milioni nel 2017) relativi anche alla radiazione di diritti esplorativi unproved, laddove presenti, associati ai progetti con esito negativo. Le radiazioni hanno riguardato principalmente i progetti in Vietnam e Marocco. A fine esercizio risultano 80 pozzi in progress (40,3 in quota Eni).

Dual Exploration Model

Il Dual Exploration Model è un elemento strutturale della strategia Eni che consente di monetizzare anticipatamente le riserve ottenute dai successi esplorativi attraverso la cessione di quote di minoranza dell'asset, mantenendo comunque il controllo e l’operatorship.

 

Nello specifico:

 - cessione a Mubadala Petroleum, società degli Emirati Arabi, del 10% della concessione di Shorouk nell’offshore dell’Egitto, nella quale si trova il giacimento supergiant a gas di Zohr;

- diluita la partecipazione del blocco esplorativo Nour con l’ingresso di BP con una quota del 25% e di Mubadala con la quota del 20%;

- firmati accordi in Messico per lo scambio di quote di partecipazione di asset esplorativi con la società Lukoil;

- firmato accordo per la cessione, nell’offshore del Messico, di una quota del 35% nella licenza operata di Area 1 dove sono stati scoperti 2,1 miliardi di boe in posto alla società Qatar Petroleum.

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