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13 Giugno 2017Trasparenza e condivisione sullo stato delle attività al Centro Olio Val d’Agri

La Raffineria di Taranto lavora diverse miscele di greggi che hanno provenienza e caratteristiche diverse. La classificazione, quindi, deriva da una valutazione che per la Raffineria di Taranto necessariamente considera tutte le tipologie di greggio trattate nell'impianto e, pertanto, non fa riferimento solamente al greggio della Val d'Agri, che è di una tipologia identificabile e qualitativamente costante.

La classificazione del greggio della Val d’Agri è stata effettuata nel 2011 a seguito di specifiche indagini chimico fisiche, biologiche e tossicologiche.

Eni sta dialogando in modo costruttivo con gli Enti di controllo per chiarire il punto.

 

  • I giornalisti lucani in visita al Centro Olio Val d’AgriI giornalisti lucani in visita al Centro Olio Val d’Agri
  • Nessuna contaminazione delle falde acquifere dalle quali proviene l'acqua a uso civile
  • Nessuna contaminazione da composti organici aromatici oltre la fine dreno
  • Nessuna fuoriuscita di idrocarburi all’esterno dell’area industriale


Dentro il serbatoio, per comprendere le ragioni e conoscere nel dettaglio le attività messe in campo a seguito dello sversamento di greggio verificatosi nello scorso mese di febbraio presso il Centro Olio Val d’Agri. Nel corso di un incontro con la stampa, Eni ha chiarito alcuni aspetti riguardanti l’episodio dal quale è scaturita la chiusura temporanea dell’impianto di Viggiano. La salvaguardia dell’ambiente e la tutela della salute della popolazione sono stati gli obiettivi prioritari delle azioni messe in campo per arginare e bloccare la fuoriuscita di greggio. Non risulta, infatti, nessuna contaminazione delle falde acquifere dalle quali proviene l’acqua a uso civile e nessuna fuoriuscita di idrocarburi all’esterno dell’area industriale. Inoltre, sono state recuperate circa 300 tonnellate di idrocarburi sulle 400 sversate. Eni ha anche presentato alle Autorità competenti il piano di interventi complessivo del COVA composto da: 1.400 controlli su linee olio, completamento del doppio fondo del serbatoio D, quello da cui ha avuto origine la perdita e  ispezioni e collaudi su 12 mila metri di linee interrate. La compagnia petrolifera ha inoltre accertato che la fuoriuscita di greggio è stata causata da un foro di circa 24 millimetri scoperto nel serbatoio D, per il quale lo scorso 22 maggio sono terminati i lavori di realizzazione del doppio fondo.
I giornalisti hanno poi visitato il Centro Olio e in particolare il doppio fondo del serbatoio A da poco ultimato.

documenti allegati


Questa pagina è stata aggiornata il 13/06/17