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L'invaso del Pertusillo

Sulla base delle indagini geognostiche (ovvero l’insieme delle analisi che riguardano le caratteristiche geologiche e geotecniche del terreno) svolte dopo la perdita di idrocarburi dal serbatoio del COVA e in base alle attività di Messa in Sicurezza di Emergenza avviate fin da subito, la contaminazione è stata circoscritta ed è contenuta all’interno dell’area industriale di Viggiano. Tutte le analisi eseguite sulle acque dell’invaso del Pertusillo ad opera di ARPAB, ente deputato al controllo delle acque superficiali destinate alla produzione di acqua potabile, nell’ambito del Progetto di Monitoraggio Ambientale hanno sempre evidenziato il soddisfacimento degli standard imposti dalla normativa per tutti i parametri analizzati. Inoltre l’invaso del Pertusillo è classificato ai sensi della normativa vigente di categoria A2 per l’uso idropotabile (per cui è necessario un trattamento fisico e chimico normale e disinfezione). Le analisi eseguite dall’ARPAB hanno sempre evidenziato il soddisfacimento degli standard imposti dalla normativa per tale uso.

I risultati: le acque del Pertusillo non sono inquinate
Tra gli obiettivi del Piano di Monitoraggio Ambientale, concordato tra Eni e ARPAB, secondo quanto previsto dalla prescrizione n.2 dell’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dalla Regione Basilicata (DGR 627/2011), c’è anche lo status delle matrici ambientali. Sono incluse le acque superficiali, come quelle del Lago del Pertusillo: la sostanziale assenza di fenomeni di inquinamento delle acque ascrivibili alle attività petrolifere in Val d’Agri è confermata dal monitoraggio delle acque superficiali dei corpi idrici recapitanti nel lago che viene condotto mensilmente nell’ambito dello stesso Piano di Monitoraggio, in contraddittorio tra Eni e ARPAB.
Le attività di monitoraggio effettuate tra luglio 2013 e luglio 2014 (a cadenza mensile) da ARPAB, consistenti in determinazioni analitiche su campioni prelevati dal lago, messe a confronto con i campionamenti delle acque, svolti da Eni nel settembre 2014 in otto punti lungo l’asse centrale e in undici punti prossimi alle sponde, finalizzati alla ricerca di idrocarburi e metalli pesanti, hanno prodotto risultati allineati e hanno mostrato un soddisfacente stato qualitativo delle acque.

Gli studi a supporto della tesi
Ci sono studi (Pallanza 1976, NIER 1990), condotti nei primi anni successivi alla realizzazione dell’invaso del Pertusillo (1959-1963), quando in Val d’Agri non era sicuramente attiva la coltivazione petrolifera, che attestano che l’invaso ha da sempre presentato caratteristiche di trofìa accentuata e condizioni geomorfologiche tali da non escludere un precoce interramento della conca lacustre, con una conseguente riduzione della capacità autodepurativa dell’invaso. Infatti l’accumulo di sedimenti favorisce l'interrimento del lago portando a un’alterazione dell'equilibrio acquatico.
Che l’invaso del Pertusillo sarebbe stato soggetto a un lento processo di eutrofizzazione naturale, accelerato in maniera massiccia da interventi antropici, era noto già nei primi anni successivi alla realizzazione dell’invaso, nel 1963, quando lo studio di F. Capozza, intitolato “Influenza del fattore geomorfologico e litologico sul trasporto solido del fiume Agri a monte della diga del Pertusillo”, riportava che “la piena funzionalità dell’invaso sarebbe stata più o meno compromessa nel giro di pochi decenni se si fosse consentito l’accumulo continuo di materiale trasportato dalle acque degli immissari senza provvedere a ridurre in qualche modo il trasporto solido”.

Le cause dell’eutrofizzazione del Pertusillo
Le principali cause che conducono all’eutrofizzazione del Pertusillo sono da ricercarsi nella biomassa trasportata nel bacino, ossia quantitativi di sostanza organica derivante:

  • dalla fitta vegetazione che circonda il lago
  • dagli scarichi idrici che vi confluiscono (dilavamento stradale, depuratori civili, industriali e zootecnici, scarichi abusivi, eccetera)
  • dalla qualità degli immissari influenzati a loro volta dall’uso agricolo del suolo.

 

Oggi, non essendo state svolte le necessarie e periodiche operazioni di pulizia idraulica, a causa delle condizioni trofiche del lago, seppure in netto miglioramento, non possiamo escludere futuri fenomeni di fioriture algali eccezionali, simili a quelli verificatisi nella primavera del 1976 e del 2010.

 


Questa pagina è stata aggiornata il 18/05/17