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Rio +20

La Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (UNCSD), conosciuta come Rio+20, è uno dei più importanti eventi di questo decennio. Gli obiettivi della Conferenza sono: garantire un rinnovato impegno politico per lo sviluppo sostenibile, valutare i risultati raggiunti fino ad oggi, definire le azioni ancora da compiere per il raggiungimento degli obiettivi individuati nel corso dei principali forum sullo sviluppo sostenibile e l'analisi delle sfide emergenti.

I principali temi di dibattito a Rio+20 saranno:


Eni, fornendo il proprio contributo alla preparazione dell' UNCSD vuole assicurare che la voce del business sia presa in considerazione e che sia riconosciuto l'impegno del settore privato nel promuovere iniziative a sostegno dello sviluppo sostenibile.

Di fatto, sin dalla prima Conferenza delle Nazioni Unite tenutasi a Rio nel 1992 su ambiente e sviluppo (UNCED), il ruolo del settore privato nel promuovere uno sviluppo sostenibile si è progressivamente intensificato ed anzi, anche se i progressi non sono sempre uniformemente distribuiti nei vari settori industriali e nei Paesi, spesso è proprio il business ad essere il principale protagonista ed il più all'avanguardia nel fornire soluzioni per la sostenibilità.

 

  • La storiaLa storia
  • I TemiI Temi
  • Iniziative preparatorieIniziative preparatorie
  • BackgroundBackground
  • Agenda 21Agenda 21

Eni ha incorporato nel tempo i principi e le indicazioni di policy emerse nel corso e a seguito del primo Summit di Rio nel 1992, cui prese parte sia direttamente, sia attraverso il centro di ricerca indipendente che aveva fondato pochi anni prima, nel 1989, la Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM).
L'archivio dell'allora Direzione Relazioni Esterne di Eni conserva dieci faldoni, che permettono di ricostruire l'impegno profuso dall'azienda per partecipare al dibattito suscitato da questo evento internazionale e per supportare la presenza italiana al Summit. Già a partire dal 1991 era stato creato un Comitato organizzativo chiamato "Eni Eco ‘92", che si riuniva periodicamente in vista dell'evento del giugno successivo. Sono presenti in archivio studi di sostenibilità, progetti e programmi da cui emerge come eni sia stata l'unica impresa italiana coinvolta nel processo. L'azienda svolse anche un ruolo di disseminazione e promozione dell'evento, tramite l'organizzazione di seminari e convegni e la realizzazione di una campagna pubblicitaria sul tema delle tecnologie a servizio dell'ambiente.
In occasione dell'UNCED la Fondazione Eni Enrico Mattei ha dato sostegno alla delegazione italiana fornendo la propria assistenza e competenza su una vasta gamma di argomenti economici, ambientali e sociali.
Questo è stato solo il punto di partenza per una collaborazione tra FEEM e delegazione italiana mantenutasi costante nei lavori della Commissione Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite e in occasione dei negoziati per il Protocollo di Kyoto, nel contesto della Convenzione Quadro sul Cambiamento Climatico (UNFCCC). Vale la pena inoltre citare il contributo scientifico della Fondazione, tuttora in corso, ai lavori dell'IPCC (Comitato Intergovernativo per i Cambiamenti Climatici) che si è aggiudicato il Premio Nobel per la Pace nel 2007.
FEEM nel tempo ha preso parte ad un numero crescente di prestigiosi network internazionali di ricerca, partnership e associazioni, quali il CMCC (Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici), l'ICCG (Centro Internazionale per la Governance Climatica) e  il CPI (Iniziativa per le Politiche Climatiche), prevalentemente per promuovere iniziative per le politiche per il clima e per lo sviluppo sostenibile.
Per dare seguito al processo sullo sviluppo sostenibile iniziato nel 1992 a Rio, promuovere il dialogo tra gli attori chiave per lo sviluppo sostenibile, e per disseminare i risultati della ricerca e consolidare le conoscenze anche nell'ottica di creare un più solido contesto per la sostenibilità, la Fondazione ha inoltre organizzato numerosi workshop internazionali, conferenze e tavole rotonde. Vale la pena segnalare l'organizzazione a Venezia, nel 1998, del primo Congresso Mondiale degli Economisti per l'Ambiente e la Gestione delle Risorse Naturali, insieme all'AERE (Associazione degli Economisti Ambientali) e all'EAERE (Associazione Europea degli Economisti Ambientali), in collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini.
Ad oggi, la FEEM ha prodotto un ampio numero di pubblicazioni, Note di Lavoro, 75 volumi prevalentemente sull'ambiente e sullo sviluppo sostenibile, 42 numeri di "Equilibri, la rivista per lo sviluppo sostenibile", ognuno dei quali con una parte monografica dedicata ai temi dello sviluppo sostenibile,  70 Rapporti sullo Sviluppo Sostenibile, e 20 Policy Briefs, una nuova serie sui temi di maggiore interesse per le politiche.

Rio  +20 farà il punto della situazione su due temi dello sviluppo sostenibile: "Economia Verde" (Green Economy) e "Il Quadro Istituzionale per lo Sviluppo Sostenibile" (Institutional Framework for Sustainable Development).
In particolare, riguardo al tema Green Economy, sia Eni che FEEM hanno notevoli input da condividere con i principali stakeholder. Al momento della stampa, a livello intergovernativo non c'è ancora una definizione comune e condivisa di "Economia Verde", ma già il fatto che venga inclusa nell'agenda internazionale è esso stesso rilevante. Quello che è chiaro quando si parla di economia verde è che il concetto non vada limitato alla fabbricazione di prodotti ecosostenibili, ma si ampli implicando i concetti di crescita, lavoro, lotta alla povertà, protezione degli ecosistemi e della biodiversità, scienza e tecnologia, ecc. In questa prospettiva, la Green Economy non è vista come un sostituto della sostenibilità ma come un requisito essenziale per lo sviluppo sostenibile.
A tale riguardo, un soggetto multi-nazionale quale Eni (data la sua presenza in quasi 80 Paesi e la natura trasversale del suo core business), intende porre l'accento su alcuni temi che collegano tra loro le varie istanze economiche, ambientali e sociali e tutti i rilevanti attori.
In particolare, Eni porrà  al centro della propria agenda per la Sostenibilità i seguenti temi, trasversali e fortemente collegati tra di loro:

  • Tema 1. Diritto allo Sviluppo: impegno nel favorire il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio promuovendo l'accesso all'energia (Energia per la Sostenibilità)
  • Tema 2. Sviluppo economico e controllo delle emissioni di gas serra: strategie "low carbon". (Energia Sostenibile)
  • Tema 3. Tutela della biodiversità e servizi ecosistemici: preservare l'ambiente per le generazioni attuali e future.
  • Tema 4. Settore pubblico e settore privato: favorire la creazione di partnership pubblico-privato per il raggiungimento di obiettivi locali e globali.

Anche le ricerche portate avanti da FEEM sul tema della "green economy" hanno fatto progressi, sia nel campo dello sviluppo e dell'applicazione delle tecniche per la valutazione economica dell'ambiente, incluse le esternalità ambientali, contribuendo inoltre al filone di ricerca sul tema "Oltre il PIL", che, fra vari studi, ha visto anche la realizzazione di un nuovo indice per la sostenibilità, il
FEEM ‘Sustainability Index'.
La dimensione della "green economy" è riflessa anche nei modelli sviluppati dalla Fondazione per la valutazione di vulnerabilità, mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, così come per lo studio delle dinamiche dei mercati internazionali dell'energia; ed è soprattutto nell'ambito dello sviluppo della modellistica che nel corso degli anni la Fondazione ha accresciuto il proprio valore in termini di capitale umano, competenze e reputazione internazionale.

Data la complessità dell'evento e degli attori in gioco è di fondamentale importanza per l'azienda una attenta pianificazione della propria partecipazione non solo alla Conferenza ma anche al suo processo preparatorio, ed è questa la ragione per cui Eni è entrata o sta entrando a far parte di vari network ed iniziative chiave:

  • Business Action for Sustainable Development (BASD) 2012
    La BASD 2012 è un'iniziativa temporanea voluta da  Global Compact,
    World Business Council for Sustainable Development e International Chamber of Commerce, per riunire le varie voci del business (come già fatto a Johannesburg nel 2002 quando gli stessi attori avevano organizzato un Business Day e pubblicato: "Walking the Talk: The Business case for sustainable development"). Lo scopo della BASD 2012 è di fare sì che il punto di vista del settore privato sia preso in considerazione, così come sia considerato e riconosciuto il contributo concreto che il business può dare allo sviluppo sostenibile.  
    Il coinvolgimento di Eni nelle attività della BASD 2012 può rappresentare un'opportunità aggiuntiva per l'azienda per consolidare la propria leadership e coordinarsi con le altre figure chiave del settore privato per porre in essere nuove opportunità di cooperazione e portare avanti l'agenda internazionale per lo sviluppo sostenibile.  
  • Collaborazione con il Ministero Italiano dell'Ambiente e del Territorio  
    A livello nazionale, Eni coopererà con il Ministero Italiano dell'Ambiente e del Territorio con lo scopo di potenziare l'impegno delle istituzioni italiane e del settore privato e di sostenere reciprocamente il contributo di ciascuno nel realizzare azioni concrete per lo sviluppo sostenibile.
  • Collaborazione con Confindustria e con il Global Compact Network Italia
    Eni collabora anche con le aziende italiane ed altri stakeholder locali con l'obiettivo di portare, nel corso del processo preparatorio, la voce del settore privato italiano al livello internazionale. Per questo motivo l'azienda partecipa alle iniziative promosse da Confindustria e dal Global Compact Network Italia.
  • La partecipazione della Fondazione Eni Enrico Mattei
    Nella consapevolezza che sviluppo socio-economico e tutela dell'ambiente non possono trovare un equilibrio duraturo se non attraverso lo sviluppo e l'adozione delle più avanzate tecnologie, eni promuove e agevola la partecipazione della Fondazioni Eni Enrico Mattei alla discussione scientifica che sostanzia Rio +20. Per questa stessa ragione eni metterà a frutto la sua partnership con Earth Institute al fine di supportare elaborazioni scientifiche la sua partecipazione.

Il 24 dicembre 2009, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con l'adozione della
Risoluzione A/64/236, ha stabilito che nel 2012 si terrà a Rio de Janeiro la Conferenza ONU sullo Sviluppo Sostenibile (UNCSD), a 20 anni di distanza dalla Conferenza ONU su Ambiente e Sviluppo, tenutasi sempre a Rio. Da qui deriva l'altro nome della Conferenza, non ufficiale ma forse più conosciuto, Rio +20. Obiettivo della UNCSD sarà di "assicurare che venga rinnovato l'impegno politico in favore dello sviluppo sostenibile, valutare i progressi fatti e ciò che ancora è da fare nel dare attuazione agli impegni già presi ai quali ancora non si è totalmente adempiuto, affrontare nuove sfide emergenti. Il focus della Conferenza sarà dato ai seguenti temi, da discutere e perfezionare durante il processo preparatorio: economia verde nel contesto dello sviluppo sostenibile e della lotta alla povertà; il quadro istituzionale per lo sviluppo sostenibile".
Rio +20 si basa su un di un complesso di negoziazioni intergovernative iniziato nel 1972 a Stoccolma con la Conferenza ONU sull'Ambiente Umano, la prima rilevante sull'argomento poiché per la prima
volta fu sancito, a livello internazionale, il diritto ad un ambiente sicuro, sano e produttivo.  
Il passaggio formale da considerazioni meramente ambientali ad altre che includessero anche altre dimensioni si ebbe nel 1983, quando l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite riconobbe che le questioni ed i problemi ambientali erano globali e che avrebbero avuto ricadute sullo sviluppo anche a livello economico e sociale. A questo scopo fu creata la Commissione Mondiale su Ambiente e Sviluppo (World Commission on Environment and Development, WCED) che, coordinata dall'allora Primo Ministro norvegesela signora  Gro Harlem Brundtland, pubblicò il rapporto "Our Common Future" che riconosceva ufficialmente l'interdipendenza tra le dimensioni ambientali, economiche e sociali dello sviluppo.  
Basandosi su questi presupposti, fu organizzata a Rio nel 1992 la
Conferenza ONU su Ambiente e Sviluppo.
A conclusione del summit di Rio furono approvati vari documenti che tutt'ora costituiscono il fondamento politico-istituzionale della Sostenibilità, il più importante dei quali è Agenda 21, un piano di azione per lo sviluppo sostenibile per il 21° secolo. Di grandissima rilevanza sono anche la Convenzione sulla Biodiversità, la Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici, e, non ultimi, i Principi sulle Foreste e la Dichiarazione di Rio su Ambiente Sviluppo. Nel 1993, le Nazioni Unite crearono la Commissione Sviluppo Sostenibile (CSD) con il mandato di dare seguito alle disposizioni di Agenda 21.
Un'importante messaggio del vertice di Rio è il riconoscimento che i problemi mondiali sono talmente complessi da affrontare che né i Governi, né le Nazioni Unite, né il settore privato o altri attori potrebbero affrontarli da soli, senza collaborare. Da qui è scaturita l'identificazione degli attori non istituzionali in nove Major Groups e la loro inclusione nei processi multilaterali per lo sviluppo sostenibile.

Nel 1997 si è tenuta a New York la 19° Sessione Speciale dell'Assemblea Generale (UNGASS-19 o Earth Summit + 5) che ha portato all'adozione del "Programme for the Further Implementation of Agenda 21".
A seguire, a 10 anni di distanza dal vertice di Rio, nel 2002 si è tenuto a Johannesburg, il
Summit Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile (World Summit on Sustainable Development, WSSD) con lo scopo di fare il punto della situazione e di rinnovare l'impegno della comunità internazionale per lo sviluppo sostenibile. Il WSSD ha prodotto tre risultati: il Johannesburg Plan of Implementation, la Johannesburg Declaration on Sustainable Development e gli impegni non negoziati, o, nel linguaggio corrente, le partnerships pubblico-private.

Altri importanti Conferenze ONU sono state tenute su temi fortemente collegati a quelli dello sviluppo sostenibile, quali il Millennium Summit nel 2000 che ha portato alla definizione degli
Obiettivi di Sviluppo del Millennio, la Financing for Development Conference, tenutasi a Monterrey nel 2002, il World Summit del 2005 a New York e vari vertici dedicati allo sviluppo dei piccoli Stati insulari in via di sviluppo (Small Island Developing States).

Per finire, con la risoluzione A/RES/64/236 dell'Assemblea Generale del 2009, si è decisa l'organizzazione di un vertice sullo sviluppo sostenibile da tenersi a Rio a 20 anni di distanza dal primo vertice di Rio.

Uno degli outcome più importanti della Conferenza di Rio su Ambiente e Sviluppo del 1992 fu l'Agenda 21, un piano d'azione in cui, oltre a sancire il legame tra sviluppo economico/sociale e protezione dell'ambiente, si stabilisce quale requisito fondamentale per il perseguimento della sostenibilità, il principio della più ampia partecipazione di tutti gli stakeholders nel processo decisionale e di implementazione.
A questo scopo, tra gli stakeholders non istituzionali, Agenda 21 individua nove "Major Groups":

  • Business and Industry
  • Children and Youth
  • Farmers
  • Indigenous People
  • Local Authorities
  • NGOs
  • Scientific and Technological Communities
  • Women
  • Workers and Trade Unions



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Questa pagina è stata aggiornata il 28/09/11