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Il dialogo con Associazioni e ONG

Eni si impegna a promuovere un dialogo proattivo e trasparente con le associazioni e le ONG riguardo ad aspettative, critiche o richieste specifiche e a creare  partnership per la realizzazione di progetti e attività che favoriscano il dialogo su temi di Sostenibilità.



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Nel novembre del 2008, Amnesty International ha contattato Eni per informarla della redazione di un rapporto sugli impatti sui diritti umani derivanti dalle attività petrolifere nel Delta del Niger e per richiedere risposte a una serie di domande specifiche. Eni ha accettato di dialogare, attraverso la costituzione di un gruppo di lavoro interfunzionale ad hoc. Nel giugno 2009, alla pubblicazione del rapporto "Nigeria: Petroleum, Pollution and Poverty in the Niger Delta", l'Amministratore Delegato ha ricevuto una lettera in cui è stato formalmente invitato a farsi carico di due raccomandazioni: la bonifica delle aree oggetto di oil spill e la condivisione con le comunità dei dati relativi agli studi sugli impatti delle attività operative. È stata anche richiesta la disponibilità per un incontro, immediatamente accordata. Eni, partendo anche dalle osservazioni contenute nel rapporto, ha intrapreso un percorso di miglioramento che si è riflesso nell'applicazione di alcune procedure per l'identificazione degli impatti socio-ambientali delle attività e sull'impegno nel progetto per la tutela dei diritti umani. Il dialogo con l'associazione è stato ritenuto positivo, non solo per la modalità con cui l'azienda ha potuto esporre le proprie posizioni, poi riprese nel rapporto ufficiale dell'associazione, ma anche per i contenuti di quest'ultimo.

Nell'incontro fra i vertici dell'associazione e di Eni, avvenuto il 25 febbraio 2010, l'Amministratore Delegato ha preso in carico le raccomandazioni e si è impegnato a proseguire la relazione. Durante lo stesso meeting, è stato presentato il progetto di "Human Rights Compliance Assessment" di eni con indicazione delle aree di miglioramento emerse dagli assessment fatti in Nigeria e le azioni future pianificate.

In particolare, Eni si è impegnata con Amnesty International a:

  • Oil Spill: completare le bonifiche (peraltro già in corso) dei siti. Il completamento delle attivita' di bonifica dei siti contaminati e' un processo continuo sui siti impattati da azioni di sabotaggio. In questo contesto è stata inoltre presentata una nuova tecnologia che consente il monitoraggio continuo della pipeline con lo scopo di ridurre il fenomeno stesso di spill, raccogliendo il suggerimento di Amnesty di predisporre una procedura guida in caso di individuazione di attività di interferenza (sabotaggi/vandalismi).
  • Gas flaring: presentata la strategia di flaring down di eni e&p ed i progetti in corso spiegando le modalità tecniche di riutilizzo del gas al fine di produrre elettricità ad uso domestico
  • Coinvolgimento delle comunità locali: presentati gli strumenti (public forum) attraverso cui Eni coinvolge le comunità locali sugli episodi di spillage.
  • Salute: Eni ha dato la sua disponibilità a collaborare per il miglioramento della conoscenza sul tema

Il 27 luglio 2010 è stato organizzato un nuovo incontro a Roma che ha avuto come obiettivo quello di dar seguito alla presa in carico delle raccomandazioni pervenute a Eni da Amnesty International nell'ambito dell'incontro avvenuto tra i vertici delle due organizzazioni a febbraio.
Durante l'incontro l'azienda ha offerto un dossier con nuove informazioni richieste da Amnesty, aggiornamenti e progressi sugli impegni presi. In quest'occasione Eni ha comunicato il risultato ottenuto dal progetto Ebocha Early Gas Recovery, terminato a maggio 2010 relativo al raggiungimento dell'obiettivo di flaring down - ovvero della cessazione della pratica del gas flaring - grazie al recupero e alla compressione del gas associato (precedentemente bruciato in torcia) nel centro olio di Ebocha.
Amnesty ha espresso soddisfazione per il rapporto instaurato con l'azienda e per gli impegni e le azioni intraprese. Eni ha confermato la propria disponibilità a proseguire la collaborazione con Amnesty sulle aree di interesse comune.

In parallelo, Eni ha sviluppato un percorso di dialogo con la Fondazione Culturale Responsabilità Etica. La Fondazione, titolare di azioni di Eni, nel corso dell'Assemblea degli Azionisti del 2009 ha presentato alcune domande relative alla presenza di Eni in Congo, ricevendo delle prime risposte. Successivamente, la Fondazione ha richiesto dettagli relativi all'investimento previsto sulle sabbie bituminose e sull'olio di palma. Le risposte fornite da Eni sono state poi incluse in un documento ufficiale pubblicato nel luglio 2009 da una ONG tedesca, la Heinrich Böll Foundation, dal
titolo "Eni's new investment in tar sands and palm oil in the Congo Basin. Huge environmental and social risks with no real improvement in access to energy?" cui è seguito un rapporto nel mese di novembre dal titolo  " Energy Futures? Eni's investment in tar sands and palm oil in the Congo Basin ".  Benché non ci sia stato un precedente contatto con la Böll Foundation né con le altre associazioni firmatarie del rapporto, Eni ha scelto di dialogare con esse, offrendo la propria disponibilità per un incontro formale presso i propri uffici, al fine di chiarire le posizioni dell'azienda. L'incontro, tenutosi a dicembre tra rappresentanti di Eni, di Fondazione Responsabilità Etica, Campagna Riforma della Banca Mondiale, Böll Foundation e di Rencontre pour la Paix et les Droits de l'Homme, ha permesso all'azienda di fornire informazioni in merito agli investimenti previsti e di offrire disponibilità per una continuazione del dialogo.

Il 29 marzo 2010 una rappresentante della Rete AEFJN si è messa in contatto, attraverso una lettera indirizzata all'AD di Eni, con una richiesta di chiarimenti e alcune raccomandazioni sulla presenza Eni in Congo,in riferimento al Rapporto della Böll Foudation. Eni ha risposto proponendo di continuare il dialogo attraverso l'organizzazione di un incontro.

Eni e Legambiente collaborano con il progetto " Energythink, il futuro del Pianeta, gli scenari dell'energia ", condividendo la convinzione che la ricerca sia un elemento essenziale per lo sviluppo del sistema energetico globale futuro basato su fonti pulite, economiche, non esauribili.

L'obiettivo del progetto è stimolare negli atenei italiani una discussione scientifica di alto respiro sulla ricerca nel campo delle energie rinnovabili e far emergere le nuove opportunità anche occupazionali legate alla "green economy". L'università italiana diventa così lo spazio ideale per sviluppare questo progetto perché questa rappresenta al contempo luogo della formazione di eccellenza per i ricercatori di domani, opportunità di divulgazione scientifica indipendente, agorà di confronto e crescita delle classi dirigenti di domani.
La prima tappa del progetto ha visto l'Aula Magna del Politecnico di Torino il 2 aprile 2009 ospitare la Conferenza Internazionale " Anche il Sole fa la sua Rivoluzione " con gli interventi dei maggiori ricercatori ed esperti internazionali dell'energia solare, una fonte pulita, gratuita e inesauribile, il cui sfruttamento futuro su grande scala, che Eni e Legambiente auspicano, dipenderà in maniera cruciale dalla quantità e dalla qualità delle ricerca e dello sforzo tecnologico.
Il successo di partecipazione da parte degli studenti e del pubblico ha confermato la validità del progetto che si è spostato per una seconda tappa al Sud, all'Università del Salento che nella sede di Lecce ha ospitato il 18 marzo 2010 la Conferenza Internazionale " Le Bioenergie, una Carica di Risorse Rinnovabili " Il tema delle bioenergie è stato trattato a Lecce partendo dal punto di vista della ricerca. Sono stati presentate le ricerche degli studenti al fine di promuovere la partecipazione attiva delle Università coinvolte nell'iniziativa.

Terza tappa del progetto la conferenza " Via libera alla mobilità " il 19 aprile 2011 presso l'Università degli Studi di Firenze in collaborazione con gli atenei di Pisa e Siena e sotto il patrocinio del Comune di Firenze.

Il 13 marzo 2012 la quarta conferenza intitolata "Sustainable Energy for all" si è tenuta a Venezia in collaborazione con l'Università Ca'Foscari. Al centro del dibattito il tema dell'accesso all'energia: fornire l'accesso ai servizi energetici moderni è cruciale per assicurare degni standard di vita, in particolare per migliorare le condizioni di donne e bambini dei paesi in via di sviluppo, e permettere un reale sviluppo economico e sociale.




Documenti scaricabili

  • Bilancio Sociale 2010 - Amnesty International (sezione italiana)

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Questa pagina è stata aggiornata il 21/03/12