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SOSTENIBILITA'

 

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Relazionarsi con interlocutori con caratteristiche diverse nei vari contesti operativi è per Eni un’occasione preziosa per comunicare le tematiche della sostenibilità e per individuare soluzioni comuni per problematiche complesse, quali ad esempio i diritti umani, la diminuzione del livelli di povertà, la pace, la sicurezza. La complessità e la globalità di questi temi ha portato Eni a collaborare attivamente con organizzazioni internazionali di eccellenza nel campo della diffusione dei temi di Sostenibilità. L'esistenza di aree di interesse comune e di comune beneficio può dunque tradursi nella realizzazione di azioni concrete volte a promuovere lo sviluppo economico e la sostenibilità.

Eni ritiene inoltre che un confronto corretto, trasparente e partecipativo con le associazioni, le ONG e, in generale, la società civile sia un fattore chiave di successo per accrescere la fiducia dei propri interlocutori e mantenere la propria licenza ad operare.

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Eni ha intrapreso un percorso di dialogo continuativo e trasparente con Legambiente e ha condotto diversi momenti di confronto per quanto riguarda le proprie attività in alcuni territori italiani (Ortona, Basilicata, Cortemaggiore).

Prosegue il progetto "Energythink. Il futuro del Pianeta, gli scenari dell’energia", ideato grazie a una partnership tra eni e Legambiente con l’obiettivo di condividere competenze e valori e di promuovere il dialogo e la conoscenza sui temi energetici globali presso i membri della comunità scientifica, il mondo accademico, le istituzioni e la popolazione studentesca.

A livello internazionale sono in corso diverse azioni di consultazione, tra cui il dialogo con Amnesty International per ciò che riguarda gli aspetti di sostenibilità relativi alla presenza di Eni in Nigeria e il confronto aperto con Fondazione Culturale Responsabilità Etica e la Boell Foundation rispetto alla propria presenza in Congo.

Nel novembre del 2008 Amnesty International ha contattato Eni per informarla della redazione di un rapporto sugli impatti sui diritti umani derivanti dalle attività petrolifere nel Delta del Niger e per richiedere risposte a una serie di domande specifiche. Eni ha accettato di dialogare, costituendo un gruppo di lavoro interfunzionale per la gestione dei contenuti. Nel giugno 2009, in concomitanza alla pubblicazione del rapporto "Nigeria: Petroleum, Pollution and Poverty in the Niger Delta", l’Amministratore Delegato ha ricevuto una lettera in cui è stato formalmente invitato a prendersi carico di due raccomandazioni (la bonifica delle aree oggetto di oil spill e la condivisione con le comunità dei dati relativi agli studi sugli impatti delle attività operative), oltre che a fornire la disponibilità per un incontro, che è stata immediatamente accordata. Eni, partendo anche dalle osservazioni contenute nel rapporto, ha intrapreso un percorso di miglioramento che si riflette su alcune procedure per l’identificazione degli impatti socio-ambientali delle attività e sull’impegno nel progetto per la tutela dei diritti umani. Il dialogo con l’associazione è stato ritenuto positivo, non solo per la modalità con cui l’azienda ha potuto esporre le proprie posizioni, poi riprese nel rapporto ufficiale dell’associazione, ma anche per i contenuti di quest’ultimo. Nell’incontro fra i vertici dell’Associazione e di Eni, avvenuto nel febbraio 2010, l’Amministratore Delegato ha preso in carico le raccomandazioni e si è impegnato a proseguire la relazione.
In parallelo, Eni ha sviluppato un percorso di dialogo con Fondazione Culturale Responsabilità Etica. La Fondazione, titolare di azioni di Eni, nel corso della assemblea degli azionisti del 2009 ha presentato alcune domande relative alla presenza di Eni in Congo, ricevendo delle prime risposte. Successivamente, la Fondazione ha richiesto dettagli relativi all’investimento previsto sulle sabbie bituminose e sull’olio di palma. Le risposte fornite da Eni sono state poi incluse in un rapporto ufficiale pubblicato nel luglio 2009 da una ONG tedesca, la Heinrich Böell Foundation, dal titolo "Eni’s new investment in tar sands and palm oil in the Congo Basin. Huge environmental and social risks with no real improvement in access to energy?". Benché non ci sia stato un contatto diretto con Böell Foundation e con altre associazioni firmatarie del rapporto, Eni ha scelto di dialogare con esse, dando disponibilità ad un incontro formale presso i suoi uffici, al fine di chiarire le posizioni dell’azienda. L’incontro, tenutosi a dicembre tra rappresentanti di Eni, e di Fondazione Responsabilità Etica, Campagna Riforma della Banca Mondiale, Böell Foundation, Rencontre pour la paix et les droits de l’homme, ha permesso a Eni di informare in merito agli investimenti previsti, dando disponibilità per una continuazione del dialogo.




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Questa pagina è stata aggiornata il 24/02/10