Eni si è imposta alti standard di sicurezza e di tutela delle proprie persone, dei propri impianti e del territorio in cui opera. L'attenzione da sempre rivolta verso la sicurezza degli impianti, la formazione delle persone e l'approccio adottato nel gestire il business nel suo complesso sono tra i punti di forza di Eni, come testimoniano gli ottimi risultati conseguiti negli ultimi anni.
La salute e la sicurezza delle persone sono una priorità per Eni e tutte le soluzioni organizzative ne garantiscono il rispetto e la tutela attraverso un sistema di gestione basato su norme e procedure, strumenti di monitoraggio, audit on site e formazione continua. L'obiettivo principale delle attività intraprese nel quadriennio 2011-2015 rimane la riduzione della frequenza e della gravità degli infortuni e la prevenzione e mitigazione dei rischi associati ai processi. A questo scopo si è intervenuto in tre aree:
Nei siti operativi, sono condotte attività di valutazione dei rischi per individuare i principali pericoli per la sicurezza del personale e a seconda delle rilevanze emerse sono sviluppate misure di prevenzione e protezione a tutela delle persone e degli asset.
La rilevazione e la registrazione degli eventi incidentali viene messa in atto attraverso un sistema informativo, gestito a livello centrale, che consente di sviluppare dei processi di investigazione interna ed analisi, al fine di intraprendere le opportune azioni di miglioramento.
Per la gestione delle emergenze rilevanti, Eni si è dotata di un'apposita Unità di Crisi.
Ogni anno vengono assegnati specifici obiettivi ai manager per il miglioramento continuo delle attività e degli indici di sicurezza.
La formazione avanzata ed elevate competenze degli operatori rappresentano per Eni la migliore garanzia di sicurezza. La formazione è uno degli strumenti principali per diffondere la cultura della sicurezza. Eni responsabilizza e coinvolge le sue persone nel raggiungimento degli obiettivi di integrità e attiva iniziative di formazione specifica per promuovere comportamenti mirati alla prevenzione.
Nel 2011 è stato avviato (ad integrazione dei già consolidati interventi su HSE) il programma Eni in safety, piano integrato di interventi formativi e informativi sulla sicurezza che si pone l' obiettivo di rendere la cultura della sicurezza in Eni sempre più forte e diffonderne i valori in maniera capillare nell'organizzazione, sostenendo i manager a tutti i livelli come promotori attivi della cultura e dei comportamenti orientati all'eccellenza operativa.
Le azioni intraprese da Eni negli anni hanno consentito di migliorare le performance degli indici di sicurezza.
L'indice di frequenza degli infortuni del 2011 mostra, rispetto all'anno precedente e ancora di più rispetto al 2009, un miglioramento sia per i dipendenti che per i contrattisti, segnando per il sesto anno consecutivo un decisivo miglioramento. In particolare l'indice di frequenza degli infortuni delle persone di Eni è diminuito del 21,9% e quello dei contrattisti del 15,9%. I risultati ottenuti sono particolarmente positivi se si osserva che, contestualmente si sono ridotti gli indici di gravità degli infortuni.
Nell'anno 2011 sono stati purtroppo registrati tre infortuni mortali a persone di Eni (nel 2010 sono stati 17 e 2 nel 2009) e dieci a contrattisti (nel 2010 sono stati 14 e 6 nel 2009). Il dato del 2010 è stato influenzato dall'incidente aereo occorso in Pakistan che ha causato la morte di 21 persone. Eni prosegue l'obiettivo zero fatalities attraverso la realizzazione di numerose iniziative: ad esempio prosegue il progetto Comunicare la Sicurezza che prevede un'intensa campagna informativa e formativa per rafforzare ulteriormente la cultura della sicurezza in Eni.
Sulla base di un'analisi dei principali incidenti dell'ultimo decennio, inclusi gli eventi occorsi nel Golfo del Messico nel 2010, è stata avviata una re-ingegnerizzazione dei piani di emergenza e di crisi di Eni e delle unità di business. In particolare, i nuovi piani di emergenza permettono un miglior coordinamento delle funzioni comunicazione, legale, security e personale e si avvalgono di un sistema di georeferenziazione degli asset operativi e delle flotte in servizio.
Sono più che triplicati gli audit relativi alla sicurezza, in particolare in ragione alle attività di controllo poste in essere nei settori esplorazione e produzione, raffinazione e petrolchimica.
Nel 2011 le spese per la sicurezza aumentano del 23% rispetto al 2010: il valore degli investimenti impiegati testimonia il continuo impegno nella riduzione dei rischi e nell'aggiornamento delle tecnologie effettuato presso gli asset produttivi.
| unità di misura | 2009 | 2010 | 2011 | |
|---|---|---|---|---|
|
Indice di frequenza infortuni |
(infortuni/ore lavorate) x 1.000.000 | 1,11 | 0,89 | 0,73 |
|
- dipendenti |
1,00 | 0,91 |
0,71 |
|
|
- contrattisti |
1,18 | 0,88 | 0,74 | |
|
Indice di gravità infortuni |
(giorni di assenza/ore lavorate) x 1.000 | 0,037 | 0,029 | 0,026 |
|
- dipendenti |
0,041 | 0,030 | 0,027 | |
|
- contrattisti |
0,035 | 0,029 | 0,025 | |
|
Indice di frequenza infortuni |
(infortuni totali registrabili/ore lavorate) x 1.000.000 |
2,42 | 2,26 | 1,61 |
|
- dipendenti |
2,57 | 2,72 | 1,77 | |
|
- contrattisti |
2,32 | 1,96 | 1,52 | |
|
Fatality index |
(infortuni mortali/ore lavorate) x 100.000.000 |
1,33 | 4,64 | 1,89 |
|
- dipendenti |
0,85 | 6,40 | 1,15 | |
|
- contrattisti |
1,65 | 3,48 | 2,34 | |
|
Near miss |
(numero) | 2.446 | 3.013 | 2.723 |
|
Ore di formazione sulla sicurezza |
(ore) | 1.263.580 | 1.573.634 | 1.375.607 |
|
- di cui ai dirigenti |
14.492 | 35.828 | 8.326 | |
|
- di cui ai quadri |
107.887 | 209.506 | 133.101 | |
|
- di cui agli impiegati |
551.002 | 743.577 | 485.536 | |
|
- di cui agli operai |
590.199 | 584.723 | 748.644 | |
|
Audit sicurezza |
(numero) | 322 | 308 | 960 |
|
Investimenti e spese sicurezza |
(migliaia di euro) | 514.773 | 283.502 | 349.228 |
|
- di cui spese correnti |
250.760 | 194.224 | 201.089 | |
|
- di cui investimenti |
264.013 | 89.277 | 148.140 |
Questa pagina è stata aggiornata il 17/05/12
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