La promozione di comportamenti volti alla valorizzazione delle diversità, all'inclusione e di conseguenza alla non discriminazione è una delle sfide principali che Eni si pone.
. Nella Policy " Le nostre Persone" Eni afferma di rispettare la dignità di ciascuno e di offrire pari opportunità senza distinzioni di razza, colore, genere o qualsiasi altra condizione dell'individuo non collegata ai requisiti necessari all'esecuzione del lavoro.
La valorizzazione delle diversità e la tutela delle pari opportunità trovano riferimento esplicito nel Codice Etico di Eni e sono al centro del Modello di Sostenibilità, perché contribuiscono in modo effettivo alla creazione di valore per tutti i portatori d'interesse dell'azienda. Mettere al centro le diversità significa, infatti, per Eni:
L'impegno di Eni rispetto al tema delle diversità di genere ha un ruolo centrale negli obiettivi del piano strategico 2012-2015. I principali obiettivi prevedono: l'aumento della percentuale dell'occupazione femminile; l'aumento delle donne in posizioni manageriali e l'individuazione di un bacino di donne "ready for board", al fine di aumentare la presenza delle donne nei consigli di amministrazione e dei collegi sindacali.
Il tema della diversity è trattato anche in collaborazione con importanti centri accademici. Nel corso del 2011 è stata effettuata un'analisi puntuale della popolazione femminile in Eni rispetto ai percorsi di sviluppo ed è stato attivato un progetto di collaborazione con l'Osservatorio sul Diversity Management di SdA Bocconi. L'obiettivo è di produrre un "cruscotto" di indicatori atti a monitorare l'efficacia delle politiche di pari opportunità attivate in Eni.
Nel 2011 lavorano in Eni 13.185 donne (il 16,75% dell'occupazione complessiva). In Italia, delle 1.323 assunzioni effettuate, il 20,79% ha riguardato personale femminile. Da rilevare che nel 2011 il tasso di sostituzione delle donne (rapporto tra assunzioni/risoluzioni a tempo indeterminato) è incrementato rispetto al 2010 sia in Italia che all'estero. Per quanto riguarda la percentuale di donne che ricoprono posizioni manageriali (donne dirigenti e quadri) si è passati dal 17,75 % del 2010 al 18,18% nel 2011.
Anche le analisi di pay-gap, condotte nel 2011 secondo una metodologia che neutralizza, nella comparazione retributiva, gli eventuali effetti derivanti da differenze di livello di ruolo e anzianità, hanno rilevato una generale omogeneità di retribuzione.
La rilevazione del pay gap è stata condotta a livello worldwide su un campione pari ad oltre l'80% della popolazione Eni (oltre 65.000 risorse in più di 50 Paesi). I risultati dell'analisi a livello globale evidenziano un pay gap di genere statisticamente non rilevante (retribuzione femminile pari a 98 fatta 100 la retribuzione maschile)
| unità di misura | 2009 | 2010 | 2011 | |
|---|---|---|---|---|
|
Dipendenti donne in servizio |
(%) |
16,17 |
15,95 |
16,75 |
|
Donne assunte |
|
15,46 |
17,29 |
20,79 |
|
Donne in posizioni manageriali (dirigenti e quadri) |
|
17,01 |
17,75 |
18,18 |
|
Donne dirigenti |
|
9,54 |
9,85 |
10,12 |
|
Tasso di sostituzione per genere |
|
0,84 |
0,97 |
1,06 |
|
- uomini |
|
0,81 |
0,99 |
1,00 |
|
- donne |
|
1,02 |
0,86 |
1,39 |
Questa pagina è stata aggiornata il 03/05/12
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