L'obiettivo del progetto Refinars è dimostrare la fattibilità di una tecnologia innovativa per la desolforazione dei fumi di combustione.Questa tecnologia prevede l'utilizzo di una soluzione assorbente rigenerabile (brevetto Belco/Labsorb) che consente il recupero dello zolfo contenuto nei gas di combustione.
Da quest'obiettivo generale scaturiscono una serie d'obiettivi di tipo economico, industriale ed ambientale e precisamente:
I primi quattro punti hanno il significato di un impatto ambientale globale inferiore rispetto alle migliori tecnologie esistenti utilizzate per la desolforazione dei gas di combustione.
Il progetto
In linea con le politiche ambientali dell'Unione Europea è stato installato nella Raffineria di Sannazzaro un nuovo processo per la rigenerazione della soluzione di assorbimento usata per pulire il flue gas derivante dal rigeneratore dell'unità FCC.
Per la realizzazione del progetto Eni ha ricevuto un contributo dal fondo EC Life Ambiente, strumento finanziario della Comunità per lo sviluppo sostenibile e per l'elaborazione e attuazione della politica comunitaria ambientale.
Descrizione del lavoro
Il lavoro ha consentito di ottimizzare le prestazioni di un processo di rigenerazione della soluzione di lavaggio dei fumi di combustione provenienti dalla rigenerazione del catalizzatore di un impianto di cracking a letto fluido (FCC). Questo processo è molto diffuso ed insostituibile nella raffinazione del grezzo, perché consente di trasformare prodotti pesanti della raffinazione primaria e sotto vuoto in prodotti basso bollenti ad alto valore aggiunto, quali gli idrocarburi ad alto numero di ottano per le benzine, o in basi per la petrolchimica. Sono stati raccolti dati per il confronto con le BAT (Best Available Techniques) del settore, definite nel BREF (Best Reference For) di settore dal IPTS di Siviglia.
Le prove sono state condotte in raffineria sfruttando un impianto FCC e relativa torre di lavaggio fumi. A tale scopo è stato realizzato un impianto di rigenerazione della soluzione assorbente. Durante le prove sono state condotte tutte le analisi chimiche ed ambientali necessarie. Al termine della campagna di prove sono state effettuate tutte le analisi tecniche ed economiche di confronto rispetto alle BAT applicabili al settore, nonché un'analisi di impatto ambientale complessivo.
Il progetto ha impatto potenziale su 53 impianti di cracking e 66 impianti di recupero zolfo sparsi su tutto il territorio dell'UE, ma è applicabile anche ad altri comparti industriali che presentano problematiche simili (industria metallurgica, produzione di acido solforico).
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Questa pagina è stata aggiornata il 30/09/10
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