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Cambiamento Climatico

Eni ha definito una strategia di Carbon Management per la riduzione delle emissioni climalteranti coerente con i principi espressi dalle convenzioni internazionali, tra cui i principi dell'United Nations Framework Convention on Climate Change e del Protocollo di Kyoto. Tale strategia affianca interventi operativi e gestionali allo sviluppo di linee di ricerca nell'innovazione tecnologica.
La strategia di Carbon Management  di Eni permette non solo di soddisfare gli adempimenti normativi previsti dal recepimento in ambito nazionale della Direttiva Emissions Trading ma anche di cogliere le opportunità associate a tutte le politiche in essere e in fase di sviluppo mirate a contrastare le problematiche connesse ai cambiamenti climatici (la promozione delle rinnovabili, dell'idrogeno, della sequestrazione geologica della CO2, delle tecnologie efficienti, delle misure di risparmio energetico).

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Eni ha sviluppato una strategia di Carbon Management che affianca interventi operativi e gestionali allo sviluppo di linee di ricerca nell'innovazione tecnologica.

  • conseguimento di un target di riduzione delle emissioni da flaring;
  • continua riduzione degli indici di emissione di GHG nei diversi settori di attività (produzione di idrocarburi, generazione elettrica, raffinazionee trasporto di gas);
  • progettazione e attuazione di programmi volti al miglioramento continuo dell'efficienza degli impianti industriali dai processi di trasformazionealle attività produttive;
  • sostituzione progressiva dei combustibili ad alto contenuto di carbonio con altri più puliti, promuovendo in particolare l'uso del gas naturale;
  • ricerca e sviluppo di opzioni tecnologiche quali il confinamento geologico, la biofissazione della CO2 e le fonti rinnovabili;
  • promozione di comportamenti volti al risparmio energetico presso i fornitori, i consumatori e i clienti

Il Piano di azioni Eni volto alla mitigazione dei cambiamenti climatici si focalizza principalmente sulla riduzione del gas flaring e la promozione dell'efficienza energetica.

Inoltre, per rafforzare la trasparenza verso l'esterno e incrementare il circolo virtuoso della riduzione delle emissioni Eni ha esteso il controllo anche a quelle indirette (c.d. scope 3), non limitandosi più solamente alle emissioni relative alle proprie attività, ma anche a quelle legate ai prodotti acquistati e alle attività  core appaltate. A conferma dell'impegno su questo fronte, nel 2010 Eni ha aderito all'iniziativa promossa dal Carbon Disclosure Project nella Supply Chain che consentirà ad Eni di valutare e gestire i rischi e le opportunità connessi ai cambiamenti climatici nella supply chain, al fine di indirizzare meglio le proprie scelte e azioni, nonché di aumentare la consapevolezza del proprio carbon footprint, includendo anche le emissioni indirette di gas serra generate dalle attività/prodotti appaltati. In quest'ambito, nel 2011 Eni ha avviato un processo di valutazione della carbon footprint nella catena dei fornitori registrando un'adesione dell'84% dei fornitori selezionati ed ottenendo risultati superiori alla media, sia in termini di disclosure delle informazioni sia di performance.

Relativamente alle riduzioni nel settore esplorazione e produzione, continua l'impegno di Eni in progetti di riduzione del gas flaring associato alle produzioni di petrolio. Per alcuni di questi progetti, Eni promuove anche il riconoscimento nell'ambito dei meccanismi flessibili del Protocollo di Kyoto come Clean Development Mechanism (CDM). Le corrispondenti emissioni da gas flaring/venting rappresentano circa il 30% delle emissioni di gas serra complessive di Eni.
Nel 2011 la quantità complessiva di gas inviato a flaring di Eni risulta pari a 4,43 miliardi di metri cubi. Grazie ad investimenti superiori al miliardo e mezzo di dollari, Eni si è data l'obiettivo di ridurre il quantitativo di gas bruciato in torcia nel 2007 dell'80% entro il 2015, realizzando infrastrutture energetiche in Paesi che ne erano privi e conseguendo una riduzione di oltre il 40% alla fine del 2011.

Nel 2011 le emissioni di gas serra si sono ridotte del 16% rispetto al 2010. La riduzione maggiore si è registrata nelle attività della Divisione Exploration & Production, le cui emissioni di GHG sono diminuite del 24% per le minori emissioni da flaring e venting (rispettivamente del 31% e del 56% rispetto al 2010) e per la riduzione della produzione del 13%.
In ambito Emission Trading (ETS), nel 2011 le emissioni di gas serra sono inferiori del 7% rispetto al 2010. Tutti i settori coinvolti hanno registrato un andamento decrescente:
- Generazione elettrica -: le emissioni, che pesano il 47% sul totale, sono diminuite del 3%, in misura maggiore del calo di produzione del 2%;
- Raffinazione: le emissioni, che pesano il 30% sul totale, si sono ridotte del 7% grazie ad una serie di interventi gestionali e investimenti sulle cinque raffinerie del circuito e alla sospensione dell'attività della Raffineria di Venezia, nell'ultimo mese dell'anno;
- Petrolchimica:  le emissioni, che pesano per il 17% sul totale, sono diminuite del 12%, a causa di un calo dei volumi di produzione dovuto alla ciclicità dell'andamento del mercato dei prodotti chimici, alla fermata di alcuni impianti per la riconversione industriale di Porto Torres e alle fermate programmate per manutenzione degli impianti di Porto Marghera, Priolo e Mantova.

L'impegno nel miglioramento dell'efficienza energetica e la scelta di adottare tecnologie low-carbon  fanno sì che gli indici di emissione GHG fondamentali registrino una notevole riduzione  tra il 2010 e il 2011. Tale riduzione è determinata non solo dal calo di produzione in alcuni settori, ma dall'attuazione della propria strategia di carbon management.
Il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni prevede l'implementazione nel breve-medio periodo iniziative di flaring down ed efficienza energetica e, nel lungo periodo, lo sviluppo di tecnologie low-carbon come Carbon Capture and Storage (CCS) e rinnovabili.

Emissioni di GHG

 

 

2009

2010

2011

Emissioni dirette di GHG

(ton CO2 eq)

57.694.175

60.642.340

51.099.412

 - di cui CO2 da combustione e da processo

(ton)

36.587.311

39.006.120

36.014.381

 - di cui CO2 equivalente da flaring

(ton CO2 eq)

13.839.353

13.834.988

9.553.894

 - di cui CO2 equivalente da CH4 (metano)

 

5.085.309

5.461.211

4.498.120

 - di cui CO2 equivalente da venting

 

2.182.202

2.340.021

1.033.017

Emissioni di CO2 da impianti Eni soggetti all'EU ETS

 

24.806.516

26.138.557

24.226.969

Quote allocate agli impianti Eni soggetti all'EU ETS

 

25.900.339

26.972.447

26.375.552

Impianti Eni soggetti all'EU ETS

(numero)

59

59

59

Emissioni indirette di GHG da acquisti da altre società (Scope 2)

(ton CO2 eq)

1.564.779

1.568.361

1.757.463

Emissioni indirette di CO2  (Scope 3) *

(mln ton)

318,01

304,30

299,88

Emissioni di CO2eq / produzione di idrocarburi 100% operata netta

(tonCO2eq/tep)

0,245

0,245

0,206

Emissioni di CO2eq/kWheq (EniPower)

(kgCO2eq/kWheq)

0,410

0,407

0,410

Emissioni di CO2eq/gas distribuito (Italgas)

(tonCO2eq/Mm3)

87,68

92,86

87,00

Emissioni di CO2eq/uEDC (R&M)

(tonCO2eq/kbbl/SD)

1.240

1.284

1.230

* La serie storica è stata rivista includendo oltre alle emissioni di CO2 da vendite di prodotti anche le emissioni  da attività appaltate a terzi da E&P.


Nella esplorazione e produzione di idrocarburi l'impegno di Eni ha riguardato principalmente la realizzazione di progetti di riduzione del gas flaring.

Secondo le stime della World Bank, nel mondo ogni anno il gas da flaring e venting è pari a circa 150 milioni di metri cubi, equivalente al 30% dei consumi di gas naturale annui dell'Unione Europea.Grazie ad investimenti superiori al miliardo e mezzo di dollari, Eni si è data l'obiettivo di ridurre il quantitativo di gas bruciato in torcia nel 2007 dell'80% entro il 2015, realizzando infrastrutture energetiche in Paesi che ne erano privi e conseguendo una riduzione di oltre il 40% alla fine del 2011.
Oltre alla Nigeria e al Congo, altre iniziative importanti di flaring down sono in corso in Libia, Algeria e Turkmenistan. L'investimento per completare questi progetti e valorizzare il gas nei prossimi progetti si sviluppo è pari a più di 4 miliardi €.
Nel 2011 la quantità complessiva di gas inviato a flaring di Eni risulta pari a 4,43 miliardi di metri cubi, in riduzione del 52% rispetto ai volumi bruciati nel 2007; il dato è influenzato dalla significativa riduzione della produzione in Libia per buona parte del 2011: ipotizzando una produzione costante in Libia per tutto il 2011 la riduzione complessiva conseguita sarebbe pari al 42%, superiore del 10% rispetto al valore di riduzione ottenuto nel 2010 sull'anno precedente (32%).

Gas Flaring

 

unità di misura

2009

2010

2011

Volume di gas inviato a flaring

(MSm3)

6.359,44

6.226,00

4.433,00

Volume di gas inviato a venting

 

17,50

30,69

26,32





Questa pagina è stata aggiornata il 07/05/12