Eni ha intrapreso il progetto di Human Rights Compliance Assessment (HRCA) per trovare risposte esaurienti ad una serie di interrogativi in merito all'effettiva capacità di minimizzare il rischio di violazione dei diritti umani e di complicità nella violazione da parte di terze parti che ricadono nella sua sfera di influenza. L'HRCA è lo strumento di valutazione della compliance agli standard internazionali elaborato dal
Danish Institute for Human Rights
, un'istituzione autorevole a livello mondiale, promotrice del Business Human Rights Project (HRBP), attualmente uno fra i più significativi progetti al mondo finalizzato alla ricerca e al supporto alle imprese nell'ambito dei Diritti Umani.
La metodologia dell'HRCA è concepita per aiutare le imprese nella comprensione delle responsabilità di cui sono titolari in relazione al rispetto dei Diritti Umani, con riferimento ad ogni aspetto del business. La metodologia consente, attraverso un'auto-valutazione guidata dagli esperti indipendenti del Danish Institute for Human Rights Project, di pervenire all'individuazione dei comportamenti e delle decisioni che in ogni ambito di attività possono avere un impatto sul rispetto dei diritti umani. Grazie all'HRCA eni si propone di raggiungere il duplice obiettivo di migliorare la formazione di chi lavora sul campo e di verificare eventuali punti di debolezza o criticità.
Inoltre, trattandosi di un elemento fondamentale per garantire la due diligence, il progetto di Human Rights Compliance Assessment, avviato nel 2008, si inserisce a pieno titolo nel quadro di riferimento dello UN Special Representative, sul quale si è formato un solido consenso nella comunità internazionale.
Gli HRCA nei paesi di operatività
Galleria fotograficaLa seconda fase dell'HRCA prevede che Eni rivolga il proprio sguardo alle realtà operative, realizzando auto-valutazioni sul rischio potenziale di violazione dei diritti umani o di complicità nella violazione a livello delle singole consociate.
Ogni self-assessment è preceduto da un intenso lavoro di ricerca volto alla considerazione del contesto nazionale ed in particolare degli standard di protezione e di rispetto dei diritti umani in vigore nel Paese, secondo quanto riportato dalle più autorevoli organizzazioni e associazioni internazionali. Queste valutazioni consentono di adattare il processo alle aree di potenziale criticità e di approfondire gli aspetti potenzialmente più meritevoli di attenzione.
Ogni self-assessment prevede lo svolgimento di circa dieci incontri per area funzionale, durante i quali i partecipanti hanno l'occasione di riflettere sulle prassi adottate, sui processi di apprendimento maturati durante l'esperienza sul campo e sulle azioni ad oggi in corso. Ad oggi circa 40 manager del Procurement, HSE, Risorse Umane, Security, Affari Legali e Rapporti con le Comunità hanno accettato con entusiasmo di condividere sfide, interrogativi e risultati conseguiti nel rispetto dei Diritti Umani durante l'attività lavorativa.
Nel 2008 sono stati portati a compimento due progetti pilota, uno in
Nigeria
, a Lagos, a novembre ed un altro in
Kazakhstan
, presso le strutture di KPO ad Aksai a dicembre.
Questi progetti sono stati anche utilizzati per testare la validità della metodologia rispetto alle realtà operative Eni. Al termine della sperimentazione, Eni ha collaborato con il Danish Institute for Human Rights alla revisione dello strumento relativamente agli aspetti che potevano essere migliorati al fine di adattarlo alle specificità del business e per ottimizzare l'organizzazione di un processo che, coinvolgendo l'intera struttura della società, si presenta necessariamente complesso ed articolato.
Nel 2009 sono stati condotti tre self-assessment in
Algeria
e in
Egitto
, rispettivamente nei mesi di maggio e di ottobre, presso le strutture di Eni Algeria e di IEOC ed nella
Repubblica del Congo
nel mese di dicembre.
In tutti i Paesi il Progetto è stato accolto con interesse e curiosità dalle diverse funzioni aziendali chiamate a partecipare. Aver sperimentato l'HRCA in realtà così distanti ha consentito di osservare il mutare delle aree di rischio al variare delle culture, dei quadri normativi e degli aspetti operativi del business. Da un altro punto di vista, è stato sorprendente constatare come contesti talmente diversi possano essere caratterizzati da una cultura d'impresa omogenea nei valori che promuove esplicitamente, in primis l'attenzione alle persone e all'ambiente.
A conclusione di ogni self-assessment viene redatto un report
comprensivo delle aree di attenzione emerse e dei suggerimenti del Danish Institute for Human Rights. Questo documento rappresenta un autorevole punto di partenza per l'elaborazione e l'implementazione di un piano di miglioramento specifico della singola realtà opera
Questa pagina è stata aggiornata il 08/02/10