L'impegno di Eni in materia di Diritti Umani, che si ispira al paradigma "Protect, respect and remedy" delle Nazioni Unite, si è tradotto negli ultimi anni nelle seguenti iniziative:
Security
Catena della Fornitura
Popolazioni Indigene
Documenti La strategia di security adottata da Eni è volta a prevenire le minacce e a limitare la risposta attiva da parte delle forze di sicurezza mediante la creazione di un contesto di reciproco rispetto tra azienda, lavoratori e comunità locali.
Dal 2006, vengono inserite nei contratti con i fornitori di servizi di security clausole di condotta che disciplinano, tra l'altro, l'uso della forza, in linea con i Codici delle Nazioni Unite e i Voluntary Principles on Security and Human Rights. Nel 2007, è stata avviata la progettazione di un modulo di formazione in materia di Diritti Umani rivolto agli operatori della security.
Ad esempio in Nigeria, Eni attraverso NAOC ha emanato una Security Policy e le relative linee guida, che richiamano la necessità di gestire il rischio in maniera responsabile. L'iniziativa è stata adottata già nel 2004 con la diffusione interna di un adeguato livello di consapevolezza, di specifiche attività di prevenzione e la formazione del personale addetto alla vigilanza.
Specifiche clausole relative alla tutela dei Diritti Umani all'interno del contratto stipulato con una società internazionale che opera per la supervisione dei servizi di security in Nigeria forniscono un'ulteriore garanzia nella gestione delle attività di protezione.
Le clausole riprendono i principi contenuti nelle Linee Guida Eni sui Diritti Umani i Basic Principles delle Nazioni Unite sull'uso della forza e delle armi da parte delle forze dell'ordine ed i Voluntary Principles on Security and Human Rights, che costituiscono un set di principi volontari ai quali uniformare il comportamento delle industrie estrattive per quello che riguarda il legame fra le esigenze di security e quelle di tutela dei diritti umani.
NAOC congiuntamente alle altre consociate nigeriane (AENR e NAE) si è dotata inoltre di una policy sulla sostenibilità in cui vengono evidenziati i principi generali di riferimento internazionali sui vari temi legati alla sostenibilità a cui Eni aderisce nello svolgimento delle proprie attività sul territorio e in cui viene dichiarato l'impegno ad operare nel rispetto e in coordinamento con le esigenze degli stakeholder più rilevanti sui temi in questione.
Con più di 29 mila fornitori utilizzati nel 2008 nel mondo per un procurato annuo di più di 30 miliardi di euro, Eni investe in modo consistente perché i fornitori locali rispettino i principi che sono alla base della sua condotta, in particolare in materia di tutela e promozione dei diritti umani.
La condotta dei fornitori viene valutata mediante un sistema strutturato e integrato di qualifica, basato sulla valutazione, da parte di un team multi-disciplinare, della capacità economico-finanziaria, tecnica e organizzativa dei potenziali fornitori ma anche del rispetto degli standard derivanti dalle Convenzioni Fondamentali dell'ILO e di quelli relativi alle principali tematiche HSE. L'accettazione del Codice Etico, delle Linee Guida per la Tutela e la Promozione dei Diritti Umani e dei Principi del Modello 231 sono prerequisito essenziale per l'avvio del processo di qualifica dei fornitori.
A partire dal 2007, il rispetto delle Linee Guida in materia di Diritti Umani viene progressivamente inserito nei contratti e le non conformità, anche parziali, sono considerate sufficienti per terminare i contratti senza penali. Ottenuta la qualifica, i fornitori vengono monitorati mediante valutazioni espresse dalle funzioni aziendali che interagiscono o che risultano interessate alle attività dei fornitori stessi.
In Cina nel 2008 è stata realizzata una selezione di potenziali fornitori locali relativamente alle attività strategiche di perforazione, indagini geofisiche, posa di condotte, ingegneria e costruzioni. È stata avviata un'attività rilevante di verifica della Supply Chain "estesa" tramite processi strutturati di qualifica di Società basate in Cina e dei subfornitori.
Nel 2008 solo in Cina si sono conclusi 16 processi di qualifica e, nell'ottica di dare attenzione alla verifica dei Diritti Umani e al tema del lavoro minorile, è stato condotto il primo assessment di conformità ai temi della Norma SA8000 di un fornitore locale, produttore di cavi ombelicali.
In Congo nell'ambito dei progetti M'Boundi, IPP e Immeuble Bureaux et CMSO sono state svolte analisi di rischio con attività di selezione e verifica dei potenziali fornitori locali o internazionali con branch nel Paese. Sono stati valutati 9 fornitori con particolare attenzione agli aspetti di contrasto alla corruzione e a comportamenti illeciti.

Le popolazioni indigene sono titolari di specifici diritti in ragione del loro peculiare legame con il territorio.
Nei contesti in cui sono presenti popolazioni indigene, è stata promossa l'adozione di politiche specifiche che sanciscono l'impegno di Eni a rispettare i diritti di tali popolazioni e a tenere nella dovuta considerazione le loro aspettative nelle decisioni d'impresa.
Ad oggi sono state adottate Indigenous Peoples Policy per le operazioni di Eni in Australia e Norvegia.
| Linee Guida Diritti Umani | [0.04 Mb] |
| Eni Norge Policy on Indigenous People | [0.95 Mb] |
| Policy per Indigenous People Eni Australia | [1.01 Mb] |
| Codice Etico | [0.23 Mb] |
| Procedura Whistleblowing | [0.05 Mb] |
Glossario
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Questa pagina è stata aggiornata il 22/02/10