Eni identifica e valuta gli impatti ambientali, sociali, economici e culturali generati dalle proprie attività, inclusi quelli sulle popolazioni indigene, garantendone la mitigazione e attuando processi di miglioramento.
Dal 2008 è stato integrato al sistema di gestione HSE uno standard dedicato all'Environmental and Social Impact Assessment (ESIA), la cui applicazione a tutti i nuovi progetti permette di approfondire la componente socio-economica e culturale nell'analisi degli impatti. Eni sta inoltre adottando un nuovo standard ESHIA che include, per ogni progetto, la valutazione integrata e congiunta degli impatti ambientali, sociali e di salute.
Eni effettua quindi sistematicamente valutazioni e studi di impatto per tutti i progetti, sia esplorativi che di sviluppo, conformandosi anche alle normative della legislazione nazionale. Nel caso in cui tali progetti vengano definiti, e la fase operativa confermata, i documenti vengono poi presentati alle autorità locali competenti per approvazione, diventando così consultabili secondo le procedure locali.
Eni si avvale inoltre della collaborazione di partner d'eccellenza appartenenti al mondo della ricerca universitaria, dell'alta consulenza, delle associazioni non governative, a livello sia internazionale sia italiano.
Alla fine del 2009, Eni ha intrapreso una collaborazione con
l'
International Business Leaders Forum (IBLF)
con l'obiettivo di valutare l'opportunità di integrare nelle procedure operative criteri di valutazione degli impatti direttamente connessi ai diritti umani.
Questa pagina è stata aggiornata il 05/10/11
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