Gli indici di emissione in tutti i settori di attività più significativi confermano un trend in mantenimento o in riduzione negli ultimi 5 anni, grazie agli interventi realizzati in coerenza con la strategia di carbon management di Eni.
Nel 2010 la strategia di carbon management sarà potenziata con la definizione di un target complessivo Eni che integrerà l'obiettivo del settore esplorazione e produzione volto alla riduzione dell'80% delle emissioni da flaring.
la strategia di Eni
Emissioni di GHG
Gas FlaringEni ha sviluppato una strategia di Carbon Management che affianca interventi operativi e gestionali allo sviluppo di linee di ricerca nell'innovazione tecnologica.
Il Piano di azioni Eni volto alla mitigazione dei cambiamenti climatici si focalizza principalmente sulla riduzione del gas flaring e la promozione dell'efficienza energetica.
Inoltre, per rafforzare la trasparenza verso l'esterno e incrementare il circolo virtuoso della riduzione delle emissioni sarà esteso il controllo anche a quelle indirette (c.d. scope 3), non limitandosi più solamente alle emissioni relative alle sole attività Eni, ma anche a quelle legate ai prodotti acquistati e alle attività core appaltate. A conferma dell'impegno su questo fronte, nel 2010 Eni ha aderito all'iniziativa promossa dal Carbon Disclosure Project nella Supply Chain che consentirà ad Eni di valutare e gestire i rischi e le opportunità connessi ai cambiamenti climatici nella supply chain, al fine di indirizzare meglio le proprie scelte e azioni, nonché di aumentare la consapevolezza del proprio carbon footprint, includendo anche le emissioni indirette di gas serra generate dalle attività/prodotti appaltati.
Nel 2010 è stata definita una metodologia di calcolo applicabile per la rendicontazione delle emissioni indirette scope 3 da viaggi di lavoro.
Relativamente alle riduzioni nel settore esplorazione e produzione, continua l'impegno di Eni in progetti di riduzione del gas flaring associato alle produzioni di petrolio, con l'obiettivo di ridurre entro il 2014 il gas flaring dell'80% rispetto ai livelli del 2007. Per alcuni di questi progetti, Eni promuove anche il riconoscimento nell'ambito dei meccanismi flessibili del Protocollo di Kyoto come Clean Development Mechanism (CDM). Le corrispondenti emissioni da gas flaring/venting rappresentano circa il 30% delle emissioni di gas serra complessive di Eni.
Le emissioni di gas serra del 2010 rispetto al 2009 aumentano del 5,2%, dopo due riduzioni successive del 7% nel 2008 e nel 2009.
L'aumento di quasi 3 mln ton CO2eq è determinato per il 50% da maggiori attività E&P (1,5 mln ton CO2eq in più determinate dall'aumento della produzione e da un temporaneo aumento del gas vented in Ecuador per problemi tecnici) e per il 40% dalla maggiore produzione di energia elettrica (più 1,2 mln ton CO2eq) per l'entrata a regime dei nuovi impianti di produzione (+7 % di produzione). Gli indici di emissione fondamentali – ossia le emissioni di GHG da flaring e venting per ktep prodotti del settore E&P, per kWheq prodotti nel settore elettrico e calcolati sulla base della complessità delle lavorazioni di raffinazione – rimangono praticamente invariati a testimonianza dell'utilizzo delle scelte tecnologiche implementate.
Eni ha ulteriormente incrementato l'obiettivo di riduzione del gas flaring portandolo all' 80% di riduzione entro il 2014 rispetto ai livelli del 2007.
Il Piano di azioni Eni volto alla mitigazione dei cambiamenti climatici si focalizza principalmente sulla riduzione del gas flaring e la promozione dell'efficienza energetica. Per raggiungere tale obiettivo, sono in corso d'implementazione numerosi progetti in Algeria, Congo, Libia, Indonesia, Nigeria, Tunisia, Kazakhstan volti alla realizzazione di nuove e moderne infrastrutture quali condotte per il trasporto gas, centrali termoelettriche ad alta efficienza e impianti di liquefazione gas.
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Questa pagina è stata aggiornata il 02/08/11