Eni ha sviluppato una strategia di Carbon Management che affianca interventi operativi e gestionali allo sviluppo di linee di ricerca nell'innovazione tecnologica.
intervista a R. Fusco
la strategia di Eni
"Rosanna Fusco – Operational Environment Manager"
Quale Responsabile Ambiente di Eni ci può dire quali sono i cardini della strategia di Eni per combattere il cambiamento climatico ?
Al di là del dibattito scientifico tuttora in corso sulle cause antropiche del cambiamento climatico, Eni è consapevole della necessità di agire. Il ventaglio di opzioni a disposizione per ridurre le emissioni di gas serra da combustibili fossili è molto ampio; sono molteplici, ad esempio, le soluzioni tecnologiche che è possibile adottare, che si differenziano per costo, orizzonte temporale di sviluppo e potenzialità.
Eni ha deciso di agire su più fronti, mettendo in campo diverse misure che costituiscono nel loro insieme un piano di azione per la mitigazione del cambiamento climatico. Questo comprende azioni, alcune delle quali danno o potranno dare risultati nel breve termine, come l'eliminazione graduale della pratica del gas flaring (ovvero del gas associato all'olio estratto e bruciato in torcia) e tutte le iniziative di riduzione dei consumi energetici.
Un impegno concreto e rilevante se si pensa che i soli progetti di eliminazione della pratica del flaring consentiranno di evitare l'emissione di oltre 10 milioni di tonnellate di gas serra entro il 2012.
Progetti di cattura e sequestrazione della anidride carbonica, sviluppo di fonti rinnovabili e nuovi vettori energetici sono alcuni esempi dell'impegno Eni per lo sviluppo di nuove tecnologie nella prospettiva di benefici di lungo termine.
Inoltre, Eni vuole estendere le sue azioni per ridurre le emissioni di gas serra anche a coloro che consumano i suoi "prodotti". E' questo l'obiettivo delle campagne di sensibilizzazione sul risparmio delle risorse energetiche lanciate da Eni verso tutti i cittadini e i suoi grandi clienti. Penso, in particolare, alla campagna di informazione e formazione Eni 30perCento.
Degli elementi che ha sottolineato, qual è secondo lei quello fondamentale, da cui dipende l'efficacia dell'azione di Eni?
L'insostituibilità delle fonti fossili nel breve e medio termine, è un elemento da cui non si può prescindere in una strategia di mitigazione dei cambiamenti climatici. Un serio piano di efficienza energetica rappresenta quindi lo strumento più adeguato per ridurre il consumo di energia sin da subito con bassi costi di investimento, in alcuni casi trascurabili, e con un potenziale veramente elevato. Eni investe molto sul tema che individua come prioritario, cercando di traguardare livelli di efficienza sempre maggiori.
Ne sono prova tangibile i programmi di energy saving nelle realtà produttive, grazie ai quali è previsto un risparmio complessivo di circa 470.000 tep nell'arco del quadriennio 2009-2012, per i soli settori della raffinazione e petrolchimica. Altrettanto importanti sono le attività di consulenza e assistenza energetica svolte presso i clienti finali e quelle di promozione della diffusione della cultura del risparmio energetico.
Nella prospettiva futura di una progressiva sostituzione delle fonti fossili con nuovi vettori energetici, Eni sta promuovendo investimenti nella ricerca di fonti energetiche rinnovabili come il solare e le biomasse, ritenendole dotate delle maggiori potenzialità di sfruttamento su larga scala, in modo economicamente sostenibile nel medio - lungo termine.
A questo scopo, Eni ha promosso dal 2007 il progetto "Along with Petroleum" che prevede nel quadriennio 2008-2011 un impegno di spesa di 120 mln €.
La strategia di carbon management per i prossimi anni conferma e rafforza l’impegno di Eni nei seguenti ambiti:
Il potenziamento della strategia di carbon management indicato nel prossimo piano industriale prevede la definizione di un target complessivo di riduzione delle emissioni.
Inoltre, per rafforzare la trasparenza verso l’esterno e incrementare il circolo virtuoso della riduzione delle emissioni sarà esteso il controllo anche a quelle indirette (c.d. scope 3), non limitandosi più solamente alle emissioni relative alle sole attività Eni, ma anche a quelle legate ai prodotti acquistati e alle attività core appaltate.
Eni svilupperà, infatti, un’analisi della catena di fornitura che si focalizzerà sul carbon footprint dei contrattisti più impattanti, nell’ambito di una strategia di gestione dei fornitori sostenibile.
Nel 2010 sarà definita una metodologia di calcolo applicabile per la rendicontazione delle emissioni indirette scope 3 da viaggi di lavoro.
Relativamente alle riduzioni nel settore esplorazione e produzione, continua l’impegno di Eni in progetti di riduzione del gas flaring associato alle produzioni di petrolio, con l’obiettivo di ridurre entro il 2012 il gas flaring del 70% rispetto ai livelli del 2007. Per alcuni di questi progetti, Eni promuove anche il riconoscimento
nell’ambito dei meccanismi flessibili del Protocollo di Kyoto come Clean Development Mechanism (CDM). Le corrispondenti emissioni da gas flaring/venting rappresentano circa il 30% delle emissioni di gas serra complessive di Eni.
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Questa pagina è stata aggiornata il 08/06/10