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SOSTENIBILITA'

 

Informatica Sostenibile

Eni ha realizzato numerosi progetti per migliorare l'efficienza delle proprie infrastrutture di telecomunicazione e contemporaneamente ridurre le trasferte del personale.

 

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CastelliDirettore Information & Communication Technology - ICT "Green": il nostro impegno

Adeguarsi ai principi dello sviluppo sostenibile è entrato ormai tra le mission principali dell'ICT. Il 2% della CO2 emessa nel mondo arriva infatti dall'industria informatica e delle telecomunicazioni: una quantità paragonabile a quella prodotta dall'intera industria dei trasporti aerei.

Solo nel 2007, sono stati spesi in energia elettrica 7 miliardi di dollari per far funzionare e raffreddare i server nei data center di tutto il mondo. Nei prossimi dieci anni l'alimentazione e la climatizzazione delle infrastrutture informatiche diventerà uno dei fattori critici dello sviluppo economico.

Un'informatica ecosostenibile è dunque un obiettivo fondamentale di Eni ICT. Il nostro impegno è quello di introdurre innovazioni tecnologiche che abbiano l'effetto di favorire un uso migliore e più razionale delle risorse disponibili perché è un errore credere che l'ICT verde comporti costi maggiori e performance più basse.

Essere green per l'informatica significa infatti  ridurre i costi operativi delle infrastrutture attraverso modalità sempre nuove, come oggi stiamo facendo con il consolidamento e la virtualizzazione, che comporteranno consumi energetici molto inferiori rispetto a prima. Anche il caso delle videoconferenze è significativo, perché grazie alla nuova facilità di collegamento tra le diverse sedi, sono diminuite le trasferte. Cito ancora la nostra adesione al World Community Grid  grazie al quale Eni, alla data del 30 ottobre, ha già erogato l'equivalente di 248 giorni, 4 ore e 23 minuti di tempo per l'elaborazione dei dati a favore di progetti scientifici.

L'ICT di Eni è ormai avviata definitivamente sulla strada della sostenibilità. Da sempre il mondo dell'informatica e delle telecomunicazioni è stato la frontiera dell'innovazione e della creatività e oggi contribuisce attivamente a ridurre i problemi dell'impatto ambientale delle imprese.

L'ICT di Eni è ormai avviata definitivamente sulla strada della sostenibilità. Da sempre il mondo dell'informatica e delle telecomunicazioni è stato la frontiera dell'innovazione e della creatività e oggi contribuisce attivamente a ridurre i problemi dell'impatto ambientale delle imprese.

Il Progetto "Videoconferenze in tutto il mondo", promosso da Eni nel 2005, è in via di completamento, ma già si prevedono ulteriori implementazioni nei prossimi anni. Il sistema di videoconferenze Eni collega già oggi quasi 50 sedi di Eni nei diversi Paesi del mondo. La videoconferenza è uno strumento molto efficace per migliorare la comunicazione in un'azienda multinazionale come Eni poiché sostituisce non solo le riunioni ordinarie  fra dipendenti di sedi diverse, ma permette inoltre di organizzare riunioni in tempi brevissimi, favorendo il lavoro in team, riducendo il tempo ed il disagio di continue o lunghe trasferte.

La riduzione delle trasferte e quindi minor utilizzo dei mezzi di trasporto riduce i consumi energetici e conseguentemente le emissioni di gas serra nell'atmosfera. Si stima che mediamente ogni anno vengano effettuate circa 52,000 videoconferenze. Assumendo che a metà di esse siano associate 3 trasferte, che a loro volta comportano rotte di corto raggio per year, si stima che il sistema di videoconferenze riduca le emissioni di circa 11ktonCO2eq annua.

Eni ha avviato inoltre un progetto di riduzione del numero dei server conseguibile attraverso la loro "virtualizzazione" e "consolidamento" attraverso la sostituzione dei server con macchine virtuali (700 delle vecchie macchine sono state sostituite con 18 server virtualizzati) il consolidamento fisico dei server mediante l'utilizzo di macchine più efficienti (200 vecchi server sono quindi stati consolidati su 4 nuove server farm). Aumentare la potenza dei server e diminuire il loro numero ha quindi l'effetto di ridurre in modo significativo il  consumo energetico (circa 4.300 MWh l'anno)  e l'emissioni di CO2 (circa 2.500 tonnellate l'anno): questo risparmio è pari a quello che si sarebbe ottenuto se 2.766 dipendenti non si recassero più tutte le mattine in macchina in ufficio per un anno intero.

 

Eni aderisce a World Community Grid, un'iniziativa iniziativa umanitaria globale, tesa ad impiegare la capacità di elaborazione inutilizzata dei computer, per creare una rete di calcolo a livello mondiale al servizio di progetti umanitari.
Aderendo a WCG, Eni mette a disposizione la capacità di calcolo della propria rete di personal computer a favore di diversi progetti umanitari come AfricanClimate@Home, per il miglioramento dei modelli di previsione meteorologica del continente africano e FightAIDS@Home per gli studi contro la sindrome da immunodeficienza acquisita. Sostenendo questo progetto Eni prosegue nel suo impegno in favore di un utilizzo più efficiente delle risorse energetiche. Infatti, per ogni personal computer che metterà a disposizione la sua potenza di calcolo, si potranno ridurre fino a 860 tons di emissioni di CO2 nell'atmosfera all'anno.

In particolare, si stima che se i 16.000 computer circa attivi sulla rete Eni fossero collegati al World Community Grid e fornissero una capacità di elaborazione di 2,5 ore al giorno sarebbe possibile evitare l'utilizzo di computer dedicati a questi calcoli da parte dei centri di ricerca per un risparmio complessivo pari a 1 milione e 700 mila Kwh l'anno*. Tale risparmio energetico corrisponde ad una riduzione di emissioni di 860 tonnellate di CO2 all'anno

La WCG rende disponibile la sua tecnologia al pubblico e alle organizzazioni non-profit per ricerche umanitarie che, altrimenti non potrebbero essere realizzate a causa dell'alto costo dell'infrastruttura di calcolo richiesta. Il sistema WCG si basa su processi di grid computing, un'infrastruttura distribuita che consente l'utilizzo di risorse di elaborazione, provenienti da un vasto numero di calcolatori interconnessi in rete. La tecnologia su cui si basa la grid è concettualmente semplice e facile da usare: il computer registrato, quando inutilizzato, richiede al server della WCG i dati relativi al progetto selezionato, effettua calcoli su questi dati e invia al server i risultati. La grid computing aggrega, pertanto, la potenza elaborativa di molti computer creando un unico sistema virtuale. Il processo di elaborazione avviene anche a monitor spento permettendo una più efficiente gestione dell'energia fornita al PC.

Tutti i risultati vengono resi disponibili alla comunità scientifica mondiale senza brevetti o royalties di qualsiasi tipo.L'iniziativa è sostenuta da IBM che mette a disposizione del network, con propri prodotti hardware e software, i servizi e le competenze tecniche necessari per realizzare, mantenere e gestire l'infrastruttura di World Community Grid.

*calcoli effettuati per un utilizzo per 220 giorni l'anno




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Questa pagina è stata aggiornata il 06/04/09