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SOSTENIBILITA'

 
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La Tutela degli Ecosistemi

La Tutela degli Ecosistemi

Le attività di costruzione di infrastrutture per il trasporto di energia possono coinvolgere ambienti ed ecosistemi particolarmente sensibili, diffusi specialmente nelle remote aree di sviluppo dei nuovi giacimenti.

 

  • Ripristini VegetazionaliRipristini Vegetazionali
  • Tubazioni a bassissimo fondaleTubazioni a bassissimo fondale

Nelle attività di progettazione e realizzazione dei gasdotti il tracciato è scelto tra diverse alternative sulla base di considerazioni relative all'impatto ambientale, alla sicurezza del trasporto e alla fattibilità tecnico-economica. In particolare si cerca di evitare o di ridurre al minimo il passaggio in aree di particolare interesse naturale o culturale, aree archeologiche, aree geologicamente instabili e aree abitate o in cui è prevista la costruzione di nuovi insediamenti abitativi. Questa analisi viene condotta analizzando le componenti riguardanti il suolo, il sottosuolo, le specie botaniche, il patrimonio faunistico e gli ecosistemi, il paesaggio e le attività agricole, le infrastrutture i piani paesistici e territoriali e i vincoli ambientali.

Nella fase di costruzione vengono scavate delle trincee per la posa delle tubazioni utilizzando tecnologie che interferiscono il meno possibile con l'ambiente circostante. Una volta terminata la posa viene effettuata un'accurata operazione di ripristino in modo da riportare il terreno nelle condizioni originali: i progetti di ripristino vegetazionale tengono conto di tutte analisi degli ecosistemi effettuate nella progettazione di base e sono governati dal criterio fondamentale della salvaguardia delle biodiversità. I ripristini vegetazionali prevedono l'impiego di specie vegetali autoctone  e in particolare di specie arbustive pioniere prodotte anche con accordi diretti con vivai specializzati. Al termine della realizzazione dei progetti di ripristino ambientale in alcuni casi sono avviati  progetti quinquennali di monitoraggio dei neoecosistemi derivanti dagli interventi di rivelazione in collaborazione con Università e Studi professionali.

Anche al termine della realizzazione delle centrali di compressione del gas o di iniziative di potenziamento o ampliamento delle centrali esistenti, vengono svolte attività di ripristino e mitigazione ambientale, sia all'interno dell'impianto, come "arredo" a verde, sia all'esterno dell'impianto, come inserimento paesaggistico, in funzione del contesto ambientale.

Relativamente all'attività di posa e sostituzione delle condotte di distribuzione sono utilizzate le tecniche "no dig" che richiedono un limitato ricorso a scavi e riducono l'impatto dei lavori stradali sull'ambiente circostante.

Durante i lavori di posa delle condotte sottomarine si utilizzano sistemi innovativi di monitoraggio, che forniscono in tempo reale lo stato di sollecitazione del tubo durante le operazioni di varo. Durante l'esercizio delle condotte sottomarine vengono inoltre svolte campagne di indagini video-strumentali lungo i gasdotti con lo scopo di controllare sia il loro stato, sia quello dell'ambiente circostante.

Saipem ha sviluppato tecnologia per la posa di tubazioni in bassissimo fondale e per il suo successivo interro che permette di evitare l'impiego di mezzi e attrezzature a forte impatto ambientale e opere di sbancamento e dragaggio di grandi volumi di terreno.

Le soluzioni adottate e largamente impiegate a partire dal 2006 hanno permesso di installare complessivamente 150 km di tubazione in un ambiente di transizione mare-terra a forte tutela, caratterizzato da un ecosistema unico ricco di flora e fauna endemica.

L'approccio integrato ha permesso di controllare la procedura di installazione, dal metodo nel suo complesso (modularità), ai mezzi di posa (Castoro12, TRB, TRB Tenders, PE Floaters) alla singola scelta sull'attrezzatura (ad es. olio completamente biodegradabile nelle macchine oleodinamiche che possono accidentalmente versare olio in mare).





Questa pagina è stata aggiornata il 06/10/09