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SOSTENIBILITA'

 
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Acqua

Acqua

L’estensione delle zone a rischio desertificazione, l’aumento demografico o l’inquinamento delle acque necessarie al sostentamento di intere comunità e territori hanno determinato  nelle istituzioni e nelle imprese un diverso approccio alle risorse idriche.
L’acqua è un bene locale e l’impatto su questa risorsa è determinato non solo dalle quantità utilizzate ma anche dalla disponibilità e dalla qualità delle risorse, oltre che dalla dipendenza da essa di comunità e zone ricche di biodiversità.

Eni ha ridotto i consumi idrici pur a fronte di una espansione delle attività di produzione e lavorazione dei prodotti petroliferi. Questo risultato è reso possibile grazie all’adozione di tecnologie eco-efficienti (cicli chiusi e utilizzo di acqua di mare o di sistemi sostitutivi nei processi di raffreddamento industriali).

Nel 2009 il consumo di acqua dolce si è ridotto di circa il 5% (da 220 a 209 mln/m3) in linea con gli obiettivi di riduzione prefissati e consolidando il trend descrescente degli ultimi anni ; nel prossimo quadriennio Eni stima di conseguire un’ulteriore riduzione di circa il 10% dei prelievi di acqua dolce e il mantenimento della quota di acqua riciclata al 30%.

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acqua dolce prelevata

 
In particolare nel settore petrolchimico uno dei progetti di più ampia pia rilevanza riguarda lo stabilimento di Mantova; il progetto prevede due iniziative che hanno come obiettivo la riduzione del prelievo di circa 17 mln m3/anno di acqua dal fiume Mincio; il completamento dei lavori è previsto nel 2011 e comporterà una riduzione del 20% dei consumi di acqua dolce delle attività petrolchimiche di Eni.


Nel settore esplorazione e produzione sono in corso interventi per contenere il consumo di acqua dolce e salmastra in aree particolarmente sensibili (Libia e Congo).
Sempre nel settore esplorazione e produzione, la pratica di produced water re-injection, utile per mantenere in pressione i giacimenti, consente di ridurre gli impatti di acque contaminate ed evitare di prelevare acqua dolce. Durante il 2009 sono diventati operativi i progetti in Libia di Bouri, Abu Attifel, Wafa, Belaym in Egitto e di Ogbainbiri in Nigeria, per un totale di 6,2 milioni di m3 reiniettati nel 2009 e un minore consumo di acque salmastre di 1,1 milioni di m3. In Indonesia nel 2008 tutte le acque di produzione dei siti di Badak, Nilam e Semberah sono state reiniettate in giacimento e nel 2009 il progetto è stato esteso anche ai campi di Pamaguan e Mutiara.
Altri progetti in Paesi come Egitto, Indonesia, Algeria, Congo sono in fase di avanzamento, mentre i progetti
in Italia e Kazakhstan sono in fase iniziale. La spesa complessiva per i progetti di water injection nel 2009 è stata pari a 127 milioni di euro e grazie a una ulteriore spesa di 181 milioni di euro si prevede di reiniettare il 65% delle acque estratte insieme al petrolio (a fronte del 39% raggiunto nel 2009) evitando scarichi idrici per circa 12 milioni di m3.

Acqua estratta associata al petrolio/gas

  2007 2008 2009
Estratta 48,34 52,93 59,66
Reiniettata 14,72 14,88 23,31

 

 
Il settore gas nel corso del 2009 ha realizzato gli impianti di fitodepurazione nelle centrali di Enna e Terranova riutilizzando l’acqua depurata, realizzando cicli chiusi ed eliminando gli scarichi. Sergaz, in Tunisia, ha avviato un progetto di recupero delle acque trattate per l’irrigazione delle zone verdi. Inoltre si riducono i prelievi di acque dolci del 22,4% circa principalmente per un utilizzo più efficiente delle risorse idriche nelle sedi direzionali.

 




Questa pagina è stata aggiornata il 08/06/10