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SOSTENIBILITA'

 
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Acqua

Gestione delle Risorse Idriche

Eni gestisce le risorse idriche con particolare attenzione alla riduzione dei consumi di acqua dolce mediante l'adozione di tecnologie a basso consumo di acqua, privilegiando il riciclo e il reimpiego delle acque di processo e attuando opportuni processi di depurazione delle acque industriali.

L'andamento dei prelievi idrici nel 2008, pari a 3.259 milioni di metri cubi, rivela un trend in diminuzione rispetto al 2007.

Anche i prelievi di acqua dolce sono in lieve diminuzione rispetto al 2007 (-0,2%), mentre aumenta del 10% il riciclo delle acque dolci per i significativi investimenti in particolare del settore petrolchimico.

Acqua dolce prelevata

Acqua riciclata

 
  • Processo EN-Z liteProcesso EN-Z lite
  • "Water reuse" nella Raffinazione"Water reuse" nella Raffinazione
  • Water InjectionWater Injection

Il processo En-Z-Lite permette di rimuovere efficacemente i contaminanti organici dalle acque di falda rispettando i limiti prescritti dalla normativa. Il processo, applicato al trattamento di acque reflue, restituisce una corrente di qualità adatta ad essere valorizzata in stabilimento, ad es. nella produzione di acqua demineralizzata e quindi di vapore.

Nel 2007 è stato compiuto un ulteriore progresso nel completamento del know how di processo con il deposito di un brevetto relativo alla rigenerazione termica delle zeoliti sintetiche idrofobiche. Nella Raffineria di Taranto è in funzione una barriera permeabile reattiva (PRB, Permeable Reactive Barrier, trattamento dell'acqua in situ tramite un materiale permeabile reattivo che degrada o immobilizza i contaminanti presenti nell'acqua sotterranea che fluisce attraverso di esso): questo sistema pilota viene impiegato per la bonifica in situ della falda contenente MTBE, idrocarburi e AS.

Nel 2008 sarà sviluppata la progettazione di una PRB full scale e la valutazione economica dell'iniziativa. Presso alcuni punti vendita sono in esercizio impianti full-scale per il trattamento in situ dell'acqua di falda: il processo En-Z-Lite si è dimostrato come l'unico trattamento in grado di rispettare i più rigorosi livelli di MTBE richiesti dalle autorità.

Il "Water Reuse" è l'ultimo step di un progetto a più ampio respiro denominato "Il progetto integrato delle acque" che prevede il trattamento delle acque di falda e il riutilizzo delle acque trattate per uso industriale.  Il progetto Water Reuse si pone come obiettivo il riutilizzo interno delle acque provenienti dal trattamento delle acque effluenti, incluse le acque emunte dagli sbarramenti idraulici previsti dal "Progetto definitivo di bonifica", per produrre acqua demineralizzata destinata alla produzione di vapore, e attualmente prelevata dai pozzi di raffineria.

I benefici riguardano la minimizzazione del prelievo di acqua di pozzo e l'immissione nel corpo recettore notevolmente inferiore sia in termini di volumi sia di concentrazioni.

A fine 2006 è stato realizzato dalla Raffineria di Gela l'impianto di trattamento delle acque di falda, che permetterà la depurazione e il totale riutilizzo delle acque soggette alle infiltrazioni di idrocarburi nel sottosuolo dello stabilimento. Sono stati posati circa 18.500 metri di tubazioni ed attualmente questo è il primo impianto del genere in Europa

Il sistema di lavorazione sfrutta l'interconnessione di 67 pozzi: sarà così possibile recuperare, in maniera automatizzata, le acque su tutto il fronte sud del complesso industriale lungo il quale sono state costruite delle barriere sotterranee di resina bentonitica per arginare lo scivolamento a mare dell'acqua di falda inquinata.

L'impianto è stato progettato per trattare 300 metri cubi di liquidi l'ora: l'acqua, una volta trattata e dunque distillata, verrà poi riutilizzata in parte per alimentare le caldaie della centrale termoelettrica, in parte sarà distribuita al territorio.

La reiniezione nel sottosuolo delle acque di produzione è una tecnologia che consente il mantenimento della pressione in giacimento, riducendo al contempo l'impatto ambientale, sia per quanto riguarda gli scarichi delle acque di produzione associate all'olio, sia per quanto concerne la riduzione dei prelievi di acque dolci mediante il recupero assistito.

Ciò è rilevante soprattutto in zone sensibili come il deserto libico, dove la disponibilità della risorsa idrica è limitata. In queste zone Eni è impegnata nell'attuare una strategia di salvaguardia della risorsa, individuando soluzioni alternative per sostituire il consumo di acqua dolce con quello di acqua di mare o acqua salmastra. A tale scopo, sono stati avviati numerosi progetti in Libia, in Egitto (campo di Belaym); in Nigeria (campi di Ogbainbiri, Tebidaba ed Ebocha) e in Kazakhstan (campo di Kashagan). Proprio in Libia sono in corso due progetti, in partnership con la National Oil Corporation Libya, il cui obiettivo è la riduzione dei prelievi idrici e l'eliminazione dell'impatto ambientale prodotto dallo scarico delle acque di produzione a mare e nei bacini di evaporazione. L'investimento totale dei due progetti è pari a circa 30 milioni di euro: il primo progetto, nel campo offshore di Bouri, prevede la sola reiniezione delle acque di produzione attualmente scaricate a mare.

Il secondo progetto, nel campo onshore di Bu Attifel, consiste nella realizzazione di un nuovo sistema di trattamento delle acque di produzione di capacità pari a 100.000 barili/giorno e nella modifica dell'attuale sistema di iniezione delle acque (operativo a partire dal 2009).

Tale sistema, oltre ad eliminare l'attuale scarico delle acque di produzione, permetterà di ridurre progressivamente i prelievi di acqua dolce. Sempre in Libia, nel campo El Feel, si prevede di sviluppare un sistema di approvvigionamento acque a partire da un acquifero profondo, salmastro, non utilizzabile direttamente a scopo agricolo e potabile. Questa attività riduce drasticamente il prelievo di acque dolci.





Questa pagina è stata aggiornata il 01/09/09