GIU09
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Gli asset in questione (44 titoli minerari) sono suddivisi in tre gruppi (ciascuno sarà trasferito ad una singola Newco) distinti in base alla collocazione geografica: il primo nel Nord Italia (Pianura Padana ed Emilia Romagna), il secondo nell'Italia Centrale, (Marche, Abruzzo, Molise), il terzo nel Mezzogiorno, nell'area di Crotone.
San Donato Milanese (MI), 22 giugno 2009 - In coerenza con il Piano Strategico per il quadriennio 2009-2012 e nell'ambito del processo di razionalizzazione del proprio portafoglio, Eni ha identificato una serie di asset e titoli minerari in Italia che intende conferire a tre società di nuova costituzione (NewCo) interamente controllate da Eni .
Gli asset in questione (44 titoli minerari) sono suddivisi in tre gruppi (ciascuno sarà trasferito ad una singola Newco) distinti in base alla collocazione geografica: il primo nel Nord Italia (Pianura Padana ed Emilia Romagna), il secondo nell'Italia Centrale, (Marche, Abruzzo, Molise), il terzo nel Mezzogiorno, nell'area di Crotone.
Le due società relative agli asset dislocati nel Nord e nel Centro Italia, potranno eventualmente essere oggetto di cessione. Per le loro dimensioni e caratteristiche, questi asset rivestono un'importanza marginale nella strategia di Eni, ma possono assumere un interesse notevole per altri operatori in possesso di adeguati requisiti finanziari e tecnici, che potranno valorizzarne al massimo le potenzialità industriali.
A tal proposito, Eni, supportata dagli advisors finanziari Goldman Sachs e Rothschild, ha coinvolto nell'iniziativa un numero elevato di potenziali acquirenti, sia italiani che internazionali, e prevede di completare l'operazione entro l'anno.
Si sottolinea che non vi saranno ricadute negative in termini occupazionali. A tal proposito, Eni ha già provveduto ad informare in dettaglio le organizzazioni sindacali.
Con questa iniziativa, Eni intende ottimizzare l'efficienza operativa in Italia e razionalizzare il proprio portafoglio, pur preservando il suo ruolo di leader nel panorama energetico italiano. Si intende, altresì, dare spazio ad altri operatori, in linea con le richieste del mercato e le politiche di liberalizzazione del settore energetico italiano.
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Questa pagina è stata aggiornata il 22/06/09 alle ore 16:50
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