MAR09
CET 09:00
Quattro sono i riconoscimenti attribuiti in questa edizione: Nuove Frontiere degli Idrocarburi, Energie Rinnovabili e Non Convenzionali, Protezione dell'Ambiente, Debutto nella Ricerca.
Roma, 18 marzo 2009 - Eni annuncia i vincitori per il 2009 del premio Eni Award, istituito per promuovere la ricerca e l'innovazione tecnologica nel campo dell'energia sostenibile. Quattro sono i riconoscimenti attribuiti in questa edizione: Nuove Frontiere degli Idrocarburi, Energie Rinnovabili e Non Convenzionali, Protezione dell'Ambiente, Debutto nella Ricerca.
Il Comitato Promotore di Eni Award, presieduto dall'Amministratore Delegato di Eni Paolo Scaroni, nel comunicare i nomi dei vincitori, ha espresso il proprio ringraziamento ai componenti della Commissione Scientifica, tra i quali, espressione dei più importanti centri di studio e ricerca a livello mondiale, si annoverano due premi Nobel.
Il Premio Nuove Frontiere degli Idrocarburi è stato assegnato ex aequo ad Alan G. Marshall (USA) e a Tony Settari (Canada). Il Premio ha per oggetto la ricerca sulle tecnologie innovative e di frontiera per l'esplorazione, il recupero avanzato, lo sviluppo, la raffinazione, il trasporto e la distribuzione di petrolio e gas naturale.
Alan G. Marshall dal 1993 è direttore dell'ICRA Program all'interno del National High Magnetic Field Laboratory presso la Florida State University, il più grande laboratorio del mondo specializzato negli alti campi magnetici.
La ricerca ha riguardato la realizzazione di sistemi analitici avanzati per la determinazione dettagliata dei componenti di miscele chimiche complesse (quale il petrolio, ma anche il sangue), riuscendo ad individuare fino a ben 50.000 componenti. Questo risultato è reso possibile attraverso l'utilizzo della spettroscopia di massa ad altissima risoluzione (FT-ICR), messa a punto da Marshall.
Tony Settari è considerato uno dei maggiori esperti di ingegneria dei giacimenti e di simulazioni computerizzate di giacimenti petroliferi. E' titolare della cattedra di Ingegneria del Petrolio presso l'Università di Calgary. E' stato premiato per avere sviluppato delle tecniche innovative per la simulazione geomeccanica dei fenomeni che si manifestano durante l'estrazione degli idrocarburi da un giacimento. Tali tecniche consentono di ottimizzare i costi di produzione e di pianificare lo sfruttamento dei giacimenti in modo ambientalmente sostenibile.
Il Premio Energie Rinnovabili e non Convenzionali è stato assegnato a Martin Green. Il Premio riconosce i risultati di ricerca e sviluppo avanzato nel campo delle fonti di energia rinnovabili e non- convenzionali.
Martin Green è Inaugural Australian Federation Fellow e Scientia Professor alla New South Wales University di Sidney. Martin Green con il suo gruppo di ricerca si è concentrato sull'identificazione dei fattori che limitano concettualmente l'efficienza delle celle solari e ad oggi può vantare il record di efficienza delle celle al silicio, pari al 25%. Il suo lavoro innovativo sulle celle di terza generazione ha l'obiettivo di aumentare sempre più le prestazioni delle celle solari riducendone i costi di fabbricazione e contribuendo ad affrontare le sfide poste dalla crescente domanda di energia pulita tramite l'utilizzo su grande scala dell'energia solare.
Il Premio Protezione dell'Ambiente è stato assegnato a Gerard Ferey. Il Premio intende riconoscere risultati rilevanti di ricerca e innovazione nel campo dell'impatto delle attività umane sull'ambiente naturale, con riferimento ad approcci sia di tutela sia di risanamento ambientale, con un particolare focus rivolto a ricerca e tecnologie innovative per l'abbattimento di inquinanti locali e gas serra quali la CO2.
Gerard Ferey è professore straordinario presso l'Université de Versailles ed è un esperto riconosciuto a livello mondiale nel campo dei solidi porosi. La ricerca premiata riguarda la messa a punto di nuovi materiali (sistemi solidi cristallini a pori larghi) per l'assorbimento selettivo di molecole organiche componenti di miscele complesse (gas, liquidi, molecole biologicamente attive). Attraverso ricerche di frontiera è riuscito a sviluppare strutture in grado di assorbire e immagazzinare a temperatura ambiente gas quali monossido e biossido di carbonio (CO, CO2), metano (CH4), solfuro di idrogeno (H2S), ossidi di azoto e di zolfo (NOx, SOx) con risultati straordinari: uno dei materiali messi a punto è in grado di assorbire fino a 400 volumi di CO2 per volume di solido. I suoi lavori aprono affascinanti orizzonti per la tutela ambientale, individuando una strada realistica ed efficiente per la cattura di gas inquinanti e pericolosi e lo stoccaggio di fonti e vettori energetici.
I due Premi Debutto nella Ricerca, destinati a giovani studiosi per favorire e valorizzare la ricerca in Italia, sono stati assegnati ad Alberto Cuoci e a Loredana De Rogatis e riguardano le medesime materie dei tre premi internazionali: la ricerca e innovazione tecnologica nel campo degli idrocarburi, delle energie rinnovabili e non convenzionali e la tutela e ripristino dell'ambiente.
Alberto Cuoci ha presentato la Tesi di Dottorato di Ricerca discussa presso il Politecnico di Milano dal titolo ‘Formazione di inquinanti in flussi reattivi turbolenti. Interazioni tra chimica e turbolenza' La sua ricerca costituisce un significativo contributo per la caratterizzazione della formazione degli ossidi di azoto e quindi per la progettazione di dispositivi di combustione non inquinanti ed efficienti.
Loredana De Rogatis ha presentato la Tesi di Dottorato discussa presso l'Università di Udine dal titolo ‘Disegno di catalisi nanostrutturate per la produzione di H2 e l'idrogenazione di CO2'. La sua ricerca si prefigge l'obiettivo di individuare una nuova classe di catalizzatori per la produzione di idrogeno da varie fonti: metano, metanolo, etanolo. Il lavoro è completato da uno studio sull'idrogenazione catalitica della CO2.
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