Agenzia del lavoro Ricerca e Selezione del personale
Aut. Prot. n° 2946 del 29/01/07
Eni Corporate University è il principale strumento di cui Eni si è dotata per sviluppare e valorizzare il patrimonio di conoscenze e competenze manageriali e tecnico-professionali delle proprie persone, per potenziare l'employer branding e per contribuire alla diffusione di una corporate identity unitaria, in coerenza con le strategie e le esigenze aziendali.
STORIA
LA FORMAZIONE
KNOWLEDGE MANAGEMENT
MODELLO 231
CONTATTI
L'eredità di Mattei
In un'intervista televisiva del 1961 Enrico Mattei affermò con grande convinzione che "la tanta gente, i tanti lavoratori non sono per l'Italia un segno di povertà, ma un segno di ricchezza". Questo avveniva quando il personale delle imprese non veniva ancora considerato una risorsa e poco dopo la forte l'emigrazione di tanti italiani che negli anni '50 cercarono fortuna in altri paesi dell'Europa e dell'America.
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Seppur severo e molto esigente, Mattei riponeva fiducia nei contributi che le persone potevano dare allo sviluppo dell'impresa e gran parte del segreto del successo della sua Eni fu proprio legato alla rapidità con la quale riuscì a preparare e mettere in circolo una rete formidabile di tecnici e manager.
Conscio che un paese come l'Italia, uscito dalla guerra in condizioni disastrate e senza grandi risorse naturali, poteva contare solo sulla qualità delle proprie persone, Mattei utilizzò le "leve" del recruitment e della formazione per costituire rapidamente, negli anni '50, uno staff di eccellenza.
"Quando li trovo (giovani, ricchi di talento, motivatissimi, disponibili fino alla dedizione), li assumo anche se non ho bisogno, perché quando ne hai bisogno non li trovi": era questa la filosofia di un talent scout che sin dall'esperienza partigiana aveva mostrato un grande fiuto nel valutare le persone e una profonda capacità di attrarle e motivarle, trasmettendo il senso di una missione da compiere. In un periodo nel quale partivano in continuazione nuove iniziative di business, riteneva importante disporre di quelle che chiamava "riserve di professionalità", perfettamente formate e pronte per essere immediatamente operative dovunque, nel mondo, dovessero servire.
Lanciò una grande politica di formazione e addestramento per tutte le figure professionali, da quelle più operative, fino ai quadri e i dirigenti, coinvolgendo in seminari (alcuni a livello di singola società operativa, altri a livello di gruppo Eni) anche il top management. La formazione era sia formazione classica d'aula che formazione on the job ed era frequente che mandasse i suoi collaboratori migliori negli Stati Uniti affinché potessero visionare modalità organizzative innovative da replicare in Italia.
La costituzione nel 1957 della Scuola di Studi Superiore sugli Idrocarburi, la prima business school italiana dedicata anche a stranieri, rinominata nel 1969 Scuola Mattei, esprime in maniera chiara il suo forte interesse nei confronti della formazione e anche una notevole originalità nell'approcciare questo tema, sia per l'interdisciplinarità sia per la provenienza della maggior parte degli studenti dall'estero (ad oggi sono più di 100 le nazionalità degli oltre 2.500 studenti formati).
Le iniziative di accentramento
Parallelamente alla formazione post-universitaria nelle discipline tecniche ed economiche della Scuola Mattei, nel 1973 nasce lo IAFE (Istituto Aggiornamento e Formazione Eni) con l'obiettivo di progettare ed erogare la formazione manageriale di tutti i dirigenti delle società del Gruppo, strumento indispensabile per lo sviluppo di una cultura manageriale Eni comune.
Con la successiva costituzione di Eniformazione, Società Consortile per Azioni, istituita nel 1998, viene accentrata anche la formazione tecnico-professionale e quella relativa ai know-how trasversali (es. lingue e informatica).
La costituzione di Eni Corporate University: le ragioni e gli obiettivi
Nel 2001, quindi, le attività di formazione del personale e, in generale, quelle rivolte a garantire il presidio, la diffusione e lo sviluppo della cultura di impresa Eni per i settori industriali e i mercati di interesse del Gruppo erano distribuite su più soggetti
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È per superare questa frammentazione e realizzare una sinergia con i processi di reperimento e selezione che venne costituita Eni Corporate University, integrando così tutte le strutture Eni dedicate alla formazione e alla selezione, con l'obiettivo di:
Nel '57, quando la Scuola Mattei fu concepita come scuola per i giovani, Enrico Mattei nel disegnare i contorni dell'insegnamento che doveva fornire aveva ben chiaro che c'era bisogno di tecnici, perché il mondo di Eni è un mondo di tecnici, che opera in un contesto dove la tecnica, la tecnologia sono centrali. Però era ugualmente convinto della necessità che i giovani fossero sottoposti a incontri con i filosofi, con persone dell'arte e della letteratura, della cultura in genere. Fece scandalo, presso gli amministratori dell'epoca, l'abbonamento al Teatro alla Scala offerto ai giovani della Scuola Mattei.
Quando gliene fu chiesto il perché, Mattei diede questa breve risposta:
"Io ho bisogno, per quello che voglio fare, di uomini interi; e ho paura che molti dei nostri giovani non riescano a essere interi perché hanno dedicato tutte le loro forze a completarsi in una materia specifica, a scapito dell'integrità di tutti gli aspetti della personalità. Sono giovani che hanno cessato di crescere armonicamente quando hanno finito la scuola superiore. Inseriti in una carriera tecnica, sono diventati dei meravigliosi strumenti per obiettivi di natura tecnica, ma hanno perduto la loro capacità di autoalimentarsi, di autolegittimarsi".
I traguardi del business si affidano all'esperienza e al valore delle persone che lavorano in Eni e alla loro capacità di apprendere nuove conoscenze, nuovi comportamenti, nuovi modi di vivere il lavoro.
La formazione in azienda, nelle diverse espressioni e finalità, ha lo scopo di accompagnare la persona nel suo percorso evolutivo, aiutandola a costruire un'identità professionale solida e dinamica, a riconoscere il proprio modo di agire e a esprimere le proprie potenzialità.
Formazione e Sostenibilità: le iniziative nel 2010
La formazione manageriale rappresenta una costante garanzia di allineamento delle competenze strategiche all'evoluzione del business, di cui intercetta i bisogni formativi espliciti ed emergenti.
Il suo scopo è favorire l'acquisizione di un insieme ricco e flessibile di comportamenti e saperi, affinare le abilità manageriali e gli stili relazionali, accrescere la capacità di interpretare e diffondere una cultura d'impresa che sia sostenibile e attenta al benessere organizzativo.
L'offerta formativa comprende interventi formativi progettati ad hoc, secondo le specifiche esigenze del committente, e un ventaglio di proposte articolate in diverse aree tematiche.
Le principali aree di intervento sono lo sviluppo di competenze personali, la valorizzazione delle persone, il diversity management, gli economics di impresa e il project management.
Formazione tecnico -professionale
Nucleo dell'offerta formativa di Eni Corporate University, la formazione tecnico-professionale si prefigge l'obiettivo di sviluppare competenze specifiche per operare nelle strutture di Eni e delle sue società in un contesto industriale integrato e multinazionale.
L'offerta si compone di proposte trasversali ma anche di interventi progettati ad hoc al passo con l'evoluzione delle aree di business. Gli interventi, in funzione degli obiettivi e dei contenuti, sono diretti a molteplici destinatari: personale neo-assunto, professional, giovani laureati, tecnici ad alta specializzazione e operai. Le principali aree della formazione tecnico-professionale sono Geologia/Geofisica, Reservoir, Well Area, Produzione, Manutenzione e HSEQ.
Elemento distintivo dell'e-learning di Eni Corporate University è il servizio di tutoraggio. Il tutor è un formatore che ha il ruolo di orientare e facilitare l'apprendimento; fornisce pertanto un servizio di supporto e assistenza, interagendo con i partecipanti al corso attraverso strumenti di comunicazione individuali e di gruppo, in modalità sincrona e asincrona. La figura del tutor possiede varie competenze mirate a conoscere e gestire autonomamente i processi di apprendimento degli adulti, gli strumenti multimediali per la comunicazione, nonché i mezzi tecnologici per il monitoraggio e la valutazione dell'apprendimento.
Eni Corporate University opera per favorire la diffusione delle conoscenze in Eni contribuendo alla progettazione e allo sviluppo delle iniziative di knowledge management da parte delle aree di business e delle aree professionali, favorendo il trasferimento delle esperienze e assicurandone una vista consolidata.
Le organizzazioni, e le aziende in particolare, da qualche anno devono fare fronte a un contesto sempre più complesso, dinamico e competitivo.
Oltre alle sfide strutturali dovute al rimpiazzo delle riserve e alla crescente complessità dell'attività operativa, dei progetti, dei mercati e delle regolamentazioni, l'oil business attraversa fasi caratterizzate da un'alta variabilità dei prezzi dei prodotti e di diminuzione dei margini; questo comporta inevitabilmente una continua ricerca di efficienza ed efficacia in tutte le fasi di attività. In quanto settore ad alto contenuto tecnologico, necessita inoltre di ingenti investimenti in ricerca e sviluppo per raggiungere obiettivi sia di tipo incrementale che completamente innovativi (breakthrough).
In tale contesto le conoscenze e le competenze delle persone rappresentano un asset determinante per la creazione del valore di un'impresa, per reagire prontamente ai fattori esterni, sviluppare soluzioni nuove, capitalizzare le esperienze e garantire la sostenibilità dei risultati nel tempo.
I processi e le dinamiche di lavoro sono cambiate e fanno sempre più leva sui knowledge worker e i fattori motivazionali che muovono le persone all'interno dell'azienda.
L'organizzazione nel suo complesso deve saper creare o recuperare al proprio interno le conoscenze, organizzarle in maniera sistematica, diffonderle e tradurle in innovazione di sistema, processo, servizio e comportamenti. Si tratta di un processo di cambiamento profondo, che pone le persone al centro e spinge l'organizzazione a creare un ambiente favorevole alla piena espressione del loro potenziale e allo sviluppo delle reti relazionali attraverso cui avvengono gli scambi di conoscenza.
Il knowledge management rappresenta la risposta per un uso efficace delle conoscenze presenti in un'azienda e per la crescita professionale delle persone coinvolte.
Il knowledge management ha pertanto un duplice obiettivo:
Questo processo può spingersi alla ricerca e messa a sistema delle conoscenze possedute anche oltre i confini della stessa organizzazione. Si innesca così un processo di conversione: dall'esterno all'interno e da qui di nuovo all'esterno sotto forma di nuovi o rinnovati prodotti, processi di lavoro e servizi o sistemi, che permettono di creare e gestire le dinamiche dell'innovazione e del mercato esterno in un circolo virtuoso, che crea sinergie e integrazione.
Il knowledge management rappresenta quindi un approccio strutturato al tema della gestione della conoscenza, che va affrontata in ottica di "sistema",le cui principali componenti sono:
L'introduzione di un sistema di Knowledge Management costituisce un progetto innovativo e di cambiamento. Uno dei fattori di successo è l'approccio culturale delle persone coinvolte, che richiede schemi, comportamenti e valori nuovi su cui è necessario agire per innescare e sostenere il processo. Tre sono gli elementi su cui viene posta particolare attenzione attraverso specifiche iniziative di change management:
Il modello Eni e le comunità di pratica
Il modello strategico del sistema delle conoscenze nasce dalle seguenti priorità:
Il modello organizzativo di riferimento è un modello "decentrato" che assegna le responsabilità di indirizzo e sviluppo delle iniziative alle aree di business e quelle professionali. I ruoli identificati come i principali referenti in materia di gestione e sviluppo delle conoscenze sono:
Le iniziative di knowledge management sono basate sullo sviluppo di Comunità di Pratica, l'utilizzo di strumenti di collaboration e di portali e, in una logica di sistema, trovano integrazione con i modelli professionali e i processi di gestione e sviluppo.
Le Comunità di Pratica (CoP) costituiscono l'ambiente in cui i partecipanti condividono le proprie conoscenze tacite ed esperienze relative a un tema, una disciplina o un processo per un proprio interesse e a supporto dell'organizzazione cui appartengono; proprio attraverso questa interazione reciproca accrescono le proprie conoscenze e quelle dell'organizzazione stessa, costituendo così un ulteriore canale a sostegno dell'apprendimento e della formazione.
La patrimonializzazione delle conoscenze e delle esperienze, cioè la loro raccolta e la possibilità di consultarle e riutilizzarle, permette di evitare errori già avvenuti e di recuperare più velocemente possibili soluzioni, le cosiddette "lesson learned", o di migliorare pratiche già in uso. Inoltre, la possibilità per tutti di interagire con i membri delle CoP permette di ricevere il supporto delle persone più esperte in caso di situazioni problematiche e garantisce approfondimenti e confronti rapidi ed efficaci.
Dal punto di vista organizzativo le CoP rappresentano reti virtuali di knowledge worker che operano in tutto il mondo, costituendo un sistema organizzativo snello ed efficace, basato sulla conoscenza e non sulla gerarchia. In questo modo rispondono all'esigenza di un'organizzazione di forte interattività e partecipazione; inoltre, sviluppano sinergie con l'organizzazione "formale" senza peraltro sostituirsi ad essa.
Nato inizialmente come uno strumento di efficienza, il knowledge management evolve e diventa una risposta organizzativa all'esigenza di creatività, innovazione e apprendimento continuo, che può incidere in modo concreto sulla catena del valore dell'organizzazione.
Affinché fossero parte del tessuto organizzativo e le persone potessero facilmente riconoscersi, le esperienze realizzate in Eni sono state sviluppate con un alto grado di personalizzazione: partendo dai bisogni e dagli obiettivi di ciascuna area, le esperienze sono messe a punto
I sistemi sviluppati rispondono comunque a logiche comuni riconducibili alla necessità di fare leva sulla gestione della conoscenza per:
Dall'avvio delle prime iniziative nel 2002, il sistema complessivo di knowledge management di Eni si è sviluppato nelle principali aree di business e al 31 dicembre 2009 risulta composto da 44 Comunità di Pratica attive cui partecipano 1827 persone.
Analogamente a quanto effettuato da Eni S.p.A. sul tema della Responsabilità amministrativa, Eni Corporate University S.p.A. ha deciso di dotarsi di un Modello di organizzazione, gestione e controllo, idoneo a prevenire i reati previsti nel D.Lgs 231/2001.
Il Progetto "Risk Assessment Responsabilità amministrativa" è stato dunque avviato in Eni Corporate University nel marzo 2005 con l'obiettivo, come in tutte le realtà del Gruppo, di rilevare, valutare ed eventualmente adeguare il modello di organizzazione, gestione e controllo della Società alle prescrizioni del Decreto, analizzando i reati contro la Pubblica Amministrazione e quelli societari.
Il Modello di Organizzazione, Gestione e controllo ex d. lgs. n. 231/01 è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione nell'adunanza del 1 dicembre 2005 e, contestualmente, è stato nominato l'Organismo di Vigilanza.
Successivamente il Modello è stato aggiornato per recepire le novità legislative che ne hanno ampliato l'ambito di applicazione ad altri reati come i delitti con finalità di terrorismo, di eversione dell'ordine democratico e di riciclaggio dei proventi di attività criminose, i reati contro la personalità individuale, i reati di market abuse, le previsioni in materia di tutela del risparmio e disciplina dei mercati finanziari i reati transnazionali, i delitti di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro e i delitti informatici e trattamento illecito dei dati, nonché per tener conto della mutata composizione dell'Organismo di Vigilanza. Il nuovo Modello è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione di Eni Corporate University nella riunione del 24 febbraio 2011.
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Questa pagina è stata aggiornata il 12/10/11
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