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Rischi Connessi alla Ciclicità del Settore Oil&Gas

La recessione economica globale e la riduzione dell’attività produttiva che si è verificata a cavallo tra il 2008 e buona parte del 2009 hanno determinato la marcata flessione della domanda di energia con il conseguente impatto negativo sulle quotazioni delle principali commodity energetiche. Pur in presenza di deboli fondamentali (domanda reale, livello scorte), i prezzi del petrolio hanno registrato a partire dalla metà del 2009 un’inversione di tendenza sostenuta dalle aspettative di ripresa del ciclo economico e dai tagli OPEC, attestandosi a fine anno in una fascia di prezzo compresa tra i 70-80 dollari/barile. La volatilità dei prezzi del petrolio rappresenta una criticità per la sostenibilità dei programmi di investimento delle oil&gas company, tenuto conto dei lunghi tempi di realizzazione e del processo di valutazione e realizzazione.

La redditività dei progetti è esposta all’andamento dei prezzi del petrolio che potrebbero attestarsi su livelli inferiori rispetto a quelli ipotizzati in sede di valutazione. Eni, al pari di altre compagnie petrolifere internazionali, adotta scenari di prezzo di lungo termine nella valutazione degli investimenti, definiti sulla base della migliore stima dei fondamentali di domanda e offerta. Questo supporta il conseguimento dei target attesi di redditività dei progetti anche in fasi di contrazione del ciclo petrolifero.

Per il quadriennio 2010-2013 per il quale è stato previsto un prezzo di lungo termine di 65 dollari/barile (termini reali 2013), Eni prevede un programma di investimenti di 52,8 miliardi di euro, di cui 37,7 miliardi (71%) dedicati alla ricerca e sviluppo delle riserve di petrolio e gas che evidenzia un incremento non sostanziale (+8%) rispetto alla precedente manovra quadriennale varata nella fase di minimo del ciclo. I principali motivi di incremento dei costi sono:

  • lo sviluppo di nuovi progetti (in particolare in Iraq, Venezuela e progetti offshore angolano) che assicureranno il contributo alla crescita produttiva oltre l’orizzonte di piano;
  • la sostanziale tenuta dei costi di approvvigionamento di materiali e servizi specialistici per l’industria petrolifera rispetto alle previsioni del piano precedente di un sensibile ridimensionamento, tenuto conto che lo scenario petrolifero ha dimostrato una certa resistenza nel contesto recessivo globale e che le compagnie petrolifere non hanno ridotto gli investimenti in misura apprezzabile. Questi effetti sono parzialmente assorbiti dall’effetto della svalutazione del dollaro.

 

La volatilità del prezzo del petrolio rappresenta un elemento di incertezza anche per il rimpiazzo delle riserve. Infatti, la variazione del prezzo innesca due fattori contrapposti di revisione delle riserve certe di idrocarburi.
Il primo è dato dalle minori o maggiori riserve iscritte a fronte dei contratti di production sharing (PSA) dove a parità di costi sostenuti per lo sviluppo di un giacimento, la quota di riserve destinata al recupero dei costi e alla remunerazione del contrattista diminuisce all’aumentare del prezzo del barile e viceversa. L’altro fattore è rappresentato dalle maggiori o minori riserve iscritte sulle code di produzione che normalmente sono commerciabili a certi livelli di prezzo e non lo sono a livelli di prezzo significativamente più bassi rispetto a quelli utilizzati per la loro valutazione originale.

Per quanto riguarda gli altri settori di business Eni, nel settore Gas&Power è prevista per il 2010 una modesta ripresa della domanda europea e nazionale di gas dopo la rilevante flessione del 2009. Il permanere di questa situazione di scarsa dinamicità della domanda unitamente ai progetti di espansione della capacità di importazione realizzati da Eni e da operatori terzi e ai provvedimenti normativi di gas release recentemente adottati rappresentano fattori di rischio per i margini commerciali del settore Gas&Power e potranno eventualmente comportare il ritiro di quantità di gas inferiori ai volumi minimi contrattualmente previsti, con la conseguente necessità di corrispondere anticipi ai fornitori da recuperare negli esercizi futuri con l’aumento dei consumi al verificarsi di una ripresa più solida della domanda di gas. Per ulteriori informazioni si rinvia alla specifica sezione sui rischi nell’Andamento Operativo del settore Gas&Power.

I settori Refining & Marketing e Petrolchimica sono particolarmente esposti alla volatilità del ciclo economico considerati i deboli fondamentali delle rispettive industrie di appartenenza caratterizzate da eccesso di capacità, elevata pressione competitiva, basse barriere all’entrata e prodotti commoditizzati. Inoltre questi settori sono esposti alla volatilità del prezzo del petrolio i cui aumenti si trasferiscono solo con un certo ritardo sui prezzi dei prodotti derivati. Pertanto in situazioni di prezzi crescenti della carica petrolifera, i margini dei prodotti petroliferi e petrolchimici sono penalizzati. In chiave previsionale, il management non ipotizza nel 2010 un rapido rientro dei fattori di debolezza che hanno penalizzato le performance operative di questi settori nel 2009.

I margini di raffinazione nel 2009 hanno registrato un calo significativo di circa il 50% sul Brent e circa il 60% su di un paniere di greggi leggeri e pesanti, scendendo al di sotto del livello di break-even, per effetto:

  • del calo dei prezzi dei prodotti petroliferi in funzione della minore domanda e dell’elevato livello delle scorte, in particolare ha pesato la crisi del gasolio il cui spread sulla materia prima è diminuito in misura drastica;
  • degli aumenti repentini del costo della carica nei mesi primaverili non guidati da una ripresa dei fondamentali che quindi il settore non è stato in grado di trasferire sui prezzi finali;
  • del restringimento del differenziale di mercato tra greggi leggeri e pesanti che ha penalizzato la redditività delle raffinerie Eni dotate di un’elevata capacità di conversione. Allo stato non è prevedibile un’inversione di tendenza di questi fattori almeno sul breve termine.

Per quanto riguarda il settore petrolchimico Eni, nonostante le azioni intraprese di contenimento dei costi fissi e di consolidamento della struttura industriale funzionale al rafforzamento delle aree di vantaggio competitivo, il ritorno del settore al pareggio operativo è ottenibile solo in presenza di una generale ripresa del ciclo economico che almeno sul breve termine rimane incerta.

Da questo quadro si distingue il settore Ingegneria & Costruzioni che mantiene costanti portafoglio ordini e redditività, grazie a una presenza articolata in diversi settori di mercato e a un buon posizionamento nelle aree di frontiera, tradizionalmente meno esposte alle ciclicità del mercato. L’entrata in operatività fra il 2010 e il 2011 di nuovi e distintivi asset, la dimensione del portafoglio ordini, la sua qualità e la buona efficienza operativa raggiunta, consentono di prevedere che per il medio termine un ulteriore significativo rafforzamento del posizionamento competitivo di Saipem.

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Questa pagina è stata aggiornata il 26/04/10