Il Western Libyan Gas Project è il primo grande progetto per valorizzare il gas naturale prodotto in Libia attraverso l'esportazione e la commercializzazione in Europa.
Il gas naturale proviene da due giacimenti: il primo, Bahr Essalam, è offshore a 110 chilometri dalla costa libica; il secondo, Wafa, è situato nel deserto libico vicino al confine con l'Algeria.
Eni è operatore per lo sviluppo congiunto dei giacimenti con una quota del 50%; l'altro partner è la National Oil Corporation (NOC), la società petrolifera di stato libica.
Le riserve recuperabili in quota Eni sono pari a 950 milioni di barili di olio equivalente. A regime si produrranno 10 miliardi di metri cubi di gas l'anno, di cui 2 miliardi destinati al mercato locale e 8 all'esportazione. Sarà Eni Divisione Gas & Power, uno dei maggiori fornitori europei, a commercializzare il gas in arrivo: i contratti di vendita per la cessione dell'intero quantitativo sono stati già stipulati con grandi operatori europei.
Il progetto
La Storia Per lo sviluppo del giacimento di Bahr Essalam sarà messa in opera la prima piattaforma offshore per il gas in Libia, chiamata Sabratha, e saranno perforati 38 pozzi, di cui 15 dalla piattaforma e 23 sottomarini.A regime si prevede una produzione annua di 6 miliardi di metri cubi di gas. Con due condotte sottomarine il gas e i condensati saranno trasportati sino all'impianto di trattamento di Mellitah.
Lo sviluppo del campo onshore di Wafa comprende la perforazione di 29 nuovi pozzi (12 ad olio e 17 a gas) e la riattivazione di 8 pozzi già perforati.
Il gas e i condensati prodotti e trattati a Wafa saranno inviati all'impianto di Mellitah attraverso pipeline lunghe circa 530 chilometri. La produzione a regime sarà di 4 miliardi di metri cubi di gas naturale l'anno.
A Mellitah, sulla costa libica, Snamprogetti, società Eni, è impegnata - alla testa di un consorzio internazionale - nella costruzione dell'impianto di trattamento con cui sarà lavorato il gas proveniente da Bahr Essalam. Dall'impianto di trattamento il gas, insieme a quello proveniente da Wafa, sarà immesso nella stazione di compressione per essere inviato in Italia attraverso il Gasdotto Greenstream.
A Gela, in Sicilia, è stato costruito il Terminale di Ricevimento collegato alla rete nazionale di Snam Rete Gas. Nella realizzazione dell'impianto è stato perseguito l'obiettivo di ridurre al minimo l'impatto ambientale.
L'idea di esportare il gas prodotto in Libia è nata negli anni ‘70 quando sono stati scoperti giacimenti di petrolio e di gas naturale lungo la costa. Studi di fattibilità sono stati condotti negli anni ‘80 e ‘90 a seguito dei quali Eni ha presentato il progetto per lo sviluppo di due campi a gas e condensati e di un sistema di trasporto per esportare 8 miliardi di metri cubi di gas l'anno dalla Libia verso l'Europa attraverso il Mediterraneo.
Nasce così il Western Libyan Gas Project, un'opera straordinaria, la più importante attualmente in corso nel bacino del Mediterraneo, grazie alla quale si rafforza l'ormai storica collaborazione italo-libica, consentendo di scrivere una nuova pagina nella storia dell'energia.
Il gas prodotto dai giacimenti di Wafa nel deserto e di Bahr Essalam in mare, è trasportato tramite pipeline a Mellitah, sulla costa libica, per essere trattato; una parte viene poi compressa e inviata in Sicilia attraverso il gasdotto Greenstream e un'altra, invece, è destinata al mercato locale.
Per realizzare il Greenstream è stato necessario individuare il tragitto più idoneo considerando due variabili: la lunghezza del tratto e la profondità del mare; il percorso scelto passa ad ovest dell'isola di Malta e raggiunge la Sicilia dopo circa 520 chilometri ad una profondità massima di 1.127 metri.
Così l'idea di portare in Europa il gas libico si trasforma in realtà grazie anche a tre fattori:
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Questa pagina è stata aggiornata il 22/10/09