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INNOVAZIONE E TECNOLOGIA

 
Operazioni di posa di una condotta in un campo offshore

Deep Water

Fino a qualche anno fa gli alti costi di sviluppo e le limitazioni tecnologiche avevano scoraggiato la ricerca petrolifera nell'offshore marino in acque profonde.
Questo settore era considerato troppo oneroso in termini di investimenti e la possibilità di sviluppare attività di esplorazione e produzione petrolifera nelle "acque profonde" era sempre rimasta per tutte le compagnie nell'elenco delle sfide più impegnative da affrontare.

Eni è riuscita a vincere questa sfida, fino a diventare uno dei leader mondiali del settore. Grazie all'esperienza accumulata in varie aree del mondo e alle competenze maturate all'interno, ha sviluppato tecnologie e metodologie innovative per tutte le fasi dell'attività: esplorazione, perforazione e produzione.

Oggi Eni opera in numerosi progetti di ricerca in acque profonde (oltre 450 metri) e ultra profonde (oltre 1500 metri) avviati nei mari di tutto il mondo: nell' offshore profondo dell'Africa Occidentale, al largo della Nigeria (Golfo di Guinea), in Angola, Congo e Gabon. Le attività nell' offshore ultra profondo impegnano Eni nel Golfo del Messico e al largo del Brasile dove partecipa in qualità di operatore o di partner a numerosi progetti esplorativi, alcuni dei quali hanno già dato i primi risultati positivi.

 

  • EsplorazioneEsplorazione
  • PerforazionePerforazione
  • ProduzioneProduzione

Nell'esplorazione in acque profonde e molto profonde, Eni ha sviluppato tecnologie avanzate di modellazione dei giacimenti e di valutazione dei potenziale petrolifero dell'area presa in esame, che consentono di ridurre i rischi esplorativi prima di avviare l'attività.

  • Un sistema largamente utilizzato è SEBE3, un software proprietario innovativo che permette di creare modelli tridimensionali dei bacini sedimentari consentendo la valutazione dell potenziale petrolifero dell'area e il rischio associato dei prospect (ovvero le "trappole di idrocarburi" non ancora raggiunte dai pozzi di esplorazione).
  • Una volta individuate le aree più promettenti, fin dalle prime fasi esplorative si ricorre alla prospezione sismica tridimensionale (Sismica 3D ) per raccogliere dati sismici e quindi determinare la posizione spaziale degli stati profondi in tre dimensioni.
  • I dati sismici acquisiti in acque profonde sono generalmente affetti da forti riflessioni multiple, che compromettono l'imaging in tempi e in profondità, e la relativa interpretazione sismostratigrafica e petrofisica. Recentemente sono state sviluppate nuove metodologie avanzate per l'attenuazione delle multiple (3D SRME ), applicabili sia a strutture 2D molto complesse, sia, con alcune limitazioni, a strutture 3D.
  • Per definire in modo accurato i modelli geologici sedimentari e individuare le strutture geologiche che possono rappresentare prospect esplorativi si utilizzano strumenti come l'interpretazione volumetrica e le tecnologie avanzate di multi-attribute analysis e di visualizzazione sismica tridimensionale. La 3D pre stack depth migration (3D PSDM) è lo strumento tecnicamente più avanzato per la ricostruzione dell'imaging sismico, con particolare riguardo per ambienti ad alta complessità geologica, caratterizzati da forti variazioni laterali di velocità e pendenza degli strati (es. tettonica salina e zone di thrust ).
  • Per meglio integrare le informazioni geologiche e geofisiche nel modello del reservoir e rendere più affidabili i modelli strutturali e sedimentologici, è necessario riuscire a visualizzare in profondità. A questo scopo si utilizzano le tecniche di inversione stratigrafica (litologia sismica), tra le quali la Joint Inversion Interpretation, basata sull'integrazione dell'interpretazione in profondità  (Pre Depth Stack) con due strumenti avanzati di prospezione geofisica:  3D Full Tenor Gravity (3D FTG) e  Marine MagnetoTelluric (MMT), che permettono un'accurata ricostruzione del sottosuolo geologico nelle aree strutturalmente complesse (esplorazione sub salt e sub basalt ).
  • Il Sea Bed Logging (SBL) è un'applicazione della sorgente elettromagnetica marina controllata (CSEM ), che può migliorare l'affidabilità nel rilevare e nel caratterizzare giacimenti di idrocarburi in acque profonde, determinando la resistività delle formazioni sotto il fondo mare (una struttura con idrocarburi ha una resistività maggiore rispetto ad una struttura ad acqua) e indicando direttamente la presenza di idrocarburi.
  • E' inoltre indispensabile ottenere informazioni sulla provenienza dell'olio, sulla sua distribuzione all'interno del reservoir e sulla formazione degli accumuli. Per questo si utilizzano tecnologie avanzate per determinare le caratteristiche dei campioni di petrolio, quali GICOS –  Geochemical Integrated Characterization of Oil Samples.

Nell'attività di perforazione in acque profonde e molto profonde per superare le maggiori difficoltà operative a costi ragionevoli sono stati perfezionati alcuni sistemi:

  • il  dispositivo SDD  - Straight-hole Drilling Device serve ad assicurare il controllo continuo della perforazione, in modo che proceda in senso verticale, di pozzi singoli o in cluster, sia a terra sia in mare;
  • il Lean Profile è una tecnologia innovativa grazie alla quale le operazioni di perforazione acquistano di efficacia limitando l'impatto ambientale in situazione operative complesse, senza ridurre i diametri in pozzo. Questa tecnologia permette una notevole riduzione della tolleranza anulare (clearance) tra il casing e il foro scoperto (fino a 1–1,5 pollici per l'intero profilo del pozzo), consentendo la riduzione dei diametri degli scalpelli e dei casing per la parte superiore del pozzo, pur mantenendo inalterato il casing di produzione. E' utilizzata sia per pozzi verticali sia per quelli deviati e consente una riduzione dei tempi e costi di perforazione, diminuendo sensibilmente il relativo volume dei reflui e detriti prodotti. Ulteriori benefici riguardano la possibilità di raggruppare in "cluster " pozzi a terra in aree a forte complessità geologica. Recenti applicazioni di questa tecnologia hanno interessato i pozzi HP/HT verticali e deviati nella acque ultra profonde.
  • l'Autotrak è un sistema avanzato di perforazione direzionata che permette la correzione in tempo reale della traiettoria del foro mentre lo scalpello continua a ruotare nel pozzo.
  • il  VertiTrak è uno strumento di perforazione in grado di mantenere un accurato controllo della direzione verticale apportando, tra gli altri vantaggi, un incremento del ROP (Rate of Penetration ), una migliore stabilità del foro e un basso livello di tortuosità nel pozzo con conseguente riduzione dell'attrito.
  • Il Dual Casing Running è una tecnologia innovativa di perforazione in acque profonde che consente la perforazione simultanea dei primi due fori superficiali (fasi riserless), la discesa simultanea dei due casing e la relativa cementazione. L'applicazione di questa nuova tecnologia proprietaria consente una riduzione significativa dei tempi e dei costi di realizzazione del pozzo.

Sistema di monitoraggio strutturale offshore con sensori a fibre otticheNella produzione in acque profonde e molto profonde sono applicate tecnologie avanzate di trattamento nello sviluppo di campi offshore caratterizzati da acque profonde, alta percentuale d'acqua, bassa pressione di giacimento, complesse configurazioni di sottosuperficie, lunghi collegamenti e nel caso di problemi di trasporto fluidi.
Sono attualmente in fase di valutazione da parte di Eni scenari di sviluppo completamente sottomarini, con l'applicazione di unità di processo sottomarine (separatori, pompe, etc.) già disponibili sul mercato o in fase di sviluppo o qualifica.  L'applicazione di tali sistemi può avere effetti positivi sui costi di investimento e operativi e sull'impatto ambientale, sia per nuovi scenari sia per campi marginali nelle vicinanze di strutture già esistenti.

Le soluzioni innovative messe a punto comprendono:

  • lo Smart Completion, un sistema intelligente di completamento (l'attività di preparazione di un pozzo già perforato per la sua messa in produzione) che consente il monitoraggio, il controllo remoto e le funzioni di autodiagnostica di un giacimento grazie a dispositivi di fondo controllati in superficie;
  • un sistema di monitoraggio strutturale offshore basato su sensori a fibre ottiche, con il quale è possibile monitorare nel tempo in modo strutturale i riser metallici, i collettori utilizzati nei pozzi offshore per collegare la testa di pozzo sottomarina con la superficie;
  • sistemi di processo sottomarini, ossia dispositivi intesi a separare, trasportare, comprimere, misurare o reiniettare fluidi o solidi prodotti da pozzi sottomarini. L'obiettivo di lungo termine delle tecnologie di Subsea Processing è di riuscire a produrre idrocarburi dai campi petroliferi offshore senza l'ausilio di piattaforme o sistemi galleggianti. Questo permetterebbe di produrre olio e gas in modo economico e con ridotto impatto ambientale rispetto ai tradizionali sviluppi offshore.
    Nell'ambito di numerosi progetti di ricerca, Eni E&P è attiva su molteplici aspetti relativi alle tecnologie di Subsea Processing. Durante gli ultimi anni l'attività è stata dedicata principalmente allo sviluppo, alla qualifica e al test di prototipi relativamente a:
    • Separazione subsea oil/gas (VASPS)
    • Pompaggio multifase subsea (tecnologia twin screw)
    • Misurazione subsea (oil-in-water, multiphase and wet-gas meters)

 




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Questa pagina è stata aggiornata il 10/05/11