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L'AZIENDA

 
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Sand

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Ilana Yahav firma il primo spot della nuova campagna eni.

Performer e video artist, Ilana ha interpretato per eni tre temi fondamentali per l’azienda:
l’internazionalità intesa come l’energia che si genera dallo scambio culturale, la ricerca, tema portante sul cui fronte l’azienda è impegnata costantemente e il rispetto indispensabile elemento alla base di ogni rapporto che eni sviluppa.

Un trattamento innovativo che parla di tematiche importanti attraverso un linguaggio onirico che accompagna lo spettatore in un viaggio ideale nei valori eni.

 

Le magiche mani di Ilana sono accompagnate da una voce calda e rassicurante. Ivan Alovisio, giovane attore teatrale emergente, insolitamente divenuta voce narrante, arricchisce la comunicazione con la sua interpretazione.


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E' una performer molto versatile. Si può dire infatti che tutta la sua vita è stata improntata sull’arte.

La sua carriera artistica inizia con la realizzazione di marionette e con questa tecnica ha realizzato diversi programmi televisivi per la TV israeliana.

Successivamente, si appassiona alla Sand Art perché la materia con la quale crea, la riporta in contatto con la natura e la sabbia, attraverso le sue mani, prende vita e delinea scenari e mondi immaginari.

Da quando il suo primo filmato su internet ha ricevuto un riscontro eccezionale, ha deciso di fare di questa arte la sua occupazione principale e per questo attualmente viaggia continuamente per le sue performances.

Si segnalano tra l’altro 3 perfomances importanti: alla presenza del Re di Spagna, del Re del Belgio e al Cremlino davanti ad una folla di 6.000 spettatori.

E' un giovane attore di teatro.

Nel 2008 si diploma come attore professionista alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano fondata da Giorgio Strehler e diretta da Luca Ronconi.

Ha partecipato a diversi stage di recitazione  e danza ed ha interpretato diversi ruoli in spettacoli teatrali, quali ad esempio:

  • Il Misantropo di Moliere regia E. D'Amato
  • Amleto di W. Shakespeare regia E. D'Amato
  • Il Gabbiano di A. Checov regia E. D'Amato
  • Il Mercante di Venezia" Regia di L. Ronconi;

Attualmente sta lavorando all’opera I Demoni di F. Dostoevskij, regia di P.Stein, Teatro Stabile di Torino (in preparazione).

Ha vinto inoltre il premio Premio Hystrio alla Vocazione teatrale nel 2008

 

Don’t stop - Non smettere

Se ti svegli e non hai voglia di sorridere
se ti ci vuole un po' di tempo
apri gli occhi e guarda la nuova giornata
vedrai le cose in un'ottica diversa

Non smettere di pensare al domani
Non smettere, arriverà presto
E sarà meglio di prima
Ieri è già passato, già passato.

Perchè non pensi ai momenti che devono ancora venire
piuttosto che alle cose che hai fatto
Se la vita è stata dura con te
Pensa a quello che porterà il domani

Non smettere di pensare al domani
Non smettere, arriverà presto
E sarà meglio di prima
Ieri è già passato, già passato.

Tutto quello che voglio è vederti sorridere
Se ti ci vuole un po' di tempo,
so che non mi crederai,
non ho mai voluto farti del male.

Non smettere di pensare al domani
Non smettere, arriverà presto
E sarà meglio di prima
Ieri è già passato, già passato.
Non guardare indietro
Non guardare indietro.

 

I Fleetwood Mac, uno dei gruppi musicali pop-rock di maggior successo, nascono a Londra nel 1967.
Il nome della band viene coniato dal chitarrista Peter Green, fondendo i cognomi del bassista John Mc Vie e del batterista Mick Fleetwood.
Con John, Mick e Peter fa presto parte del gruppo anche Danny Kirwan. All’inizio i giovani musicisti inglesi realizzano album di matrice blues aderendo al fenomeno del revival britannico del genere musicale che proprio verso la fine degli anni sessanta vede il suo momento di massimo fulgore.
I Fleetwood Mac puntano le loro carte migliori sulle qualità solistiche di Peter Green, giovane talento chitarristico proveniente dai Bluesbreakers di John Mayall, nei quali ha sostituito Eric Clapton.
Ma è proprio Green (suoi "Black Magic Woman", futuro hit di Santana, e “Albatross‘), travolto dalle pressioni del successo, che abbandona la band nel 1970, nel bel mezzo di un tour.
Viene rimpiazzato da Jeremy Spencer che però, l'anno dopo, durante una tournée americana, sparisce dall'albergo, per essere rintracciato dall'FBI, quattro giorni più tardi, totalmente contrariato dall’ipotesi di un ritorno nella band.
Il tour dei Fleetwood Mac prosegue grazie a Green, il cui ritorno è solo temporaneo.
Fin qui, le note nere. A fornire quelle rosa ci pensa Christine Perfect,già tastierista dei Chicken Shack, futura Mrs McVie, che si unisce alla band nel 1970, in contemporanea con la dipartita definitiva di Green.
Il suo pianoforte, la sua vena melodica e le sue canzoni d'amore, insieme al rock lineare del nuovo chitarrista, Bob Welch, allontanano i Fleetwood Mac dalle loro origini blues e cominciano a plasmare il suono che li renderà famosi in tutto il mondo.
Nel caso dei Fleetwood Mac il canonico "anno della svolta" è però il 1975, dopo che il gruppo si è trasferito in California.
Il primo album del nuovo corso americano del gruppo si chiama proprio Fleetwood Mac, quasi a sancire un nuovo inizio: finirà nei piani alti delle classifiche.
Musicalmente, la coesione è perfetta, e i Mac meritano l'appellativo di "supergruppo", anche perché nel frattempo due innesti americani di grande impatto hanno ridato linfa alla creatività della band. Si tratta di Lindsey Buckingham e di Stevie Nicks: se il primo rafforza i Fleetwood Mac principalmente dal punto di vista compositivo e strumentale, la seconda arricchisce il gruppo sul fronte dell’appeal spettacolare e dell’identità sonora.
Nel 1977 i Fleetwood Mac pubblicano Rumours: il successo è strabiliante. Un disco compatto, in cui ogni canzone contribuisce a creare quello che da quel momento diventa il proverbiale mix sonoro dei Fleetwood Mac. Alla felicità delle composizioni, dove spiccano gli ultimi arrivati nel gruppo, si aggiungono brillanti impasti vocali, arrangiamenti accattivanti che comunque non tradiscono il retaggio rock della band e, soprattutto, una forte e distintiva identità sonora.
Senza precedenti sono anche i risultati commerciali del disco: oltre ai milioni di copie vendute, alle 31 settimane al numero 1 delle classifiche negli States e alle 450 settimane consecutive nella top 100 inglese, i Mac si portano a casa un Grammy e riconoscimenti vari, fra cui quello di miglior band, miglior miglior singolo. La rivista Rolling Stone lo colloca al 25° posto nella classifica degli album più importanti della storia.
Il successivo Tusk (1979), consolida il successo piantando nel contempo i semi delle carriere soliste. La critica si divide: c'è chi lo taccia di essere un incoerente concentrato di saccarina, chi invece lo paragona al White Album dei Beatles.
Nel frattempo le cronache musicali e non solo si riempiono di notizie riguardanti lo stile di vita dei componenti del gruppo, le loro vicende sentimentali e trapelano le prime voci di dissidi artistici.
Quelli sino ad ora attutiti nel nome della musica e del soverchiante successo. Così, prima ancora che esca il successivo Mirage (1982),i componenti del gruppo cominciano a passare sempre più tempo su progetti personali. Il sorprendente Tango In The Night (1987) vedrà per l'ultima volta insieme in studio il dream team.
Gli album successivi si fanno sempre più rarefatti temporalmente e evidenziano una marcata difficoltà creativa alla quale non può porre più rimedio il consolidato mestiere.
Ultimo episodio discografico, tra litigi, riappacificazioni, riunioni e scioglimenti, matrimoni e divorzi, è quel “Say you will‘ del 2003 che rappresenta l’ultimo prodotto con il prestigioso marchio di successo dei Fleetwood Mac.
Don't Stop
Tratto dall’album Rumours, è un brano di successo mondiale che conferma la reputazione del gruppo e per certi versi ne esemplifica le caratteristiche e qualità musicali. La canzone è semplice nella sua struttura armonica con una melodia elegante e accessibile.
Un vero e proprio “gancio‘ che si insinua sin dal primo ascolto nella mente dell’ascoltatore anche grazie a una ritmica sostenuta, anche se mai troppo assillante. Il testo è immancabilmente ottimistico.
Don't stop è stata usata da Bill Clinton durante la sua prima campagna elettorale per la presidenza degli Stati Uniti nel 1992 nella versione incisa dalla rock band inglese Status Quo.

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Questa pagina è stata aggiornata il 26/01/10