Il sistema di relazioni industriali Eni è contraddistinto da un consolidato rapporto di dialogo e confronto con le organizzazioni dei lavoratori, declinato in una serie di accordi sindacali su tre livelli territoriali:
E' proseguita nel 2010 l'attività di interlocuzione con le organizzazioni sindacali a livello nazionale e locale finalizzata a supportare e favorire i processi di riorganizzazione ed efficienza che ha prodotto, anche attraverso specifici accordi sindacali, una razionalizzazione dei presidi sul territorio.Tra i principali contratti collettivi nazionali di lavoro, si segnala il rinnovo del CCNL Energia e Petrolio, mentre sono ancora in corso le trattative per il rinnovo del CCNL Gas Acqua.
A livello internazionale, nel mese di giugno a Tunisi, si sono svolti il 14° incontro annuale del Comitato Aziendale Europeo e l'incontro con l'Organizzazione Sindacale internazionale ICEM sui temi delle Relazioni Industriali Internazionali e sulla Responsabilità Sociale d'Impresa. Nel corso dei lavori è stato prorogato l'Accordo sul Comitato Aziendale Europeo, che prevede un rafforzamento dei principi di informazione e consultazione nonché un ampliamento temporale della durata dell'accordo e del mandato dei componenti del CAE.
Nel 2010 è stato avviato il modulo "Relazioni Industriali" del progetto "Relazioni Industriali e Diversità". Scopo dell'iniziativa è realizzare una mappatura del sistema di Relazioni Industriali di Eni a livello internazionale, con un focus particolare sugli accordi transnazionali, confrontandoli con le buone pratiche messe in atto da altri grandi gruppi internazionali. La ricerca intende definire e codificare un modello di best practice nelle Relazioni Industriali, coerente con la cultura Eni e che possa aspirare ad essere condiviso in tutti i Paesi in cui il gruppo è presente. Il Progetto è una componente di una più ampia ricerca condotta da SDA Bocconi che consentirà di approfondire la conoscenza dei diversi aspetti relativi al sistema di Relazioni Industriali in contesto internazionale, di mettere a punto uno strumento di monitoraggio e reporting sulle diversità e di favorire l'inserimento di criteri di diversità nelle linee guida per l'individuazione dei progetti di sviluppo nei contesti di operatività.
Questa pagina è stata aggiornata il 01/09/11
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