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La Storia e la Cultura


Storia

Popolata dai fenici a partire dall’VIII sec a. c., la Libia è stata successivamente colonia greca e romana. La popolazione attuale discende in gran parte dalle incursioni degli Arabi avvenute intorno all’XI secolo. Intorno al 1911 l’Italia si sostituì all’Impero Ottomano nel controllo della Libia. Dapprima gli italiani assunsero il controllo della regione costiera della Cirenaica e, in seguito ad una guerra decennale, su tutto il territorio del paese. La colonizzazione italiana terminò solo nel 1943, quando la Libia fu occupata dagli inglesi e dai francesi.  Successivamente fu amministrata dalle Nazioni Unite fino al 1951 quando divenne indipendente. Nel 1969, in seguito al colpo di Stato militare, il paese iniziò ad essere governato dal leader della Rivoluzione Muammar Gheddafi che applicò un sistema politico basato su una combinazione di socialismo e Islam. Durante gli anni Settanta e Ottanta la posizione della Libia fu antagonista nei confronti degli Stati Uniti e dei loro alleati e in seguito all’attentato aereo di Lockerbie –in Scozia- la Libia venne sanzionata dall’ONU (1992) e isolata politicamente. Negli anni Novanta Gheddafi avviò una politica di ricostruzione delle relazioni nei confronti degli Stati occidentali. Nel 1999 le sanzioni sono state sospese, per poi essere eliminate (2003) quando la Libia ha espresso la rinuncia alle armi di distruzione di massa dopo aver consentito al risarcimento ai familiari delle vittime dell’attentato di Lockerbie. Nel 2006 gli USA hanno eliminato la Libia dalla lista degli stati che promuovono il terrorismo e nel 2008 Tripoli ha ottenuto un seggio non permanente al Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Nel gennaio 2009, inoltre, sono state ripristinate le relazioni diplomatiche con Washington. Fin dagli anni settanta Gheddafi ha cercato un ruolo di leadership all’interno del Maghreb. Successivamente il leader libico ha cercato una mediazione nella soluzione di conflitti tra numerosi paesi africani (Repubblica Democratica del Congo, Sudan, Mauritania, Somalia, Eritrea, Etiopia) e ha prestato assistenza finanziaria attraverso la partecipazione all’Unione Africana. Gheddafi è stato anche un promotore degli “Stati Uniti dell’Africa”: continente africano unito e guidato da un solo governo. Nel febbraio 2011 è scoppiata una rivolta contro il regime che si è rapidamente diffusa in tutto il Paese trasformandosi in guerra civile. La violenta repressione operata da Gheddafi contro i civili ha portato il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ad autorizzare l’intervento armato di una coalizione internazionale guidata dalla NATO. Nell’ottobre 2011 gli scontri si sono conclusi con la vittoria dei rivoltosi, appoggiati dall’Alleanza Atlantica, e l’uccisione di Gheddafi.

Cultura

Le attività tradizionali della Libia consistevano nella pastorizia nomade, e nell'agricoltura su piccola scala. Solo in seguito alle scoperte petrolifere degli anni Cinquanta e Sessanta iniziò il fenomeno dell'urbanizzazione. L'identità nazionale libica iniziò a formarsi in seguito alla colonizzazione italiana e alla sanguinosa guerriglia guidata dall'ordine religioso dei Sanussi e dall'eroe nazionale Omar al Mukhtar. La struttura sociale tuttavia è ancora legata alle antiche tradizioni islamiche e le grandi famiglie di tipo tribale rivestono tutt'oggi un ruolo importante nella società libica.

Etnie

La distinzione tra clan familiari in Libia è forse anche più significativa di quella etnica. Ampi gruppi costituiti da consanguinei e affini formano clan che rivestono una valenza politica molto forte. Oltre agli arabi esistono in Libia altri gruppi etnici, fra i quali il principale è quello dei berberi, che si distinguono dagli arabi, soprattutto per la lingua e cultura; gli insediamenti berberi si trovano in prevalenza in Tripolitania, al confine con la Tunisia, nelle aree montuose e desertiche e nella città cirenaica di Awjilah. La lingua berbera viene tramandata oralmente e non esiste quindi una letteratura berbera. I berberi seguono la dottrina islamica dei Khariji, che si distingue dal rito maliki sunnita per la maggior enfasi data all'egualitarismo. In Libia vivono ancora circa 10 mila Tuareg, popolazione nomade o seminomade del deserto in prevalenza dedita alla pastorizia. La lingua dei Tuareg è il Tamasheq, un dialetto berbero. La religione è una forma dell'Islam sunnita con elementi magici non ortodossi. Le donne Tuareg hanno uno status sociale elevato e un maggior livello di alfabetizzazione. Per tradizione tra i Tuareg la trasmissione ereditaria dei beni avviene in linea femminile. Nel sud del paese vive una piccola minoranza Tebu, discendente dagli schiavi africani.

Religione

L'islam è la religione ufficiale della Repubblica libica. La maggior parte dei libici segue il rito sunnita. Sono presenti nel paese piccole comunità cristiane, indù, baha'is e buddiste.